Lecce capitale europea/La cultura guardi al futuro
Nella doverosa presa di coscienza del proprio ruolo storico e nella constatazione di quanto fatto in questi ultimissimi anni per la valorizzazione e la fruizione dei beni architettonici e ambientali che la identificano e di quella particolare immaterialità fatta di suoni e di sapori, Lecce deve puntare ormai sul binomio arte e cultura.
E scommettere su di esso, riconoscendo a questi due elementi il giusto ruolo per creare ulteriori e forti attrattive necessarie a far crescere la città, e l’intero territorio salentino.
Ben oltre la storia e il suo stesso svolgersi, e la partenza dalla civiltà messapica, la nostra città si identifica con quel particolare barocco, oseremmo dire picaresco; che nella pietra locale –il lecciso- ha trovato il medium più funzionale a quell’esplosione della fantasia che si concretizza nelle tante chiese, nei palazzi, nelle case, nelle ville e nelle scenografie urbane disseminate lungo percorsi che appartengono all’anima, oltre che al cuore e alla vista.
Una città incantata e signorile, quindi, sensibile da sempre alla cultura in senso antico, nella quale “tutto sembra disposto e ornato per un lieve gioco teatrale”, come scriveva Guido Piovene in Viaggio in Italia nel 1957, e che dovrebbe, a nostro avviso, guardare con maggiore attenzione ed esercizio alla contemporaneità e al futuro. Muovendosi tra arte, cinema, musica, teatro, danza, letteratura, spettacolo e “invenzioni”, da leggersi come autentici momenti di crescita e di sviluppo sociale ed economico.
Questo, alla fine, il senso della candidatura di Lecce a “Capitale europea dei giovani 2015”e a “Capitale europea della cultura 2019”, nella quale ci dobbiamo sentire impegnati un po’ tutti, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, cercando di lavorare in maniera organica sul progetto e di fare gruppo.
Proponendo eventi di qualità che possano spingere le folle di turisti che vengono in questa città a ritornarvi e, se possibile, a restarvi ben oltre il fascino del sole, del mare e del vento. Come riteniamo faccia, da ben diciotto anni,la Chiesadi Lecce con in un dialogo continuo tra la storia e l’arte moderna e contemporanea.
Toti Carpentieri
Critico d’arte















