Lega Pro/Le sorti del Lecce nelle mani di Bollini
Il debutto contro il Savoia: Il Terzo Allenatore della stagione per provare a risalire la china.
Terremoto in casa Lecce. Dopo solo cinque panchine è stato esonerato Dino Pagliari ed al suo posto è stato ingaggiato Alberto Bollini, tecnico della Primavera della Lazio. Come tutti sanno, Pagliari era arrivato alla corte del Lecce alla vigilia di Natale in sostituzione di Franco Lerda, mandato via dopo che i giallorossi avevano perduto tre partite di fila: a Foggia, in casa contro il Martina ed a Ischia. Hanno fatto anche le valigie e lasciato il Lecce: Luigi Della Rocca (ceduto al Novara), Luigi D’Ambrosio e Gilberto Martinez (finiti al Monza), Luigi Cuppone (al Carpi), Alessandro Carrozza (alla Juve Stabia), Nicola Donida (alla Paganese) ed Erminio Rullo (al Messina). Sette cessioni a fronte di otto acquisti: E cioè: Jacopo Manconi, 21 anni, attaccante proveniente dal Novara; Gustavo Vagenin, 23 anni, pure attaccante, prelevato dalla Salernitana; Carlos Embalo, 21 anni, esterno offensivo, ex Carpi, ma di proprietà del Palermo. E poi ancora: Stefano Pino, 19 anni, difensore, di ritorno dal Matera; Eric Herrera, 23 anni, esterno offensivo, prelevato dalla Paganese; Gianluca Di Chiara, 22 anni, difensore, proveniente dal Catanzaro; Andrea Beduschi, 23 anni, difensore ex Monza e Tommaso Scuffia, 24 anni, portiere, prelevato dal Catanzaro. Insomma, fra entrate ed uscite c’è stata una vera e propria rivoluzione. Completata, com’è il caso di dire, dal defenestramento del tecnico Dino Pagliari, cui è stata fatale la sconfitta rimediata a Reggio Calabria. L’ex tecnico giallorosso, 58anni, originario di Macerata, si era seduto per la prima volta sulla panchina del Lecce in occasione della partita interna contro il Vigor Lame zia, terminata 2-2. Un debutto non proprio esaltante, come del resto sono stati i risultati conseguiti nelle altre quattro gare da lui dirette: vittoria interna per 2-1 contro La Lupa Roma, scialbo pareggio (1-1) a Barletta, tranquillo successo per 2-0 sul Matera e clamoroso ko esterno, sabato scorso, in casa del fanalino di coda, Reggina. Cinque partite, appena otto punti. Una miseria. E alla fine, Pagliari ha pagato con l’esonero questo modestissimo rendimento del Lecce. Messo alla porta Pagliari, da mercoledì ha preso in mano le redini della squadra il sesto tecnico dell’Era-Tesoro: Alberto Bollini, 49 anni, nativo di Poggio Rusco, piccolo centro vicino Mantova.
Dopo aver “provato” a fare il calciatore, senza riuscirci, Bollini ha intrapreso la carriera di tecnico nella stagione ’84- ‘85’ allenando la Poggese. Successivamente ha guidato la Massese, Crevalcore, poi le giovanili del Modena e dal 2006 fino ad oggi le Primavera della Sampdoria, Fiorentina e Lazio. Diplomato Isef, Bollini è anche un bravo opinionista televisivo. Vita nuova, dunque, in casa Lecce dove la dirigenza sembra aver voluto creare una ventata di freschezza atletica, ingaggiando sette giovani calciatori. Un progetto che, se coltivato bene, a lungo andare potrebbe produrre frutti concreti e ricchi di successi. In C, soprattutto nella C meridionale dove il Lecce milita, c’è bisogno di gente che ha fiato e non tira mai la gamba indietro. Nel luglio scorso, tanto per fare un esempio, nel solo reparto offensivo erano stati inseriti elementi con un’età media di 30-32 anni. Un reparto “vecchio”, troppo vecchio. Ed i risultati negativi si son cominciati a vedere non appena la battaglia si è fatta dura. Si riparte con Bollini e con una squadra profondamente rinnovata. Si riparte soprattutto con la speranza di vedere all’opera un Lecce dal rendimento diverso rispetto a quello avuto fino ad oggi. Speranze che cominceranno ad avere una prima verifica già da domenica nella partita al “Via del Mare” contro un Savoia a caccia di punti-salvezza. Alla vigilia di questa gara, la squadra campana, una delle tante matricole della nuova serie C, ha 20 punti ed occupa il quart’ultimo posto in classifica. Negativissimo il suo cammino esterno: su dodici gare disputate ne ha vinto solo una, pareggiate quattro e perdute sette. Ha segnato appena nove gol, subendone diciannove. Insomma, un avversario largamente alla portata del Lecce. Proprio come era la Reggina. Ma sappiamo tutti com’è finita. Stavolta, la speranza è che il Lecce non ne combini un’altra delle sue. Sarebbe davvero un bruttissimo colpo all’entusiasmo, ormai in forte calo, di una tifoseria profondamente delusa ed amareggiata.
Umberto Verri
















