Pubblicato in: Gio, Ott 24th, 2013

Lecce/Una Supplica alla Regia Udienza per salvare il campanile pericolante

Dall’archivio del Capitolo Cattedrale…

Il Procuratore Generale del Capitolo e Clero della citta di Lecce in data 21 gennaio 1574 invia una lettera, o meglio una “sup­plica” (Archivio del Capitolo Cattedrale di Lecce, Maz­zo XX n. 205), alla Regia Udienza, nella quale eviden­zia i problemi e i pericoli che minacciano il Campanile del­la Cattedrale, citando le fes­sure dalle quali cadono pietre. Sottolinea altresì come, in virtù di tale situazione, siano stati chiamati a consulto, da parte di mons. Vicario, esper­ti quali mastri e i fabricatori più importanti della città, ed essi, con solenne giuramento, attestarono la gravità della situazione, riportandola in una relazione; in particolare citano il pericolo di crollo nel caso in cui non si intervenisse sollecitamente, e aggiungono come tale evento potrebbe comportare un alto costo in termini di vite umane, senza dimenticare l’impossibili­tà di un’opera successiva di ripristino.

Si continua ponendo l’accento sul fatto che, se cadessero le campane e si distruggesse l’organo, costati più di duemila scudi, i danni sarebbero irreparabili e irrimediabili. Si evidenzia, circa i danni presenti e futuri come, essendo la suddet­ta Chiesa fruita da tutto il popolo oltre che dai preti e dai chierici, alle riparazioni e alla sua messa in sicurezza sia obbligato il Municipio.

campanile-lecce

Guardando il documento in maniera più approfondita e analitica, relativamente alla sua forma originale, è pos­sibile notare alcuni passaggi significativi: al principio si sottolinea l’insidia costi­tuita dalla circostanza che “essendovi oculatamente il manifesto pericolo e rovina che minaccia il campanile della Cattedrale Chiesa di questa Città”; si prosegue evidenziando come “mastri regi et altri esperti et fabri­catori principali di detta città (…) per solenne giuramento, fatta la qui inclusa relatione, la sopradetta chiesa minaccia di cascare (…), ammazzar­vi quanti in detta chiesa si trovarebbero, perché la detta chiesa sta fabricata sopra are­di, li quali stanno appoggiati sopra colonne, cascando una di dette colonne cascarebbe tutta la chiesa senza speranza di mai più ripararli”. Circa il valore del documento è pos­sibile individuare pochi con­cetti ma importanti.

Intanto, in primis l’attenzione verso le condizioni della costruzione, non solo in relazione alla situazione presente ma anche in prospettiva futura: l’at­tenzione, da una parte, verso le eventuali perdite di vite umane, e dall’altra la volontà di impedire che si verifichino danni o guasti non riparabili ne recuperabili. In secondo luogo l’affermazione della competenza delle riparazio­ni spettanti al Municipio in quanto la chiesa medesima è usufruita dal popolo oltre che dai religiosi, intrecciando al concetto di uso quello del valore simbolico e cultuale della costruzione medesima, per la città e per coloro che la popolano.

Giacomo Cominotti

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