Pubblicato in: Sab, Nov 15th, 2014

L’Autunno dei funghi… Il consiglio: “Raccogliete solo quelli conosciuti”

Associazione Micologica di Lecce/A colloquio con Pancrazio Campagna, Segretario della Sezione “G. Bresadola”. 

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Autunno: tappeti di foglie aggricciate e avvizzite, profu­mo di caldarroste per le vie, odore di muschio e umi­do nei boschi, nei prati, nei campi appena arati. Tra gli effluvi di eucalipti, conifere e latifoglie, nei parchi e nei giardini è piace­vole e rilassante passeggiare o coltivare un hobby antico come l’uomo: “andar per funghi”. Ma l’aspetto edule di molti tra essi, cela spesso sorprese esiziali. Per questo, il 15 e il 16 novembre si tiene la 29^ mostra sui funghi, presso il Chiostro dei Teatini, a cura dell’Associazione Mico­logica “G. Bresadola” Gruppo di Lecce. Abbiamo contattato il suo segretario, Pancrazio Campagna, edotto in materia, che ce ne fornisce preziosi con­sigli.

Quando si trovano più fre­quentemente funghi nel nostro territorio?

Il periodo principale è l’autun­no, ma, avendo qui un clima mite, quando piove possono nascere anche in primavera ed estate. A volte attirata dalla bellezza esteriore del fungo la gente, pur non conoscendolo, lo raccoglie e cucina, non con­siderando la pericolosità mor­tale di alcune specie. Pertanto, i funghi si dividono in: comme­stibili, non commestibili, tossi­ci, velenosi e velenosi mortali.

Quali sono commestibili e quali velenosi?

Fra i commestibili c’è il cosid­detto porcino, cioè il boletus aereus, il cardoncello, ossia il pleurotus eryngi, le russule, il gallinaccio, ovvero il cantha­rellus cibarius, il prataiolo, cioè l’agaricus, i tricholoma terreum, il leccineum lepidum, il suitus collinitus. Tra i non commestibili mortali: l’amani­ta phalloides, abbondantissima in questo periodo, l’amanita verna, che cresce in primavera, la lepiota brunneo incarnata o quella cristata o subincarnata o lilacea o elveola, la galeri­na marginata. Tra i velenosi: l’amanita panterina, l’amani­ta muscaria, l’inocybe astero­spora o geophilla vor lilacina o tenebrosa o rimosa o mixtilis jurana, la clitocybe dealbata o vibulosa o candida, il cortina­rius lebretonii o orellatus.

Come si districano gli av­velenamenti da funghi?

Si distinguono in quelli “a bre­ve latenza” e “a lunga laten­za”. Se i sintomi di malessere si manifestano subito, da un’o­ra a 4 ore, con vomito, diarrea, sudorazione occorre andare in ospedale per una lavanda ga­strica. A lunga latenza i sintomi si manifestano 4-5 ore dall’in­gestione del pasto fino a 24 ore dopo o molti giorni successivi. Queste sindromi sono perico­lose, perché si palesano, anche a distanza di 15 giorni, quando ormai le tossine sono entrate in circolo nel sangue e hanno col­pito il fegato o i reni.

Bisogna fare attenzione ai sosia velenosi dei funghi commestibili?

Sì, ad es. l’amanita phalloides, se nella raccolta viene tagliata col coltello ad una certa altez­za, si può confondere con le russule verdi o con un tricholo­ma sejunctum; i prataioli anno­verano alcune specie tossiche e si distinguono in base all’odo­re: i buoni lo hanno di anice o mandorle amare, quelli tossicii di fenolo, di inchiostro e sfrega­ti alla base del gambo ingialli­scono immediatamente, assu­mendo un colore ocra zolfo.

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Anche i funghi commesti­bili possono danneggiare la salute?

Se mangiati in grandi quantità o in giorni consecutivi posso­no dare problemi, perché, di­ceva Seneca, “Fungus quale­scumque sit semper malignus est”. Mai abusare nel consu­mo di essi, ma vanno mangiati come contorno, anche perché ad esempio i marieddhi conten­gono alcune sostanze tossiche in piccole dosi, che consumate poco a poco, danneggiano l’or­ganismo.

Quali consigli utili per i raccoglitori?

Raccogliere sempre e solo le specie conosciute; se vengono regalati, occorre sempre por­tarli all’Ispettorato micologico dell’Asl o dagli esperti dell’As­sociazione micologica. Questi ultimi possono dare indicazioni didattiche e scientifiche.

Quali consigli per l’acqui­sto?

Comprarli dai rivenditori autorizzati, sapendo che i fun­ghi vanno esposti con un certifi­cato di controllo, rilasciato dai micologi dell’Asl. I venditori devono aver fatto un corso spe­cifico di quattro giorni, tenuto congiuntamente dall’Associa­zione micologica e dal Comune di Lecce, con esame finale e at­testato per poter ritirare il per­messo. Inoltre, anche per rac­cogliere i funghi bisogna essere in possesso di un patentino, per evitare multe salatissime.

Quali sono le convinzioni sbagliate delle persone?

Alcuni raccolgono e danno da mangiare i funghi al gatto o al cane, quali povere cavie; al­tri li cucinano con l’aglio, cre­dendo che, se esso non anneri­sce, sono commestibili, ma non considerano che con l’amanita phalloides esso resta bianco; altri ritengono velenoso il fun­go trovato vicino ad un chiodo arrugginito. Bisogna, invece, conoscerne bene la specie.

Servizio a cura di Sonia Marulli

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