Le nuove regole per il finanziamento ai Partiti
Il nuovo Decreto n. 149/2013 abolisce il finanziamento pubblico dei partiti e prevede un regime transitorio con una progressiva riduzione dei rimborsi fino alla definitiva cancellazione entro il 2017. Per bilanciare la cessazione del finanziamento pubblico, viene così incentivata la contribuzione privata tramite una maggiore detraibilità delle erogazioni liberali ai partiti politici e la possibilità di destinare agli stessi una quota della propria Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche).
Il nuovo provvedimento disciplina le contribuzioni volontarie di privati e la destinazione del 2 per mille dell’Irpef a favore dei partiti che sono dotati di statuto, redatto nella forma dell’atto pubblico e inviato ai presidenti di camera e senato, i quali provvederanno a trasmetterlo alla commissione di garanzia degli statuti per la verifica di conformità dei requisiti e quelli in regola che verranno così iscritti in un apposito registro.
I requisiti di accesso sono: finanziamento privato in regime fiscale agevolato (erogazioni liberali detraibili), se nell’ultima consultazione hanno conseguito almeno un candidato eletto sotto il proprio simbolo alle elezioni per il senato, la camera, il parlamento europeo o in uno dei consigli regionali o delle provincie autonome di Trento e Bolzano, oppure se nella medesima consultazione elettorale hanno presentato candidati in almeno tre circoscrizioni per il rinnovo della camera, o in tre regioni per il rinnovo del senato, o in un consiglio regionale, o delle province autonome, o in almeno una circoscrizione per l’elezione dei membri del parlamento europeo spettanti all’Italia; alla ripartizione annuale del 2 per mille dell’Irpef, se hanno conseguito nell’ultima consultazione almeno un eletto sotto il proprio simbolo alle elezioni per il Senato, la Camera o il Parlamento Europeo.
Le persone fisiche, non potranno erogare più di 300mila euro a favore di un singolo partito mentre per i soggetti diversi dalle persone fisiche, non potranno essere erogati più di 200mila euro. Per le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche a favore dei partiti iscritti nell’apposito registro, è prevista una detrazione dall’Irpef pari al 37% delle somme comprese tra 30 e 20mila euro annui, e del 26% per gli importi superiori e fino a 70mila euro, la detrazione sarà del 75% per spese sostenute, fino a un massimo di 750 euro all’anno, per la partecipazione a scuole o corsi di formazione politica tenuti dai partiti iscritti nel registro. Invece, le società di capitali e gli enti commerciali (diversi da quelli a partecipazione pubblica o i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati, nonché dalle società ed enti che controllano, direttamente o indirettamente, tali soggetti, ovvero ne sono controllati o sono controllati dalla stessa società o ente che controlla i soggetti medesimi) potranno detrarre il 26% delle erogazioni comprese tra 50 e 100mila euro.
Luigi Scarlino
















