Pubblicato in: Gio, Set 5th, 2013

L’Aquila al Via del Mare. È ora di prendere il volo

Lecce/La sconfitta di Salerno e gli innesti del mercato, di buon auspicio per i primi tre punti.

Male la prima! Una grossa sorpre­sa, vero? Tutti s’aspettavano di esclamare dopo la sfida di Salerno: buona la prima, ammirato un grande Lecce! È successo, invece, che il nuovo Lecce, quello affidato alle cure di Checco Moriero ed all’estro e alla bravura di Fabrizio Miccoli, ha stecca­to senza molte attenuanti il debutto in campionato contro la Salernitana, perdendo per 2-1. Un brutto avvio di stagione, quindi. Proprio come nessu­no, eccezion fatta per qualche incallito pessimista, si aspet­tava che per il Lecce iniziasse così male la seconda stagione consecutiva di Prima divisione di Lega Pro.

Falsa partenza, dunque, e primi tre punti perduti dal Lecce. Esattamente l’opposto di ciò che accadde l’anno scorso, quando il Lecce – all’inizio allenato da Lerda – inanellò cinque vittorie di fila, rimedian­do la prima sconfitta soltanto a novembre e, per giunta, nella partita contro il Lumezzane, recuperata due settimane dopo la data stabilita dal calendario. Quello della scorsa stagione, quindi, fu un inizio di cam­pionato esaltante per il Lecce che, però, fu capace di rovinare tutto, lasciandosi recuperare ben dodici punti di vantaggio dalle dirette inseguitrici.

E fra queste il Trapani che, poi, a fine stagione, fu promos­so direttamente in serie B. Quest’anno l’avvio del torneo è stato negativo e non tanto per la sconfitta rimediata ad opera della Salernitana, quanto per la maniera con cui il Lecce è stato capace di perdere l’incontro, iniziato nel migliore dei modi (era andato in vantaggio con un gol-spettacolo di Miccoli) e poi miseramente finito per colpa di un secondo tempo disastroso.

angolo

Un Lecce a due facce, dunque, quello visto contro la Saler­nitana. E questa fotografia l’ha fatta sua anche Fabrizio Miccoli, il quale a fine gara ha detto senza troppi giri di parole che “abbiamo disputato un brutto secondo tempo, subendo dall’inizio del ritiro precam­pionato gol su palle inattive. Un difetto, quest’ultimo, che dobbiamo eliminare al più presto in modo da evitare altre brutte sorprese”. Un Lecce da migliorare, quindi, ma anche un Lecce che deve cambiare registro di rendimento, finendo così per sfruttare al massimo tutte le occasioni che riesce a procurarsi nel corso della gara. “Dispiace aver perduto la partita – ha aggiunto Miccoli che a Salerno ha segnato il suo primo gol con la maglia giallorossa – giocata abbastanza bene nel primo tempo, durante il quale abbiamo avuto a dispo­sizione altre due-tre palle gol, utili per chiudere con un largo successo ed anticipatamente la partita a nostro favore. Invece, nella ripresa ci siamo disuniti ed abbiamo giocato male, consentendo alla Salernitana di vincere”. Parole sacrosante quelle dette da Miccoli, il “Romario del Salento”.

Tuttavia, qualche ap­punto di natura tecnico-tattica deve essere mosso al Lecce, una squadra rifatta per nove undicesimi e quindi non ancora completamente assemblata. Si è infatti notata un po’ di incertez­za nel reparto arretrato, sulla fasce laterali Melara e Bellan­zini sono stati poco efficaci ed altrettanto si deve dire per il reparto offensivo, dove il solo Miccoli non ha potuto e non potrà sopportare il peso di tutte le iniziative d’attacco, visto e considerato che Berretta e Zi­goni hanno un po’ deluso.

C’è da lavorare su questo nuovo Lecce e Moriero ha tutto il tem­po per rimettere le cose a posto. E tanto per cominciare, già da domenica, dovrà fare di tutto per conquistare la prima vittoria stagionale. Ospite dei gialloros­si, l’Aquila, una matricola del girone che domenica scorsa ha conquistato sul proprio campo un pareggio a reti inviolate con­tro il Prato. Guai ad illudersi, però, che L’Aquila possa essere considerata una formazione-cuscinetto. In questo girone B, non a torto definito un girone d’inferno, non ci sono squadre-materasso o facilmente battibili. Se lo ricordi bene il Lecce quando domenica sera (ore 20,30) affronterà l’Aquila al “via del Mare”.

Umberto Verri

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