Pubblicato in: Ven, Dic 13th, 2013

Lecce Capitale… Cultura pluralista e patrimonio di umanità

Siamo indubbiamente ad una svolta della storia dell’umanità, che ri­chiede di saper cogliere l’essenzia­le mettendo a frutto tutte le energie di cui disponiamo: intelligenza, sentimenti, volontà, creatività. Ciò comporta la valorizzazione dei molteplici apporti pro­venienti da varie esperienze di vita e diffe­renti visioni del mondo, perché anche la più piccola scintilla di verità non vada perduta.

Un fecondo pluralismo culturale non può essere, pertanto, indiscriminata accondiscen­denza verso qualunque idea, ma apprezza­mento di ogni voce che esprima una sincera ricerca di senso. Di fronte all’attuale tendenza a selezionare le indicazioni etiche in base a criteri individuali, occorre attuare un movi­mento in avanti, elaborare una nuova cultura che coinvolga in profondità le coscienze e le renda capaci di impostare l’esistenza su solide categorie.

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In questa direzione non si può procedere da soli, si deve, dar forma tutti insieme, attraverso un dialogo costante, ad un processo di umaniz­zazione orientato alla conquista di un patrimo­nio di valori condiviso che sia il vero rimedio ad una mentalità mercantile svuotata di ogni contenuto ideale. Se leggiamo con attenzione le attese delle persone, scopriamo che in esse c’è l’esigenza di vedere i valori tradotti in fatti concreti. Non sappiamo che farcene di un pluralismo che, di fatto, è solo la maschera di strutture di egoismo.

Dobbiamo costruire risposte visibili alla richiesta, a volte sotterranea, di valori quali: la responsabilità verso l’altro e la natura, la gratuità, la rinuncia all’interesse individuale. Ciò implica confrontarsi non solo su idee, ma anche e soprattutto su situazioni esistenziali di sofferenza dal volto preciso. Non la parola gridata, ma un rapporto “faccia a faccia” con chi soffre è la prima pietra per la costruzione di una società più umana. Nella storia culturale e civile del Salento non sono poche le testimo­nianze di comportamenti di empatia, di accoglienza e comprensione nei con­fronti di chi è stato ferito dalla vita. A noi il compito di raccogliere questa preziosa eredità facendo della prossimità l’unica ipotesi di lavoro per una convivenza degna dell’uomo. Allora il pluralismo diventa una esperienza arricchente e bella come la luce distribuita nei vari colori. 

Lilia Fiorillo

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