Pubblicato in: Sab, Mar 16th, 2013

Le attività di prevenzione e lotta alla violenza nel Salento/Donna. Con dignità e coraggio

In Provincia/I centri sono quattro, 1 casa rifugio a Lecce, e 1 gruppo appartamento per la pronta accoglienza a Parabita. 

Ogni donna che subisce violenza è una donna resa senza dignità, senza coraggio, senza voce alcuna. Una vittima di violenza è il prototipo della vittima di un messaggio culturale che sottende alla società e vi è ben radicato: l’idea che un essere umano diverso e universalmente riconosciuto, secondo atavici pregiudizi, come debole, possa sottostare alla volontà e alle frustrazioni del più forte. Ma non ci sono vittime e carnefici, vinti e vincitori: chi perpetua forme di sopraffazione nei confronti di una donna genera al contempo due omicidi interiori, quello della donna e quello di se stesso. Nei soprusi sono sempre tutti vittime, tutti vinti da un male, in un caso esogeno e nell’altro endogeno, che deve essere curato non nei sintomi, ma nelle sue cause più profonde.

Le statistiche e le cronache quotidiane ci dicono che ancora oggi, dopo decenni di lotte per raggiungere la parità dei diritti tra tutti, non si è contestualmente lavorato sull’educazione all’uguaglianza, sulla mentalità diffusa, sulla depurazione dai pregiudizi. E il risultato è ancora una volta un’emorragia di femminicidi, di stupri, di condizionamenti psicologici nei confronti di quello eternamente considerato “gentil sesso”, nell’opinione pubblica equivalente a “sesso debole”, che non può proseguire oltre, che deve essere bloccata con tutte le forze e con tutti i mezzi per evitare il collasso e la morte per dissanguamento di una società, come quella italiana, già da lungo tempo paralizzata da uno stato moralmente comatoso.

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Adesso che – è ormai lampante – non si può tergiversare ulteriormente, le istituzioni sembrano aver aperto occhi ed orecchie verso questo diffuso e sommerso fenomeno. Risale al termine del 2008 l’intervento della Regione Puglia rispetto alla violenza contro donne e minori, attraverso l’approvazione del “Programma Triennale di interventi 2009-2011”. Nell’agosto 2010 sono state inoltre approvate le “Linee Guida Regionali per la rete dei servizi di prevenzione e contrasto alla violenza”, cui dovranno fare riferimento i Piani Locali affidati alle Province, d’intesa con gli Ambiti Territoriali, lo strumento concreto per attivare su un territorio le necessarie fonti finanziarie regionali, nazionali ed europee. Alle Province pugliesi era inoltre affidato il compito di perseguire tre finalità entro il 2012: l’attivazione e il funzionamento di almeno 2 centri antiviolenza nel raggio provinciale; il funzionamento di almeno 1 casa rifugio per le vittime; la costituzione di 1 équipe multidisciplinare integrata per ogni Ambito Territoriale Sociale.

A seguito della convenzione recentemente stipulata tra Regione Puglia e Provincia di Lecce, la rete dei centri antiviolenza si sta costruendo secondo trame più ordinate ed efficaci, e il Salento può vantare la presenza di 4 Cav attivi – 2 a Lecce, 1 a Squinzano, 1 a Parabita, 1 casa rifugio a Lecce, e 1 gruppo appartamento per la pronta accoglienza a Parabita, mentre più complessa risulta la creazione delle équipe integrate, non attivata nemmeno nelle altre province. Dopo aver visto nel dettaglio la situazione del Centro antiviolenza “Renata Fonte” e della casa rifugio “Nazareth”, conosceremo l’attività dei 3 restanti Cav del territorio salentino: quello provinciale, quello di Squinzano, e quello di Parabita. 

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