Lega Pro/Lecce-Catania: match d’altri tempi
I Giallorossi contro i Siciliani di Pancaro per abbattere il fastidioso tabù dei 3 punti.
Sta migliorando nel gioco, ma non nei risultati. È il rebus di questo nuovo Lecce che continua a camminare a corrente alternata, mostrando, però, una grande forza d’animo ed un carattere di ferro. Un Lecce da elogiare, sia pure a metà. Nel derby di Martina ha lottato e sofferto per circa un’ora, ma alla fine è riuscito a conquistare un pareggio che, alla luce di come si stavano mettendo le cose, ha avuto il valore di una vittoria. Un Lecce, inoltre, che non si è arreso mai. In svantaggio di un gol fin dalla metà del primo tempo ed in dieci uomini per l’espulsione di Papini non ha voluto cedere le armi, ma ha lottato con ardore e grande determinazione, finendo per essere premiato sul filo di lana dal bel gol dell’ungherese Vecsei, al suo primo centro in maglia giallorossa. Si dirà, o per meglio dire, buona parte dei tifosi hanno scritto e commentato sui loro facebook che, in fondo, il Lecce ha guadagnato solo un punticino utile per far muovere la classifica. Ne avrebbe dovuto conquistare tre, invece. Difatti, hanno scritto ancora i tifosi, le squadre che vogliono vincere il campionato hanno l’obbligo di far proprie quelle partite di media difficolta. E la partita contro il Martina era da considerare tale. Perciò, non aver fatto bottino pieno, ha voluto significare – hanno concluso i tifosi – mancanza di superiorità tecnico-tattica sia nei confronti del Martina, sia nei riguardi delle altre squadre del girone. E, soprattutto, di quelle squadre cosiddette ‘big’, a partire dal Benevento per finire con la Paganese o la Casertana ed ora anche del Catania. Un Lecce in crescita, dunque. Lenta ma continua crescita. E questi segnali di ripresa si sono abbondantemente visti nel derby di Martina, concluso dal Lecce con il risultato di 1-1, grazie al gol dell’ungherese Vecsei, autore di un’azione brillante ed audace. Subentrato al posto del difensore Beduschi ad appena 12 minuti dalla fine, Balint Vecsei, 22 anni, centrocampista, ungherese di Miskolc, giunto con la formula del prestito dal Bologna, ha compiuto un’autentica prodezza balistica: dapprima ha bloccato con uno stop di petto il pallone servitogli da Surraco, poi ha superato con uno scatto il suo controllore, l’ex leccese Rullo e, una volta entrato in area, ha battuto con un preciso sinistro il portiere Viotti, autore in precedenza di spettacolari e decisivi interventi salva-risultato.
Un bel gol che ha dato un punto al Lecce, ma che ha regalato, soprattutto, un mondo di fiducia all’intera squadra giallorossa, peraltro anche a Martina poco fortunata: Diop ha colpito due pali e almeno cinque-sei tiri potevano sfociare in gol. Bravo Vecsei, quindi. Ma bravo anche mister Asta che, finora, ha centellinato la presenza dell’ungherese perchè non ancora al top della condizione fisica. Il gol di Martina potrebbe, però, aver aperto a Vecsei le porte della titolarietà. Ed una prova provata l’avremo sabato pomeriggio (‘Via del Mare’, ore 17,30) nella sfida delicata e difficile contro il Catania, autore di tre vittorie consecutive in appena una settimana. Tre vittorie, nove punti, utili per azzerare l’handicap iniziale dei 9 punti rimediati per colpa della penalizzazione susseguente alle diverse ‘combines’ messe in atto nella scorsa stagione, in serie B. Sabato prossimo, quando arriverà a giocare contro il Lecce, il Catania allenato da Pancaro, avrà un distacco dai giallorossi di soli cinque punti. Distacco che, a sentire le prime dichiarazioni di alcuni calciatori etnei, dovrà essere ridotto ad appena due lunghezze in considerazione del fatto che l’intero staff catanese è convinto di poter centrare il poker delle vittorie di fila. Dunque, un brutto cliente (il rinato Catania) sta per arrivare sulla rotta del Lecce. A Martina ci ha pensato, anche se all’ultimo momento, il buon Vecsei a rimettere in careggiata il Lecce. E, a proposito di Vecsei, è stato scritto e ricordato un dato significativo: è il secondo ungherese (relativamente agli ultimi 30; prima ce ne sono stati altri alla corte del Lecce: il più famoso è Plemich) che ha indossato la maglia giallorossa. Difatti, 25 anni addietro, un altro ungherese, l’attaccante Istavan Vincze, regalò un’altra gioia ai tifosi salentini, segnando il gol del successo nel derby che il Lecce disputò a Bari (vinse 1-0) il 20 febbraio del 1990 al vecchio stadio della ‘Vittoria’. Un gol bello ed importante che fece impazzire di gioia anche mister Carletto Mazzone, allenatore di uno dei più forti Lecce di serie A. Sabato scorso, la rete di Vecsei non ha dato i tre punti alla squadra allenata da Asta, ma solo un pareggio che, però, in queste prime fasi di costruzione e di amalgama del nuovo Lecce, ha avuto il valore di una vittoria. Ed anche molto preziosa. Dunque, superato con soddisfazione (anche se con un po’ di affanno) l’insidioso derby di Martina, all’orizzonte si profila per il Lecce (sabato 3 ottobre, ore 17,30, al ‘Via del Mare’) la difficilissima partita contro il Catania. Una gara da vincere, visto che, finora, nelle precedenti due partite interne il Lecce ha collezionato una sconfitta (Andria) ed un pareggio (Casertana). C’è bisogno della vittoria, la prima stagionale interna, anche per cancellare un fastidioso tabù: quello, appunto, dei mancati successi al cospetto dei propri tifosi. Una lacuna da colmare per tornare ad essere quel Lecce che tutti desiderano e sognano.
Umberto Verri
















