Lega Pro/“Lecce, che dolore saperti caduto così in basso”
Amarcord con Aldo Nardin, Portiere Giallorosso dal 1976 al 1980. Trattative in corso tra Tesoro e un gruppo di imprenditori.
Settimana da “dentro o fuori” sul fronte della cessione della società giallorossa. Infatti, le tre cordate interessate all’acquisto del Lecce (Barba, Ingrosso e un terzetto di imprenditori laziali, rappresentati dall’avv. Sticchi Damiani) hanno deciso di incontrare il patron Savino Tesoro per conoscere le reali intenzioni dell’attuale proprietà ed al tempo stesso per trovare la soluzione migliore per sbloccare lo stato di “impasse” delle trattative. Quest’importante incontro dovrebbe fornire adeguate risposte ai tanti interrogativi che, finora, hanno fatto da contorno a presunte o reali trattative sbandierate ai quattro venti da questa o quell’altra cordata. Trattative, ad onor del vero, che il patron ha più volte smentito ad alta voce, dicendo chiaro e tondo che “nessuno si era fatto avanti in maniera seria e decisa”. “Sono state trattative – ha più volte sottolineato il patron Savino Tesoro – rese note solo attraverso articoli sui giornali, senza mai interessare il sottoscritto”. Stando così le cose, l’auspicio di tutti coloro che amano il Lecce e che tengono a cuore le sorti della nostra squadra è che l’incontro a quattro che, quasi certamente si svilupperà in tv, possa servire davvero a dirimere tutte le controversie ed aprire la strada a trattative serie e concrete. Allora, sta per scoccare l’ora in cui il Lecce potrà avere – finalmente – un nuovo padrone? “Lo spero tanto – ci ha detto per telefono un grande portiere del passato, Aldo Nardin, in forza al Lecce dal 1976 al 1980 -.
Una squadra nobile come quella giallorossa non può avere un triste destino così come sembra possa accadere se, alla famiglia Tesoro, non subentreranno nuovi e coraggiosi proprietari”. Un grido di dolore, dunque, da un ex giallorosso del passato. Oggi, Aldo Nardin ha 68 anni e, da appena una settimana, ha smesso di allenare i ragazzini dell’Arezzo, squadra della città in cui vive con la sua famiglia. “Avevo un ristorante – ci ha ancora detto Aldo Nardim, ben 123 partite in porta al Lecce – ma da qualche anno a questa parte ho preferito riposarmi. E così l’ho ceduto. Adesso mi diverto, allenando i ragazzini ai quali insegno tutti i trucchi per far bella figura in porta. Un’osservazione. Oggi il portiere non si può più comportare così come ci comportavano noi 35- 40 anni fa. Nuove regole, tra cui l’espulsione per il fallo diretto, stanno costringendo il portiere ad essere un giocatore più completo rispetto agli altri compagni di squadra. Oltre a saper parare bene, deve anche saper calciare bene, tanto che, in certi momenti, si trasforma in un “libero” costretto ad uscire di piedi per anticipare l’avversario”.
Altri tempi, d’accordo. Quello suo era un ottimo Lecce da Serie B. L’attuale invece…
“Tu mi crederai quando ti dico che sto soffrendo molto per la situazione in cui si è venuto a trovare il Lecce delle ultime tre- quattro annate. Vederlo in Lega Pro, mi ha fatto molto male. Adesso, poi, sto leggendo che rischia di non partecipare neppure al campionato di C. Sarebbe un disastro per la città e per la sua tifoseria. Ho vissuto quattro splendidi anni in maglia giallorossa. Dapprima sotto la guida di mister Mimmo Renna, poi con Giorgis, il terzo anno con Santin ed il quarto con Mazzia. Quest’ultima stagione è stata la più travagliata. Quattro anni indimenticabili con il Lecce e la sua gente: entrambi continuo a tenerli nei mei pensieri e nel mio cuore. Quest’anno ho fatto il tifo fino all’ultimo nella speranza che la mia ex squadra riuscisse a centrare i play off. Ci son rimasto molto male quando non ce l’ha fatta. Adesso sto ancora peggio perché, così come mi informano i miei molti amici che ho ancora a Lecce, la squadra rischia seriamente di non essere iscritta neppure al campionato di Lega Pro. Una città come Lecce, lo ripeto, merita almeno la serie B. E quindi…”.
Secondo te, come si risolverà questa grave crisi societaria del Lecce?
“Bene, me lo auguro di tutto cuore. Una domanda, però, me la sono sempre posta: è mai possibile che non esista nel Salento un imprenditore o più imprenditori in grado di rilevare il Lecce e farlo diventare grande ed importante? Spero tanto di non sbagliarmi, ma son convinto che quest’anno il Lecce avrà una nuova e forte società e che, sin dall’inizio della stagione, lotterà per la conquista della serie B. E spero tanto che non sia solo un mio sogno; il sogno di un eterno innamorato del Lecce…”.
Umberto Verri

















