Le Feste, per salvare le tradizioni
Continua in tre comunità della Diocesi il viaggio alla riscoperta delle usanze e delle devozioni locali.
SAN PIETRO VERNOTICO/OCCASIONI PER UNIRE LA COMUNITÀ
Ci avviamo verso la conclusione di questo viaggio virtuale tra le realtà dei Comitati Feste Patronali della nostra diocesi leccese, precisamente con San Pietro Vernotico, Trepuzzi e Squinzano. Tale percorso riserva sorprese piacevoli, incontra testimonianze rilevanti di un volontariato che vorrebbe rimanere sottaciuto, anonimo, ma irrefutabilmente emerge per le sue virtù. Il Comitato di S. Pietro Vernotico è costituito dalla rappresentanza del Comune, della Parrocchia e della società civile. L’ex – Presidente, Angelo Solazzo, afferma: “Dobbiamo cercare di conservare l’aspetto tradizionale della festa Patronale che si ispira alla realtà ecclesiale, al Santo di riferimento. L’aspetto religioso è vincolante”. La festa si divide in due fasi : un’attività religiosa ed una civile. L’ambito tradizionale è il contorno che si associa a quello religioso come per es. l’esplosione dei fuochi pirotecnici, al passaggio della processione. Dice Solazzo: ”Io vedo la festa Patronale come il momento più importante in termini religiosi, la trait d’union tra l’ambito spirituale e la parte materiale del nostro vivere.
Il rinnovamento implica il fatto che dovremmo essere più spirituali nella solennità Patronale, perché la comunità si senta più coesa. In rapporto ai giovani, rinnovamento è trasmettere questa voglia di fare festa, che sta diventando più desueta, per ciò che concerne tutte le celebrazioni religiose. Quella Patronale rischia di diventare una ricorrenza sempre meno cultuale e sempre più materiale”. Il Patrono è San Pietro apostolo, celebrato il 29 giugno: in particolare il 27 si festeggia con la famosa mattra, un momento conviviale al quale partecipa tutta la popolazione, organizzato dalle pie donne, mentre il 28 sfila la processione per le vie del paese. Nove giorni prima il Santo, il 19 giugno, viene trasportato dalla Chiesa matrice a quella di S. Pietro; il 28, solennemente lo si accompagna nell’itinerario inverso e lo si colloca su un’idoneo piedistallo per esporlo alla pubblica devozione. “Si incontrano difficoltà organizzative, perché in un momento di profonda crisi la gente partecipa poco dal punto di vista economico per la parte civile. Grazie, invece, al contributo della Confraternita si realizza una bella festa religiosa”. Non mancano le bande, le luminarie, i fuochi d’artificio ed il 30 giugno attività musicali o d’intrattenimento. Ultimamente il connubio tra rito civile e religioso è diventanto molto proficuo. I facenti parte del Comitato sono: don Benedetto Strumiello, Pasquale Rizzo, Giuseppe Micello, Angelo Esposito, Antonio Leone, Vincenzo Parisi.
TORCHIAROLO/IÙ VALORI ALLE NUOVE GENERAZIONI
A Torchiarolo il Comitato è costituito da un rilevante numero di persone. “Per noi le tradizioni vanno esaurendosi, occorrerebbe rivalutarle, in quanto espressioni della cultura del territorio, che comunque bisogna rinnovare” dice Maurizio Nicolardi, portavoce del Comitato. Lo specifico della festa è trasmettere i valori alle nuove generazioni, come la festa del SS. Crocifisso, il Patrono, e della Madonna di Galiano: il primo evento è festeggiato la seconda domenica di ottobre, invece la Vergine a Pasqua. “Fino a qualche tempo fa cercavamo di rientrare in un progetto che riuniva tutti i Comuni che celebrano il SS. Crocifisso, da Arnesano a Monteroni, al barese, alla Calabria, alla Campania”. Nella ricorrenza della festa confluivano a Torchiarolo i Comuni con i gonfaloni, i sindaci, i Comitati in uno scambio interculturale che contemplava anche la degustazione di prodotti tipici di ogni luogo coinvolto.
E così, pure Torchiarolo ricambiava la visita. Poi l’amministrazione comunale non ha ritenuto più opportuno proseguire su questo iter. Non si riscontrano particolari difficoltà nell’organizzazione delle due feste, alle quali la popolazione è sensibilmente legata. Sono, infatti, innanzitutto ricorrenze sacre; dal punto di vista civile si approntano le luminarie, si invitano artisti e cantanti del liscio per accontentare tutta la cittadinanza. Il Comitato si prodiga generosamente con i suoi associati: don Daniele Fazzi in qualità di Presidente, Carmelita Miccoli, Teodoro Pagano, Ruggero Miccoli, Raffaele Miglietta, Maurizio Nicolardi, Fabio Golia, Antonella Zecca, Elena Tarantini, Carla Greco, Antonella Francioso, Angelo Miccoli, Maria Romana Pellegrino, Giovanni Malatesta, Salvatore Montagna, Donato Rizzato, Angelo Tondo, Daniele Nicolardi.
SQUINZANO/UN CIRCOLO CON OLTRE MILLE SOCI
“A Squinzano abbiamo un’Associazione costituitasi nel 1946 proprio per lo svolgimento della festa Patronale e tutti gli eventi relativi al Patrono, S. Nicola. Siamo più di 1000 soci. Io sono Presidente da 17 anni” sostiene Roberto Schipa. In passato la festa si svolgeva ad agosto, dal 1901 a metà agosto, perché in quel periodo il lavoro nei campi era meno gravoso e gli operatori erano più liberi. Dopo la cessione di Casalabate al Comune di Squinzano si sono organizzate due feste: una d’estate, l’altra il 3 dicembre. “Evento straordinario è il gemellaggio, stretto dall’anno scorso, con la Basilica di S. Nicola di Bari, dove ci siamo recati con l’amministrazione comunale ed il parroco don Nicola Macculi alla presenza di Padre Lorenzo Lorusso, priore della Basilica insieme con Padre Gerardo Cioffari, che è il massimo studioso mondiale del santo. Ci hanno donato ufficialmente in una bottiglietta la manna pura di S. Nicola”. È un’acqua (analizzata nel 1925 dal Laboratorio di chimica dell’Università di Bari) di particolare purezza, la cui origine viene diversamente spiegata. Per alcuni si tratta di un vero e proprio miracolo e, come in alcune liturgie viene sottolineato, sgorgherebbe dalle ossa del santo (altre liturgie dicono dai marmi della tomba). L’argomento addotto è la constatazione che le ossa restano assolutamente chiuse nel corso dell’anno, e che il foro viene aperto soltanto la sera del 9 maggio alla presenza di una grande folla. Per altri si tratterebbe, invece, di un fenomeno chimico analogo a quello di una condensazione vaporosa e comunque di un fenomeno naturale. Dall’anno scorso Squinzano ha stipulato un accordo con Vito Lisco, il Presidente dell’Associazione Figuranti di Bari, e con loro è stato realizzato il primo corteo storico di San Nicola sulla falsa riga di quello organizzato nel capoluogo a maggio. L’evento ha riscosso un grande successo: hanno sfilato circa 200 figuranti.
Nei festeggiamenti è inclusa la partecipazione dei bambini, perché il santo ne è anche Patrono per il mito di Santa Claus. La società si evolve, bisogna mantenersi al passo con i tempi, cercando di promuovere manifestazioni che accontentino tutte le fasce d’età: la scelta del corteo storico è scaturita dal fatto che è un modo per far conoscere la vita e il culto del Patrono ovvero la traslazione delle ossa, eseguita a Bari nel 1089 da 62 marinai. “Abbiamo perfino realizzato una caravella sulla base di fonti storiche di cui disponiamo”. Il 40% degli iscritti al Comitato sono giovani e nel Consiglio eletto a marzo l’età massima dei membri è di 40 anni, l’organizzazione della festa è totalmente in mano ai giovani. Le asperità nella preparazione rispecchiano i nostri tempi, con l’economia in crisi; comunque, il programma viene distribuito in tutte le famiglie, ma la festa viene da un po’ finanziata sostanzialmente dai soci. L’amministrazione comunale o i commercianti o gli sponsor e le famiglie corrispondono nella misura del 30%. A livello eccezionale è il connubio tra rito religioso e rito civile. L’organizzazione coinvolge l’intera amministrazione comunale sia a livello di maggioranza che di opposizione e, parimenti, il parroco e la chiesa. Tutti vogliono partecipare con gli abiti di figuranti: di popolano/a, di marinaio, di giocoliere, di soldato normanno, di bambino e quest’anno ci saranno anche numerosi, attori. Il Presidente del Comitato è Roberto Schipa, vice è Francesca Palma, Procuratore Generale del Circolo è Michele Modesto.
A cura di Sonia Marulli


















