Pubblicato in: Gio, Nov 27th, 2014

Lecce/Ma quali sconti? Contro la Crisi vendite promozionali

L’analisi del Presidente di Confcommercio Alfredo Prete: solo cure palliative.

Se nella vetrina di un negozio vi capita di notare un capo d’abbigliamento o un gioiello o un libro che vi piacerebbe com­prare, ma pensate sia troppo caro per le vostre tasche, non disperate, perché il prodotto in questione potrebbe essere scontato. Infatti, sono molti i commercianti leccesi che non hanno aspettato l’inizio dei saldi invernali, ma che già propongono ai clienti sconti sulla merce. In realtà, ci chiarisce il presidente della Confcommercio e della Ca­mera di Commercio, Alfredo Prete, non si tratta di veri e propri saldi, poiché essi per legge devono rispettare delle date stabilite (i saldi anche quest’anno cominceranno subito dopo l’Epifania), ma si tratterebbe di “vendite promozionali”.

Quest’ultime sono concesse da un regola­mento, previa comunicazione da parte del negoziante. La Confcommercio, dunque, garantisce l’assoluta legalità degli sconti anticipati, che verrebbero attuati in un perio­do di crisi economica tale per cui il potere d’acquisto delle famiglie è ridotto ai minimi termini. Se però la Confcom­mercio appoggia le vendite promozionali, tuttavia non sembra altrettanto convinta che siano la giusta manovra da fare contro la crisi. Per il Presidente Prete si tratte­rebbe, infatti, di un metodo palliativo per far girare un po’ la moneta: al momento – dice – la domanda interna è com­pletamente ferma, i consumi sono fermi, perciò si cerca di invogliare la clientela a fare degli acquisti in virtù anche del regalo di Natale.

saldi

Del resto, neanche l’eventuale liberaliz­zazione dei saldi potrebbe por­tare ad una concreta soluzio­ne. Continua il dott. Prete- sui saldi c’è un gran parlare, c’è chi dice che arrivano troppo presto (a ridosso del Natale), altri dicono che dovrebbero essere liberalizzati, e, in tal caso, verrebbero meno le ven­dite promozionali; per capire il motivo per cui i saldi sono stagionali e non funzionereb­bero altrimenti, bisogna fare un ragionamento serio anche dal punto di vista economico; se un negozio mettesse a saldo la sua merce 365 giorni all’an­no, non durerebbe più di due mesi perché nel conto econo­mico del negozio è necessario che una parte della merce sia venduta a prezzo pieno altrimenti non si riuscirebbe a far fronte al mantenimento dell’azienda stessa; questo è per esempio il motivo per cui i saldi non vengono prima di Natale, perché nel bilancio fi­nale le aziende si troverebbero in difficoltà.

Ma allora, quale potrebbe essere una buona misura per incentivare lo sviluppo imprenditoriale del commercio? Alla domanda, il Presidente ha risposto: l’unica possibilità è quella di inve­stire in prodotti di nicchia, di specializzarsi; se dovessi consigliare ad un giovane che sta intraprendendo un’attivi­tà gli direi “fai delle ottime ricerche di mercato” perché aprire negozi o attività lì dove la domanda non c’è o è com­pletamente satura vuol dire chiudere dopo un mese; non a caso, i settori che soffrono di più la crisi sono quelli tra­dizionali, dal manifatturiero, al tessile, all’artigianato per cui si è assistiti ad una vera e propria ecatombe di azien­de; per questo, consiglio di investire per il proprio futuro considerando settori nuovi; bisogna guardare all’inno­vazione. Mentre attendiamo però che il settore commercio si dia una riverniciata di nuovi colori, le vendite promozio­nali, le formule “prendi tre paghi due”, gli sconti riservati ai clienti affezionati con o senza la fidelizzazione di una card, rimangono le formule più utilizzate di vendita e se non tutto si può comprare in saldo, non è detto però che negoziante ed acquirente non possano fare entrambi un buon affare.

Pages: 1 2

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti