L’Arcivescovo: “Santità, per noi i poveri sono la prima scelta”
GIOVANNI PAOLO II/OCCASIONE UNICA DI COMUNIONE
Giovanni Paolo II, parlando all’assemblea straordinaria dei vescovi italiani il 26 febbraio 1986, disse di “annettere grande importanza” alle visite ad limina: “Esse costituiscono un’occasione privilegiata di comunione pastorale: il dialogo pastorale con ciascuno di voi mi consente di partecipare alle ansie e alle speranze che si vivono nelle Chiese da voi guidate in atteggiamento di ascolto per i suggerimenti dello Spirito”.
BENEDETTO XVI/SCAMBIO FRANCO E RECIPROCO
Benedetto XVI, nell’intervista concessa in lingua tedesca, il 5 agosto 2006, affermò: “Le Visite ad Limina, che ci sono sempre state, vengono ora valorizzate molto di più, per parlare veramente con tutte le istanze della Santa Sede e anche con me. Io parlo personalmente con ogni singolo vescovo. (…) In questi incontri, in cui appunto centro e periferia si incontrano in uno scambio franco, cresce il corretto rapporto reciproco in una tensione equilibrata”.
UN AIUTO ANCHE PER IL PAPA
Il senso delle visite ad limina è trattato nel Direttorio della Congregazione dei vescovi, pubblicato nel 1988, e afferma che queste non sono un “semplice atto giuridico-amministrativo consistente nell’assolvimento di un obbligo rituale, protocollare e giuridico”. Esse portano un “arricchimento di esperienze” al ministero del Papa e al suo “servizio di illuminare i gravi problemi della Chiesa e del mondo”, diversi a seconda dei “luoghi, dei tempi e delle culture”.
NEL DIRITTO CANONICO/SULLE TOMBE DEGLI APOSTOLI
Nel Codice di diritto canonico del 1983 le Visite ad Limina Apostolorum sono prescritte da due canoni (399 e 400): “Il Vescovo diocesano è tenuto a presentare ogni cinque anni una relazione al Sommo Pontefice sullo stato della diocesi affidatagli, secondo la forma e il tempo stabiliti dalla Sede Apostolica. (…) Il Vescovo diocesano nell’anno in cui è tenuto a presentare la relazione al Sommo Pontefice, se non è stato stabilito diversamente dalla Sede Apostolica, si rechi nell’Urbe per venerare le tombe dei Beati Apostoli Pietro e Paolo e si presenti al Romano Pontefice”.
















