L’Autunno dei funghi… Il consiglio: “Raccogliete solo quelli conosciuti”
Associazione Micologica di Lecce/A colloquio con Pancrazio Campagna, Segretario della Sezione “G. Bresadola”.
Autunno: tappeti di foglie aggricciate e avvizzite, profumo di caldarroste per le vie, odore di muschio e umido nei boschi, nei prati, nei campi appena arati. Tra gli effluvi di eucalipti, conifere e latifoglie, nei parchi e nei giardini è piacevole e rilassante passeggiare o coltivare un hobby antico come l’uomo: “andar per funghi”. Ma l’aspetto edule di molti tra essi, cela spesso sorprese esiziali. Per questo, il 15 e il 16 novembre si tiene la 29^ mostra sui funghi, presso il Chiostro dei Teatini, a cura dell’Associazione Micologica “G. Bresadola” Gruppo di Lecce. Abbiamo contattato il suo segretario, Pancrazio Campagna, edotto in materia, che ce ne fornisce preziosi consigli.
Quando si trovano più frequentemente funghi nel nostro territorio?
Il periodo principale è l’autunno, ma, avendo qui un clima mite, quando piove possono nascere anche in primavera ed estate. A volte attirata dalla bellezza esteriore del fungo la gente, pur non conoscendolo, lo raccoglie e cucina, non considerando la pericolosità mortale di alcune specie. Pertanto, i funghi si dividono in: commestibili, non commestibili, tossici, velenosi e velenosi mortali.
Quali sono commestibili e quali velenosi?
Fra i commestibili c’è il cosiddetto porcino, cioè il boletus aereus, il cardoncello, ossia il pleurotus eryngi, le russule, il gallinaccio, ovvero il cantharellus cibarius, il prataiolo, cioè l’agaricus, i tricholoma terreum, il leccineum lepidum, il suitus collinitus. Tra i non commestibili mortali: l’amanita phalloides, abbondantissima in questo periodo, l’amanita verna, che cresce in primavera, la lepiota brunneo incarnata o quella cristata o subincarnata o lilacea o elveola, la galerina marginata. Tra i velenosi: l’amanita panterina, l’amanita muscaria, l’inocybe asterospora o geophilla vor lilacina o tenebrosa o rimosa o mixtilis jurana, la clitocybe dealbata o vibulosa o candida, il cortinarius lebretonii o orellatus.
Come si districano gli avvelenamenti da funghi?
Si distinguono in quelli “a breve latenza” e “a lunga latenza”. Se i sintomi di malessere si manifestano subito, da un’ora a 4 ore, con vomito, diarrea, sudorazione occorre andare in ospedale per una lavanda gastrica. A lunga latenza i sintomi si manifestano 4-5 ore dall’ingestione del pasto fino a 24 ore dopo o molti giorni successivi. Queste sindromi sono pericolose, perché si palesano, anche a distanza di 15 giorni, quando ormai le tossine sono entrate in circolo nel sangue e hanno colpito il fegato o i reni.
Bisogna fare attenzione ai sosia velenosi dei funghi commestibili?
Sì, ad es. l’amanita phalloides, se nella raccolta viene tagliata col coltello ad una certa altezza, si può confondere con le russule verdi o con un tricholoma sejunctum; i prataioli annoverano alcune specie tossiche e si distinguono in base all’odore: i buoni lo hanno di anice o mandorle amare, quelli tossicii di fenolo, di inchiostro e sfregati alla base del gambo ingialliscono immediatamente, assumendo un colore ocra zolfo.
Anche i funghi commestibili possono danneggiare la salute?
Se mangiati in grandi quantità o in giorni consecutivi possono dare problemi, perché, diceva Seneca, “Fungus qualescumque sit semper malignus est”. Mai abusare nel consumo di essi, ma vanno mangiati come contorno, anche perché ad esempio i marieddhi contengono alcune sostanze tossiche in piccole dosi, che consumate poco a poco, danneggiano l’organismo.
Quali consigli utili per i raccoglitori?
Raccogliere sempre e solo le specie conosciute; se vengono regalati, occorre sempre portarli all’Ispettorato micologico dell’Asl o dagli esperti dell’Associazione micologica. Questi ultimi possono dare indicazioni didattiche e scientifiche.
Quali consigli per l’acquisto?
Comprarli dai rivenditori autorizzati, sapendo che i funghi vanno esposti con un certificato di controllo, rilasciato dai micologi dell’Asl. I venditori devono aver fatto un corso specifico di quattro giorni, tenuto congiuntamente dall’Associazione micologica e dal Comune di Lecce, con esame finale e attestato per poter ritirare il permesso. Inoltre, anche per raccogliere i funghi bisogna essere in possesso di un patentino, per evitare multe salatissime.
Quali sono le convinzioni sbagliate delle persone?
Alcuni raccolgono e danno da mangiare i funghi al gatto o al cane, quali povere cavie; altri li cucinano con l’aglio, credendo che, se esso non annerisce, sono commestibili, ma non considerano che con l’amanita phalloides esso resta bianco; altri ritengono velenoso il fungo trovato vicino ad un chiodo arrugginito. Bisogna, invece, conoscerne bene la specie.
Servizio a cura di Sonia Marulli

















