Lega Pro/In tre partite il futuro di Lerda
Contro la Casertana dell’ex Gregucci al Via del Mare la prima grande sfida casalinga.
Il Lecce, una corazzata? Certo, ma di cartone. Fino ad oggi, infatti, ha assunto le sembianze di una piccola barca , per giunta quasi sempre in balia delle onde… avversarie. Un Lecce anonimo ed incapace di mostrare i galloni della squadra nobile, autrice in passato di campionati ad alto livello e di partite straordinarie anche contro squadroni di serie A. Purtroppo, quel bel Lecce è scomparso e non vale la pena mettersi a rimpiangerlo. Difficilmente lo rivedremo ancora all’opera.
CORAZZATA A PAROLE
Dunque, cosa non va in questa tanto decantata corazzata-Lecce? Numerose le cause che stanno facendo del Lecce una formazione inaffidabile. Specie in trasferta, gare in cui Della Rocca e compagni hanno evidenziato paurose lacune soprattutto in attacco, un reparto che, in sette partite, ha messo a segno appena sei reti. E non basta. Sabato scorso, in casa del Messina, il Lecce si è dimostrato vulnerabilissimo anche in difesa, settore in cui, nelle ultime quattro gare, non aveva subito neppure un gol. Invece, sullo Stretto di Messina, lo squadrone-Lecce ha rimediato una delle più amare e pesanti sconfitte di quest’avvio di stagione, dimostrando di essere una squadra senza gioco, senza carattere e, soprattutto, senza orgoglio. Un piccolo Lecce, insomma, capace di farsi umiliare da un avversario che, nelle precedenti due gare interne, aveva incassato la bellezza di 10 gol: cinque dal Matera ed altrettanti dalla Casertana. Una debacle vera e propria quella dei salentini che, ovviamente, ha scatenato commenti a catena tra la vasta schiera di tifosi giallorossi, molti dei quali hanno esplicitamente chiesto la “testa” di Lerda, colpevole – a loro giudizio – del non gioco che il Lecce sta esprimendo dall’inizio di stagione ad oggi.
LA DELUSIONE DI MOSCARDELLI
“Ci siamo fatti male da soli”. È stato questo il commento amaro post-gara di Davide Moscardelli, autore della rete del vantaggio iniziale del Lecce sul campo del Messina. “È stata anche la mia prima rete messa a segno in campionato – ha aggiunto – ma per come è finita la partita sarebbe stato meglio che non avessi segnato. La sconfitta ce la siamo meritata. Avevamo in pugno la partita e, per tutto il primo tempo, siamo riusciti a mantenere il vantaggio, senza correre rischi. Poi nella ripresa siamo… rimasti tutti nello spogliatoio, permettendo al Messina di segnare due gol in pochissimi minuti. E questo uno-due ci ha messi ko, finendo per commettere altri errori che non dovremo mai più ripetere”. Un giudizio sereno quello espresso da Davide Moscardelli che, come si diceva, invece di esultare per la sua prima rete segnata con la maglia del Lecce, ha recitato un onesto mea-culpa, coinvolgendo in questo pentimento anche tutti i suoi compagni. “Siamo tornati in campo per il secondo tempo – ha spiegato l’ex bomber del Bologna – con la testa fra le nuvole, senza la necessaria tensione. E così facendo, abbiamo permesso al Messina di segnare subito il gol del pareggio e poco dopo quello del vantaggio. C’è stato, in tutti noi, un evidente calo di tensione. Ma ciò non dovrà succedere mai più”.
FIDUCIA A LERDA
Dopo la scoppola di Messina, i Tesoro (il patron Savino ed il dg Antonio) hanno confermato la fiducia a mister Lerda. Fra il tecnico di Fossano ed i componenti la famiglia Tesoro, lunedì pomeriggio, c’è stato un lungo colloquio nel corso del quale sono state analizzate le cause dello scarso rendimento del Lecce, specie nelle partite in trasferta. Il patron Savino – da quel che si è riusciti a sapere – avrebbe chiesto a mister Lerda un deciso cambiamento di rotta sotto forma di cambiamento del sistema di gioco, adottando una difesa a tre. Insomma, la pazienza del patron del Lecce sta per esaurirsi. Proprio come quella dei tifosi, ragion per cui è necessario ed urgente che il Lecce cominci ad essere una squadra vera e non un’accozzaglia di giocatori in cerca di schemi e validi moduli di gioco”.
TRE GARE DI PROVA
Dunque, i Tesoro hanno riconfermato la loro fiducia nei confronti di Lerda. Però, non hanno concesso fiducia a tempo indeterminato, ma per circa un altro mese nel corso del quale il Lecce disputerà tre partite di grosso spessore contro tre formazioni campane: sabato con la Casertana dell’ex Gregucci al ‘Via del Mare’, poi due trasferte consecutive sui campi della prima della classe (il Benevento) e dell’altra attuale capolista: la Salernitana del Presidente Lotito. Sarà obbligatorio che il Lecce, in queste tre gare, conquisti almeno sei – sette punti in modo da rimanere agganciato e non perdere definitivamente di vista le due battistrada.
Umberto Verri
















