Lega Pro/Lecce-Messina: non c’è due senza tre
La trasferta in Sicilia dopo che la famiglia Tesoro ha annunciato che a Giugno lascerà la squadra.
Due su due. Ed il Lecce di Bollini va. Sei punti, frutto di due vittorie di fila (Savoia e Paganese), alcuni spunti di bel gioco, una manovra più fluida e più continua rispetto al passato, una ‘tenuta’ atletica più duratura, un atteggiamento consapevole delle proprie forze dall’inizio alla fine della gara. Insomma, un lusinghiero miglioramento generale di un Lecce che, alla luce delle ultime due gare, ha dimostrato di avere energie e qualità idonee per dire ancora qualcosa di importante in chiave-promozione. Ha espresso, infatti, una varietà di gioco utile per conquistare quel terzo posto, indispensabile per disputare con meno apprensione i play off e quindi per poter ancora sognare la tanto sospirata conquista della Serie B. Dunque, il Lecce di Bollini potrà raggiungere davvero il traguardo del terzo posto? E nient’altro? La distanza che separa i giallorossi dalla prima della classe (Benevento) è abbastanza consistente. Son ben undici, infatti, i punti che ‘separano’ il Lecce (terzo in classifica insieme con Casertana e Juve Stabia) dal battistrada, quel Benevento allenato da Brini da tempo sul piedistallo della graduatoria ed ora solitario primatista con 56 punti all’attivo. Una media, quella che sta avendo il Benevento, davvero molto alta. Se, difatti, dovesse continuare ad avere fino alla fine il rendimento avuto finora, il Benevento potrebbe addirittura toccare quota 85-87 punti. Un ‘tetto’ assolutamente proibitivo per il Lecce che, però, potrebbe tentare di compiere un autentico ‘miracolo sportivo’ soltanto se riuscisse a vincere tutte e tredici le restanti partite (e soprattutto lo scontro diretto con i campani). Solo in questo modo potrebbe avvicinarsi a quota 84 punti, insidiando il primato del Benevento ed il secondo posto della Salernitana. Onestà professionale, però, ci impone di farci e di farvi questa domanda: può un Lecce che, fino ad ora, dopo 25 gare disputate, ha conquistato 45 punti, da lunedì sera contro il Messina fino alla fine del torneo cambiare rotta e vincere sempre? Noi ci crediamo molto poco.
E voi? Sperare, ad ogni buon conto, non fa male. E di questi tempi, in casa Lecce, le speranze su un futuro migliore sono rivolte in diverse direzioni. La più importante (e decisamente fondamentale) riguarda la sorte della società giallorossa. Nei giorni scorsi, e noi su L’Ora ne abbiamo parlato la volta scorsa, la famiglia Tesoro ha confermato il suo disimpegno, a fine giugno, dalla gestione dell’Us Lecce. Parlando con i giornalisti, il Patron Savino è stato categorico, affermando testualmente: “D’ora in avanti, il nostro impegno gestionale sarà condotto con scrupolo, senza lasciare nulla d’intentato pur di ottenere il massimo da questo campionato. Però, a fine anno, qualsiasi risultato sarà conseguito, compresa un’eventuale promozione in B, la mia famiglia lascerà la conduzione gestionale della società leccese. Pertanto, invito tutti coloro che hanno l’intenzione di acquistare il Lecce di farsi avanti. In primis il Presidente Gabellone che si è dichiarato fautore di valide iniziative per l’acquisizione della società giallorossa”. Insomma, la famiglia Tesoro ha gettato la spugna, lasciando campo libero ad altri. Ma sarà davvero così? Tesoro è stato categorico nel dire che, a giugno, finirà la sua era. Noi non lo siamo altrettanto. Ovviamente, dopo le dichiarazioni di abbandono da parte dei Tesoro, sono cominciate a circolare voci su presunte o vere cordate di nuovi acquirenti del Lecce. Si son fatti avanti, ad esempio, personaggi ‘lontani’ dalla vita leccese, sollecitati da imprenditori di altre regioni italiane a sondare il terreno e le condizioni utili per l’acquisizione delle quote societarie del Lecce. Siamo ancora, però, a puri e semplici pour parler che, in un prossimo futuro, potrebbero portare a vere e proprie trattative. Anche se noi continuiamo a credere che la famiglia Tesoro, a fine stagione, non lascerà il Lecce. Così come, finora, non l’ha lasciato Fabrizio Miccoli, il nostro “Romario del Salento”. Anche lui, la scorsa settimana, aveva dato segni di cedimento, lasciando intuire che avrebbe appeso le scarpe al chiodo come calciatore per indossare le vesti del dirigente. Ancora oggi non ha svelato il suo futuro. Si dice da più parti che, dopo la partita di lunedì sera contro il Messina, Fabrizio Miccoli potrebbe rendere note le sue decisioni. Staremo a vedere. Dunque, la gara di lunedì sera contro il Messina (Via del Mare, ore 20.45) si sta presentando come un appuntamento ricco di grosse novità. Anche se quella più importante, i tifosi se l’aspettano dalla squadra che, dopo un lungo digiuno, tenterà di vincere tre partite di fila, aumentando così le speranze di quel terzo posto, utile come il pane per non buttare alle ortiche una stagione iniziata benino, ma che a lungo a dare si stava rivelando disastrosa.
Umberto Verri
















