Lega Pro/E in panchina è tornato Franco Lerda
Insidiosa trasferta sul campo della matricola Messina. Il Lecce spera nella prima vittoria in trasferta.
Avanti con sofferenza. Con molta sofferenza. E ciò per colpa di un Lecce che vince, ma non convince. Proprio come ha fatto contro la Paganese, volenterosa squadra campana sconfitta per 1-0, grazie al gran bel gol messo a segno da Fabrizio Miccoli. Anzi, la rete del “Romario del Salento” è stata una delle poche cose belle viste sabato pomeriggio al “Via del Mare” nella terza partita in sette giorni (Reggina, Savoia ed appunto Paganese) che il Lecce – alla pari delle altre formazioni – ha dovuto disputare per onorare il programma di questo campionato-spezzatino, così maldestramente concepito dai “Signori” della Lega Pro.
Una vittoria sofferta, dunque. Diciamo meglio: un’altra vittoria sofferta. Il Lecce di quest’anno non è riuscito ancora a disputare una partita brillante nel gioco e senza patemi d’animo per i tifosi. È stato, fin dalla prima giornata, e continua ad esserlo, ancora un Lecce “sparagnino”, avaro di segnature e poco incline al calcio-champagne. Contro la Paganese, così come aveva fatto contro la Reggina, la squadra allenata da mister Lerda ha mostrato due facce: abbastanza interessante nei primi 45’; irritante, preoccupata ed arruffona nella ripresa. Durante la quale, quasi certamente per il timore di non farcela, ha fatto quasi le barricate in difesa, sperando così di concludere positivamente l’incontro. Ha avuto questo comportamento contro la Reggina; lo ha ripetuto contro la Paganese e, se vogliamo, anche nella trasferta di Savoia, conclusasi 0-0.
ORA È UN LECCE PIÙ VICINO ALLA VETTA
Un Lecce poco brillante, dunque. Ma c’è da chiedersi: vale di più far punti e “salire” sempre più in alto in classifica oppure giocare bene, senza badare troppo al risultato finale? Se il Lecce fosse una squadra qualsiasi, i tifosi sceglierebbero il bel gioco e basta. Questo Lecce, invece, oltre a difendere il blasone, è stato costruito per vincere, in modo da poter ritornare presto in serie B. Quindi, meglio far punti che giocar bene. E, grazie a questa la “politica”, il Lecce sta continuando a salire in classifica tanto che, approfittando del pareggio interno della Salernitana contro il Melfi, ha ridotto da cinque a tre le lunghezze di distacco dal tandem di vetta: appunto Salernitana e Benevento.
MISTER LERDA RITORNA IN PANCHINA
Con la partita interna contro la Paganese è finita anche l’era di Chini come conduttore del Lecce. Mister Chini, infatti, dopo quattro lunghi mesi di presenza in panchina, consegnerà il timone della squadra al titolare Lerda sabato prossimo in occasione della trasferta di Messina. Quello del tecnico piemontese, come è noto, è stato un lungo esilio dovuto ai fattacci della finale play off di Frosinone. Tutti ricorderanno cosa successe e come si comportò Lerda tanto da esser punito dal giudice sportivo con sette mesi di squalifica poi ridotti a quattro dopo l’appello. Sabato pomeriggio, mister Chini che ha guidato il Lecce in otto gare ( sei di campionato e due di Coppa Italia, conquistando 11 punti in campionato e l’eliminazione in Coppa), passerà il testimone a Lerda che, così potrà far sentire la propria voce in maniera diretta, visto che fino ad ora lo ha fatto tramite telefono, comunicando con il suo secondo, appunto Chini.
DA MESSINA I PRIMI TRE PUNTI ESTERNI?
Dunque, vita nuova in panchina per il Lecce. E si spera anche nei risultati. La trasferta di Messina, insidiosa come tutte le altre gare lontane dal “Via del Mare”, potrebbe, però, segnare una svolta nel rendimento esterno del Lecce. Che, finora, nelle tre partite fuoricasa, ha conquistato appena appena due punti, frutto di altrettanti stiracchiati pareggi a Matera ed a Savoia (ko contro la Lupa Roma). Il Messina dell’ultimo mese, infatti, sta facendo acqua da tutte le parti, specie nelle gare interne nelle quali sta incassando gol a grappoli: 5 dal Matera ed altrettanti dalla Casertana. Una situazione incredibile che ha sollecitato il presidente Monaco ad adottare provvedimenti drastici, tra cui il ritiro anticipato della squadra che, così, potrà meglio preparare la sfida con il Lecce. Un Messina che il Lecce torna ad affrontare a distanza di circa 8 anni, dopo l’ultima partita persa per 2-1 nel campionato di serie A il 12 marzo del 2006. E quella fu una sconfitta che praticamente decretò la retrocessione del Lecce in serie B. Dunque, il Lecce tornerà a giocare a Messina dopo l’amaro epilogo dell’ultima sfida in serie A. Ma sabato alle ore 15, troverà sulla sua strada un avversario in profonda crisi di risultati. Riuscirà ad approfittarne il Lecce, sfruttando ancora il momento di grazia del suo bomber di razza, Fabrizio Miccoli? I tifosi ci sperano e ci credono. Ci crediamo anche noi, fiduciosi come siamo che, questa quarta trasferta stagionale, possa davvero regalare al Lecce la prima vittoria esterna della stagione.
Umberto Verri
















