Lecce, il Salento e le Statue Vestite
Issr di Lecce/I risultati di una ricerca condotta da Francesca Polselli per conseguire la Laurea Magistrale in Scienze Religiose.
Le Chiese leccesi conservano la testimonianza viva di un rito cultuale che affonda le sue radici in un antico passato. Per capire meglio il fenomeno della statuaria sacra, abbiamo nuovamente interpellato il testo “Statue vestite e pratiche devozionali nella città di Lecce (secc. XVIII-XX)” redatto da Francesca Polselli che ha conseguito la Laurea magistrale in Scienze Religiose.
Quali sono i primi cenni storici relativi alle statue vestite?
Le prime testimonianze di sculture predisposte ad essere rivestite di tessuti risalgono al II secolo d.C. nella Grecia arcaica, dove venivano utilizzate per rappresentare le divinità. Vi sono esempi simili anche in epoca romana e nel mondo etrusco. Gli esempi più antichi risalgono al Medioevo ed erano spesso patrimonio di una classe predominante, laica e religiosa, che ostentava il proprio potere rivestendole d’abiti ricchi e preziosi, il cui valore economico poteva essere superiore persino ai gioielli. La diffusione di questi manufatti, su larga scala in tutto il mondo cattolico, si ha a partire dalla seconda metà del Cinquecento, dopo che il Concilio di Trento ridefinisce le norme e le forme della devozione.
Qual era la posizione del Concilio?
Nella XXV e ultima sessione, si affermava che nell’uso delle immagini sacre doveva essere bandita ogni superstizione, ogni ricerca di denaro ed ogni indecenza, per far si che il popolo non si potesse abbandonare ad una falsa fede. La statuaria popolare serviva ad uniformare i sentimenti religiosi dei fedeli e a guidarli verso la meditazione dei temi sacri. La tradizione della statuaria cultuale, legata ad una visione antropomorfa della divinità, si trasferisce gradualmente dal mondo classico antico nella religione cristiana, fino ad acquisire una rilevanza fondamentale ai fini del rapporto tra il credente e il trascendente. Nel cattolicesimo, dove tutto diventa oggetto di raffigurazione, la statuaria assume un ruolo di prim’ordine.
Quale, invece, il ruolo della città di Lecce?
Nell’ambito del folklore popolare la devozione verso le statue è fortemente radicata, sopratutto nelle aree che furono sotto la dominazione spagnola. Gli storici motivano la persistenza del fenomeno nelle zone che hanno subito meno le influenze dell’illuminismo cristiano, con la maggiore incidenza delle confraternite e con la tendenza, tipica delle aree geograficamente periferiche, ad essere maggiormente conservatrici. Ad oggi, nelle chiese leccesi, sono presenti ancora le statue raffiguranti la Vergine, in tutte le sue forme mentre, quasi completamente scomparse sono le statue raffiguranti i Santi. Sempre molto venerate sono le Madonne titolari di confraternite, in particolare del Rosario, del Carmine e le Immacolate.















