Lavorare dietro le sbarre/Diversamente utili…Un’altra chance ai tessuti e alle persone
Abbiamo chiesto alla dott.ssa Luciana Delle Donne, eminenza grigia, eccellenza pugliese nell’imprenditoria, che, fruendo di un’esperienza esclusiva nel mondo dell’economia e privilegiando l’impegno e l’impiego delle fasce sociali più deboli e nascoste del nostro territorio, è promotrice dell’iniziativa “Made in Carcere” a Lecce:
Cos’è essa e come nasce?
Il brand “Made in Carcere” nasce nel 2007 con la fondazione della cooperativa sociale Officina Creativa e produce manufatti “diversa(mente) utili”: borse e accessori originali e colorati confezionati esclusivamente con materiali e tessuti di scarto di aziende italiane, da donne ai margini della società, alle quali viene offerto un percorso formativo con il fine di un definitivo reinserimento nella società lavorativa e civile.L’obiettivo principale del progetto “Made in Carcere” è diffondere la filosofia della “seconda opportunità” per le detenute e della “doppia vita” per i tessuti. Un messaggio di speranza, di concretezza e solidarietà, ma anche di libertà e rispetto per l’ambiente.“Made in Carcere”, dunque, non sono solo borse, ma è un vero e proprio stile di vita e una nuova mentalità,cioè dare un’ altra chance ai tessuti e alle persone.
Chi è Luciana Delle Donne, che raddrizza le cuciture storte della vita?
Una persona semplice che vuol dimostrare che si può Fare.
Si può incidere sul cambiamento dei comportamenti e delle abitudini, le cattive abitudini attraverso il “buon esempio”.
Quali sono i manufatti prodotti?
Sono,oltre alle borse bellissime colorate e preziose, realizzate con i tessuti donati da tantissime aziende italiane sensibili all’iniziativa, anche buste di tutti i tipi, per seminari, convegni, borse per la spesa, per il tempo libero, gadget per la raccolta fondi, come, ad esempio, dei braccialetti bellissimi colorati con il logo dello sponsor o anche dei portachiavi, porta che vuoi. Ed ora anche accessori come sciarpe, cinture, fasce per capelli, ma son tutti visibili sul sito www.madeincarcere.it















