Pubblicato in: Gio, Giu 27th, 2013

Lecce, la Famiglia Tesoro non molla

L’attuale dirigenza pensa già alla nuova Stagione. 3 nomi per la Panchina.

Anche il Lecce dell’anno prossimo (in Lega Pro e forse nel girone me­ridionale) sarà gestito dalla famiglia Tesoro. Ha ufficializzato quest’impegno – anche per mettere a tacere voci maliziose che parlavano di “fuga” dell’attuale dirigenza – il patron della società Savino Tesoro nel corso di un’affol­lata ed animata conferenza-stampa, indetta martedì scorso per illustrare il fallimento dello scorso campionato e per anticipare, sia pure a larghe linee, i programmi della nuova stagione. “Noi saremo ancora qui, alla guida del Lecce, e cercheremo di allestire una formazione – ha detto Savino Tesoro accompagnato dal figlio Antonio – che possa farsi onore nella prossima sta­gione.

Quello appena concluso à stato un campionato finito male, proprio come nessuno si sarebbe aspettato. Noi non ci arrendiamo ed intendiamo portare avanti i nostri progetti. Certo, se qualcuno ha intenzione di rilevare il Lecce, venga da noi e ne parleremo. Fino ad oggi, però, nessuno si è fatto avanti e tanto meno nessuno ci ha fatto qualche proposta di acquisto del Lecce”.

Dunque, il Lecce resta nelle mani (e nel portafogli) dei Tesoro. I quali, per bocca del patron Savino, hanno detto che “la scorsa stagione abbiamo fatto degli errori, soprattutto nel confermare i cosiddetti calciatori big. Se a luglio avessimo mandato via i vari Benassi, Esposito, Giacomazzi, Chevanton e via dicendo, cosa avreste detto voi giornalisti e cosa avrebbero pensato i tifosi? Molto spesso le cose vanno nel verso contrario a quello previsto. Nel caso del Lecce si sono verificati alcuni fatti che hanno condizionato l’anda­mento dell’intera stagione”.

Ed a que­sto punto, chi vi scrive ha fatto notare che la colpa maggiore (e forse l’unica colpa della società) sia stata quella di mandare via gli allenatori invece di quei quattro-cinque senatori che, con il loro comportamento negativo, hanno compromesso la promozione in B. “Abbiamo cercato di intervenire in tutti i modi – ha spiegato Savino Tesoro – spesso in silenzio per evitare di compromettere il cammino verso la B. Ma alla fine questo nostro com­portamento non ha pagato. Invece a pagare sono stati gli allenatori, anche se, ripeto, per una serie di validi mo­tivi non potevamo escludere dalla rosa e mandare a casa sei-sette giocatori. Quelli cioè che condizionavano l’an­damento del campionato. Qualcuno di loro, come molti ricorderanno, è stato accantonato, qualche altro escluso dal­la prima squadra”.

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