140 Anni di Azione Cattolica/Lecce, una storia d’amore e di impegno
1873 – 19 Giugno – 2013
Il Barone Martucci, il promotore di un movimento per riunire i cattolici.
Il primo circolo cattolico leccese, intitolato al patrono Sant’Oronzo, fondato con 45 soci dal Barone Luigi Martucci, vede la luce il 19 giugno 1873. Il circolo esprime la Società della Gioventù Cattolica Italiana di cui Martucci è socio e ha come finalità quella di giovare “al benessere morale della presente scompigliata società in preda alle più false ed erronee dottrine di religione e di giustizia”.
Nei primi del ‘900 si impone l’Associazione giovanile “Dante Alighieri”, prototipo dei successivi circoli cattolici, fra i quali ricordiamo il Giosuè Borsi, sorto nel 1921 per iniziativa del parroco della Cattedrale Francesco Petronelli; Presidente del circolo è Antonio Fiocca. Nello stesso anno a Melendugno nasce il circolo “Sacro Cuore”, mentre sempre a Lecce, nel 1923, per iniziativa del sacerdote Pasquale Micelli, viene fondato presso la parrocchia di San Giovanni Battista al Rosario il Circolo “Mons. Luigi Zola”.
Il Movimento delle Donne, già nel 1909, nasce a Lecce in un incontro presieduto dal vescovo Mons. Gennaro Trama, alla presenza della promotrice nazionale, la Principessa Giustiniani Bandini, ed ha come prima presidente la Contessa Felicetta Romano, a cui segue Donna Laura Casotti Orlandi; assistente è il sacerdote Domenico Colelli.
Le donne hanno formato generazioni di fanciulli, lottando, nello stesso tempo, per la santità della famiglia e coltivando con attenzione delicatissima le vocazioni al sacerdozio. Nel 1919 il Movimento delle Donne si suddivide in Gioventù Femminile e Unione Donne. Già prima del 1930 l’AC è presente in diversi comuni della Diocesi, registrando un notevole incremento di adesioni, particolarmente nei due rami giovanili. Nel 1934 la Gioventù Femminile è presente in 30 parrocchie su 37 con 1300 tesserate. Ciò che caratterizza l’impegno associativo sin dalla fondazione è la capacità di rispondere alle istanze della storia, via via differenti, testimoniando il primato dell’amore verso Cristo e verso i fratelli.
Laici della statura dell’Avv. Giuseppe Rossi Berarducci Vives, Presidente Regionale Pugliese e poi Diocesano della GIAC, figure di assistenti quali, oltre i già citati, Vincenzo Manca, Achille Doriguzzi, Antonio Agrimi, Ugo De Blasi, sono sicuramente gli artefici di una storia gloriosa che ha inciso profondamente nella formazione delle coscienze e nel progresso civile. Grande è l’impegno di Mons. Alberto Costa nel consolidare e rilanciare l’Azione Cattolica chiamata a ricondurre la società, tramite la formazione, alla dottrina cattolica.
A Mons. Costa subentra nel 1951 Mons. Francesco Minerva, che guida la Diocesi nelle stagioni pre-Concilio, del Concilio e post-Concilio, ponendo tra i principali obiettivi quello di dare nuovo impulso alla vita dell’AC, perché sia il fermento delle antiche e nuove comunità parrocchiali a cui egli dà vita nel suo lungo episcopato.
Negli anni ’50 e ’60 Mons. Minerva conduce l’Associazione verso lusinghieri traguardi, avvalendosi della collaborazione di assistenti, quali il Delegato Vescovile Mons. Antonio Giancane, Mons. Ugo De Blasi, Don Sandro Rotino, Don Franco Lupo, Don Antonio Caricato, Don Salvatore De Giorgi, Don Benedetto Bisconti, Don Vito De Grisantis, Don Gino Brindisino, e di laici, tra cui Carmine Cecere, Giovanni Tondi Della Mura, Giuseppe Caione, Reno Sacquegna, Concettina Martusciello, Lina Galante e Franco Gustapane. Il rinnovamento radicale richiesto dal Concilio consente all’Azione Cattolica di Lecce di rinnovarsi radicalmente, aderendo con convinzione al nuovo Statuto Nazionale del 1969.
Il nuovo volto dell’Associazione è incarnato, negli ultimi trent’anni, nella quotidianità sociale e nelle diverse realtà parrocchiali, grazie all’impegno dei Vescovi Michele Mincuzzi, Cosmo Francesco Ruppi e Domenico Umberto D’Ambrosio. Il loro zelo, coadiuvato dall’opera di Assistenti come Mons. Francesco Mannarini, don Attilio Mesagne, Don Carlo Santoro e Don Antonio Montinaro, e di laici come Lucio Caprioli, Maria Rita Verardo, Antonio Martano, Antonio Calabrese, Antonio Rollo e Massimo Vergari, consente all’Azione Cattolica di essere fermento vivo nella società e nella comunità ecclesiale di oggi, nella fedeltà agli ideali che l’hanno animata fin dalla fondazione.
Lilia Fiorillo


















