L’ARCIVESCOVO AL “DE PACE”… “RAGAZZI, VOI SIETE UN MESSAGGIO DI SPERANZA”
“Non faccio che meravigliarmi! Il 14 ottobre 1492 la scoperta dell’America, oggi 30 aprile 2014, come Cristoforo Colombo, io scopro l’Istituto De Pace”. Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, Vescovo di Lecce, ha così voluto esprimere la sua sorpresa e soddisfazione al termine di una intensa mattinata trascorsa nelle classi e nei laboratori dell’Istituto Tecnico Professionale “A. De Pace” di Lecce incontrando gli studenti durante le consuete attività didattiche, testimonianza della sempre viva attenzione dell’Arcidiocesi leccese per i giovani, il mondo della scuola e l’importante tema dell’educazione.
L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per conoscere e interagire con la variegata offerta formativa dell’Istituto De Pace – da anni punto di riferimento e modello formativo per l’intero territorio salentino – e presentare alcune azioni didattico pedagogiche integrate svolte dagli studenti nella consapevolezza della dimensione complessa, plurale e multiculturale della società odierna. “Andando in giro per la scuola non faccio che meravigliarmi per la capacità e la ricchezza di proposte, ma soprattutto per la valentia degli alunni nell’accogliere le proposte, di elaborarle e inventarne delle nuove. Un grande messaggio di speranza per il lavoro e il futuro”.
Durante la visita mons. D’Ambrosio ha prestato il suo ascolto anche agli operatori della scuola e ai docenti, offrendo loro attenzione e condivisione per i piccoli e grandi risultati raggiunti grazie al lavoro e l’impegno quotidiano, ma anche agli affanni e alle preoccupazioni per il futuro prossimo. “I giovani sono la speranza di un mondo che sta risalendo e, siccome il futuro è nelle loro mani, mi auguro che da loro giunga un messaggio di speranza, anche per gli adulti.
Dal laboratorio di idee che anima la proposta di Lecce capitale della cultura europea devono emergere fra tutti i temi dell’uguaglianza e dell’accoglienza, perché questi siano vissuti innanzitutto qui a Lecce con amore, un sentimento che non abbiamo inventato noi ma ci è stato lasciato in eredità da Gesù Cristo. Ogni tanto non siamo stati capaci di affermarlo, ma oggi la venuta di Papa Francesco ci dice che è sempre più possibile”.
Sorridente, con l’amorevolezza di un padre, fra sorrisi, abbracci e strette di mano, il Vescovo di Lecce ha salutato gli studenti assiepati nel cortile della scuola, madidi nei visi per primo caldo sole di primavera ma ricolmi di gioia, altri affacciati dalle finestre alla ricerca di un giovevole ultimo gesto, tutti consapevoli di aver vissuto un giorno speciale. La campanella risuona, si ritorna in classe. Più forti di prima.
Francesco De Vincentis



















