Pubblicato in: Ven, Ott 4th, 2013

Lecce-Barletta, il derby dei poveri

L’avvicendamento in panchina non ha ancora prodotto gli effetti desiderati. 

In questo suo campionato-calvario, quinta dolorosa caduta del Lecce in altret­tante partite di quest’av­vio di stagione. E come i precedenti altri 4, anche il ko per 2-0, subìto domenica scorsa in casa del Perugia, è arrivato a conclusione di una brutta pre­stazione collettiva, nonostante la nuova guida tecnica di Fran­co Lerda. Insomma, fino ad oggi, il cammino del Lecce è stato una specie di “via crucis” di risultati negativi, tali da farlo sprofondare, da solo, all’ultimo posto della classifica.

Un momentaccio per il Lecce che, e non lo diciamo tanto per dire, non sa più a che santo votarsi pur di mettere fine alla lunga serie di sconfitte che sta rimediando in casa e fuori. Tutti, o comunque la gran parte dei tifosi, si aspettavano un cambiamento di rotta con l’avvento di Franco Lerda sulla panchina del Lecce. Si era creata la convinzione che la causa degli insuccessi fosse dovuta alla poca esperienza del giovane tecnico France­sco Moriero.

La sconfitta di Perugia, uguale se non proprio peggiore alle altre quattro, ha dimostrato che, cambiando il direttore d’orchestra, non è cambiato il rendimento dei suo­natori, i quali, a questo punto, debbono essere ritenuti i veri colpevoli dell’attuale sfacelo. Insomma, quello attuale è un Lecce di basso valore qualitati­vo ed i cinque risultati negativi, corredati – diciamo così – da 12 gol subiti ed appena tre realiz­zati, rappresentano il termo­metro della scarsa consistenza tecnico-tattica di un Lecce costruito… a rate e, per giunta, anche in malo modo.

lerda

Che dovrà fare il Lecce a questo punto del campionato? Rassegnarsi a recitare un ruolo di secondo piano o tentare, con un’impennata d’orgoglio, di risollevarsi e conquistare almeno uno degli otto posti disponibili per disputare i play off? Quest’anno, come tutti sanno, non ci sono retrocessio­ni e, quindi, il Lecce comun­que andranno le cose, resterà ancora nella prima divisione della Lega Pro che, quasi certamente, dal prossimo cam­pionato, sarà spalmata in tre gironi. Proprio come ai vecchi tempi quando il Lecce, per ben 27 anni, ha lottato e sofferto in quella serie “C” dalla quale ne è venuto fuori nella stagione ‘75-‘76, guidato dal leccese Mimmo Renna.

Ebbene, quando nel luglio scorso la famiglia Tesoro ha scelto per guidare la squadra il leccese Checco Moriero tutti abbiamo pensato che, ancora una volta, un allenatore con il “cuore giallorosso” avrebbe compiuto il miracolo, riportando il Lecce in serie B. Ci siamo sbaglia­ti, tanto che oggi la famiglia Tesoro, dopo 5 turni, non solo ha dato il benservito a Checco Moriero, ma ha anche creato malumori e profonde delusioni in una tifoseria sempre calda ed affettuosa. Buio, buio pesto in casa-Lecce. Non solo sotto l’a­spetto dei risultati negativi, ma anche e soprattutto sotto il pro­filo della mancanza di gioco e di idee di una squadra che, fino ad oggi, non ha avuto né capo né coda. “Qualcosa di buono – ha detto nei giorni scorsi mister Lerda incontrando i giornalisti dopo la batosta di Perugia – l’ho registrata nel Lecce sotto forma di impegno e di attaccamento alla maglia.

È vero che a Perugia abbiamo perduto, ma è anche vero che, senza alcune distrazioni di carattere individuale, avrem­mo potuto chiudere la partita in ben altro modo. Mi sono mancati diversi giocatori per squalifica ed infortuni ed è stato un handicap che ha pesato notevolmente sul rendimento della squadra. Una situazione di disagio che, mi auguro, possa essere superata quanto prima”. Dunque, non manca la fiducia da parte di Lerda nei confronti dei suoi giocatori, ai quali ha chiesto un pronto riscatto nel derby di domenica, 6 ottobre, contro il Barletta, altra formazione “povera” con un solo punto in classifica e con zero gol all’attivo. Infatti, il Barletta, il cui derby con il Lecce torna ad essere disputato dopo una lunga as­senza, è l’unica formazione del girone B di prima divisione di Lega Pro a non aver fatto cen­tro, dopo 5 partite, neppure una volta. Una squadra spuntata, insomma. Saprà approfittarne il Lecce?

Umberto Verri

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