Pubblicato in: Gio, Mag 9th, 2013

Andrea Tornielli:Bergoglio…una Chiesa che esce ed appoggia la sua guancia su quella di chi soffre

Quanto, secondo lei, questo stile, questi suoi gesti possono essere condizionanti l’agire della Chiesa intesa come gerarchia, dai Ve­scovi all’ultimo dei sacerdoti?

Prima delle riforme che comunque ci saranno, mi auguro che il Pontificato di Papa Francesco porti un’autorifor­ma, ossia che tutti si sentano interro­gati dal suo stile pastorale: cardinali, vescovi, preti e laici. In tal senso, pur con la sua sobrietà, modo in cui vive questo ministero lontano da qualsiasi clericalismo, forma di potere e qualsia­si esibizione, gli riesce al tempo stesso di predicare il grande messaggio della misericordia.

Una Chiesa che esce ed appoggia la sua guancia su quella di chi soffre, che evangelizza con la te­stimonianza prima che con la parola, credo che questa sia una incitamento e spero che una qualche espressione di autoriforma la possa provocare. At­tualmente, ritengo che al vertice si tro­vi un esempio che dovrebbe, a cascata, provocare comportamenti simili, susci­tare domande non solo in tutti coloro che vengono dopo nella gerarchia ma riguardo anche al popolo di Dio.

Ha fatto cenno alle riforme che giungeranno. Forse il primo pas­so è stato la scelta dei cosiddetti “saggi” a cominciare dall’italiano mons. Semeraro. Cosa pensa di questa decisione?

Questa decisione, che è avvenuta esattamente un mese dopo l’elezione, è frutto del dialogo e del dibattito che c’era stato tra i Cardinali prima del Conclave, una decisione molto interes­sante poiché il Consiglio dei Cardinali non è una nuova struttura giuridica, né un nuovo ufficio, né una commissione; è semplicemente un gruppo di persone che egli ha scelto liberamente e con la sua autorità. Si tratta di un gruppo di persone che consigliano il Papa. È un tentativo ulteriore di togliere la figura del Papa da quel certo isolamento in cui talvolta rischia di trovarsi.

Si può prevedere che tipo di cambiamenti potrà apportare alla Curia Romana?

Intanto il Papa continua a ricevere delle persone, prende appunti, ascolta i suggerimenti. Dal mio punto di vista vi sono diverse necessità: la prima è quella di rendere la Curia più snella, in quanto si sono moltiplicati gli uffici, le competenze. C’è troppa burocrazia. Se­condo, è indispensabile diminuire l’in­fluenza della Segreteria di Stato, vera e propria “cabina di regia” della Curia Romana, in favore dei singoli dicaste­ri. Fu Paolo VI, vissuto per decenni in prima persona nella Segreteria di Stato che conosceva come le sue tasche, a vo­lerle affidare questo compito.

Si nota già anche una maggiore “leggerezza” liturgica rispetto alle celebrazioni di Benedetto XVI…

In realtà credo che ci sia una so­stanziale continuità nell’essenziale della liturgia in quanto Papa Bergo­glio non ha tolto la croce e i candelieri dall’altare. C’è un certo uso di para­menti più semplici ma rientra nello stile di questo Papa che tuttavia non svilisce l’essenziale della liturgia. Per esempio, il Papa ha indossato, negli ultimi dieci anni, sempre e soltanto un’unica mitria ed è quella che sta usando ancora.

Ri­entra tutto nel suo personaggio, nel fat­to che egli voglia essere se stesso, nella sua semplicità. Per cui c’è sicuramente uno stile più sobrio, più semplice e un non voler usare un certo tipo di para­menti troppo barocchi e di pizzi, questo senza dubbio. Dal mio punto di vista, però, la continuità e la discontinuità non è data da queste cose. Nemmeno sulle scarpe bisogna meravigliarsi: pure Giovanni Paolo II ne aveva uti­lizzate di vario tipo. Ma in realtà chi si ferma su queste cose per criticare questo Papa rispetto al precedente spo­sta l’attenzione dall’essenziale. Papa Francesco va giudicato dalle sue pa­role sulla misericordia e da questo suo essere vicino alla gente.

I grandi temi della morale cattoli­ca, il divorzio, l’aborto, il celibato dei preti. Cosa cambierà?

Parlando ai Cardinali il 7 marzo, egli stesso ha asserito che se si faran­no delle riforme l’unico scopo è il bene delle anime, per cui, non credo che ci saranno passi verso la possibile abo­lizione o l’attenuazione del tema del celibato ai preti che è un problema che interessa di fatto soltanto i preti stessi o una parte di essi mentre si nota una maggiore attenzione per la pastorale ai divorziati e risposati: quello sì che sarà un tema affrontato perché riguarda il bene delle anime. Non mi aspetto chis­sà quali cambiamenti dal punto di vista di posizioni dottrinali e morali.

Questo Papa accentua molto l’aspetto pasto­rale della vicinanza alla misericordia e dunque si può non cambiare nulla ma può essere diverso l’approccio nel sen­so che certi temi possono essere affron­tati in maniera diversa un po’ più posi­tiva e propositiva. Credo che di questo oggi ci sia tanto bisogno in quanto oggi le persone, sia credenti che non creden­ti, abbiano bisogno di trovare persone vicine, che facciano compagnia, che abbraccino e che offrano uno sguardo di misericordia prima di giudicare.

Lei, si sente un privilegiato per aver conosciuto Bergoglio in tempi non sospetti. Lo ha già in­contrato anche da Papa?

Sì, l’ho incontrato una volta perché mi ha invitato alla messa nella Par­rocchia di Sant’Anna ma comunque ho avuto occasione di parlargli più di una volta anche dopo l’elezione e cer­tamente più che un privilegio credo sia un grande dono quello di aver potuto conoscere una persona della quale ho sempre profondamente ammirato, in maniera filiale, la profonda spiritualità e la novità pastorale.

Ci fa l’esegesi sul titolo del suo nuovo libro?

Il titolo “Insieme” parte da quel gesto che Francesco ha compiuto chie­dendo al popolo di pregare affinché Dio, lo benedicesse. È l’idea molto forte e conciliare di una chiesa popolo santo di Dio dove diversità di ministe­ri, di carismi siano tutti partecipi dello stesso dono e della stessa missione. A me sembra che quest’idea serva a scar­dinare anche un po’ una certa ondata di neoclericalismo che vediamo riaf­fiorare qua e là nel mondo e talvolta anche in Italia, dove sembra che solo la gerarchia conti e che debba dirigere e che in fondo i laici siano soltanto dei soldatini che si muovono a comando.

La prossima biografia?

Attualmente sto lavorando ad un libro più light sulla figura di Padre Pio, non ho in programma biografie importanti, per il momento ho scritto abbastanza. 

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