Lega Pro/Lecce, lo spettro dei dilettanti dietro l’angolo
Savino Tesoro ha confermato la decisione di voler abbandonare la società Giallorossa.
Ora c’è la conferma ufficiale: dopo tre anni, la famiglia Tesoro lascia il Lecce. “Avrei voluto congedarmi – ha detto il patron Salvino Tesoro nel corso di un’affollata conferenza stampa – regalando a voi tutti (stampa, tifosi, città) la serie B. Avrei voluto fare il regalo della B soprattutto a quei tifosi che hanno gioito quando abbiamo vinto e che si sono disperati quando abbiamo perso. Purtroppo, qui a Lecce, si è verificata una storia incredibile: chissà perchè noi e la squadra abbiamo fatto sempre disperare qualcuno, sia quando vincevano, sia quando perdevamo. Quando vincevamo, c’era gente contenta (poca), ma quando perdevamo c’era tanta gente scontenta. Peccato! Avrei voluto regalare la serie B a quei tifosi che gioivano, la volevo regalare a me e la volevo regalare alla mia famiglia. Purtroppo, per una serie di motivi non ci siamo riusciti. E così, ho deciso di mettermi da parte per far provare ad altri la possibilità di far meglio di noi Tesoro. Tre anni fa, di questi tempi, stavo trattando l’acquisto del Lecce con la famiglia Semeraro e, sia pure a malincuore, sapevo dovere prendere una squadra ed una società di serie C, una categoria che non ho mai amato. Tuttavia, mi sono fatto forza ed ho acquistato il Lecce, mettendoci grande entusiasmo”.
Adesso lascia il Lecce: in quali condizioni?
“Allo stato attuale dei fatti, il Lecce ha 4 milioni e 200 mila euro di debiti, così composti: debiti verso banche, circa 2 milioni; 800 mila euro di debiti verso fornitori, giocatori e via discorrendo; 400 mila euro di debiti tributari; debiti verso la Lega per l’acquisto di Doumbia ed Herrera; più 400 mila euro di altri debiti di cui non conosco la natura. Al tempo stesso, abbiamo crediti per 3 milioni e 600 mila euro (Premi Lega, Erario, ecc.). In pratica, abbiamo uno sbilancio di circa 600 mila euro. Ebbene, chi vuol comprare il Lecce deve quanto meno presentare credenziali per pagare i circa 2 milioni di euro con le banche. Oppure, quel debito lo pago io, ma almeno mi si vuole dare lo sbilancio? Quando mi sono messo a trattare il Lecce con la famiglia Semeraro mi son dovuto esporre per 10 milioni di euro per soddisfare i crediti. Pertanto, chi verrà ad acquistare il Lecce dovrà versare due milioni di lire per fronteggiare i debiti. Insomma, coloro che sono interessati al Lecce, appena si avvicineranno per iniziare la trattativa dovranno avere la disponibilità di almeno 2 milioni di lire. Mio preciso impegno, inoltre, sarà quello di affidare il Lecce a persone degne, capaci di dare una certa continuità al discorso società e squadra. Se invece si presenteranno persone che, acquistando il Lecce, vorranno guadagnarci, tutto ciò con me non sarà affatto possibile. Sarò io a non iscrivere la squadra al campionato, e non la darò ad altre persone che poi faranno fallire la società e tutto il resto. In altre parole, uno o più d’uno che non sarà in grado di anticipare 2 milioni, come potrà mantenere bene una squadra, affrontando le spese annuali di una società che costa diversi milioni di euro?”. Ed a questo punto, il patron Savino Tesoro (erano presenti la moglie ed il figlio, il ds Antonio) ha detto con forza e chiarezza che “fino ad oggi, non ci sono state richieste d’acquisto”. “L’unico che ha mostrato, ma poi ha lasciato andare tutto, un certo interesse è stato il patron della Sampdoria, Ferrero, il quale – ha pecisato Tesoro – quando ha visto che il Lecce era in credito si è spaventato, forse ricordando i circa 20 milioni di debito della Sampdoria”.
Presidente, quale sarà allora il destino del Lecce? Lo iscriverà o no al campionato?
“Non mi piace prendere in giro nessuno e, quindi, dichiaro con fermezza che non iscriverò il Lecce al campionato. Perché, se anche lo dovessi iscrivere, poi chi pagherebbe gli stipendi ai giocatori? Io no di certo. E quindi potrebbe accadere ciò che è accaduto alla Reggina o ad altre squadra che sono state dapprima penalizzate e, a fine stagione, sono state dichiarate fallite. Pertanto, se nessuno si farà avanti, io iscriverò la squadra al campionato regionale di Promozione e ciò andrà avanti fino a quando non pareggeremo debiti e crediti”.
Allora, presidente, il Lecce rischia seriamente di finire tra i Dilettanti?
“Al momento, credo di no. Personalmente mi sto dando da fare perchè quest’evenienza non si verifichi. Spero tanto di poter cedere la società a qualcuno in grado di mantenerla bene in questa categoria. Mi sono incontrato con il Sindaco ed il Presidente della Provincia. Ebbene, il Sindaco mi ha detto che ci potrebbe esserci una cordata, ma non del luogo, disposta ad intervenire. Il Presidente della Provincia non mi ha detto nulla di positivo”. Dunque, quello di martedì 19 maggio 2015 potrebbe essere davvero uno dei giorni più bui per il calcio giallorosso. La paura, ma che può essere considerata una amara certezza, è che a Lecce il grande calcio stia davvero per scrivere definitivamente la parola fine.
Umberto Verri
















