Pubblicato in: Gio, Mar 5th, 2015

Lega Pro/Lecce, play-off sempre più lontani

Gara casalinga contro la Juve Stabia, diretta concorrente per la B. Agevolazioni per gli abbonati.

Al primo ostacolo di modesta difficoltà, anche il Lecce di Bollini ha fatto flop. Proprio come era successo ai precedenti due Lecce “guidati” rispettivamente da Lerda e da Pagliari. Tre “mani” diverse, ma sempre la stessa discontinua squadra, solo sulla carta ricca di elementi-big, ma assolutamente priva di amor proprio e di quel carattere indispensabile per superare ogni tipo di avversità. Insom­ma, un Lecce senz’anima, destinato a recitare un ruolo di secondo piano, contrariamente a tutte le speranze ed i desideri espressi dai tifosi ad inizio di stagione. Dunque, il Lecce è finito ko (1-0) a Caserta, interrompendo la mini-serie delle tre vittorie di fila contro Savoia, a Pagani e Messina. Niente poker di vittorie, quindi. Anzi, il ko di Caserta ha provocato pesan­ti danni: oltre a… regalare la prima amarezza a mister Bollini, ha costretto la squadra giallorossa a retrocedere di una posizione in classifica (dal ter­zo al quarto posto), mettendo così a rischio la partecipazione ai play-off. È bene ricordare, specie per coloro che non ne siano a conoscenza, che ai play off prenderanno parte otto squadre. Vale a dire: la seconda e la terza di tutti e tre i gironi e le due migliori quarte, quelle cioè che avranno conseguito i migliori punteggi finali nei rispettivi gironi. Ed ecco perché la sconfitta di Caserta, rimedia­ta contro una diretta concorren­te ai play off, ha gettato nello sconforto la tifoseria gialloros­sa. Difatti, oltre a costringere Moscardelli e compagni a fare un pesante passo indietro in classifica (come detto dal terzo al quarto posto), ha allungato, ed anche in maniera preoccu­pante, i distacchi dalle prime della classe: da 11 a 12 punti sul Benevento, da 7 a 10 punti sulla Salernitana e persino di tre lunghezze sulla Juve Stabia, ultimo avversario, venerdì scorso, dei salentini al “Via del Mare”.

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Peggiori danni, quindi, non poteva arrecare al Lecce la sconfitta di Caserta. In questo ko, il Lecce ha fatto di tutto: dall’assoluta mancanza di gioco corale fino alla non rabbiosa reazione al gol dello svantag­gio. C’è stato di più. In fatto di sviluppo del gioco d’assie­me (lo ha confermato anche mister Bollini), la squadra ha evidenziato scarsezza di idee in tutti i settori ed in quasi tutti i momenti della partita. In difesa, il portiere Caglioni, unitamente ad Abruzzese, hanno commes­so gravi errori, consentendo all’attaccante casertano Cissè di segnare il gol della vittoria. Difesa sott’accusa, quindi. Alla pari del centrocampo che, spe­cie dopo l’uscita di Papini per infortunio (dovrà star fuori per un bel po’ di tempo), ha fatto acqua da tutte le parti, non riu­scendo a costruire azioni da gol e neppure offrire validi palloni alle punte. Quest’ultime, a par­tire dagli esterni Gustavo ed Embalo per finire a Moscar­delli, hanno creato pochissime limpide azioni da gol, finendo per rimanere costantemente in balia degli avversari. Nep­pure il ritorno di Fabrizio Miccoli (subentrato sul finire della gara ad un evanescente Moscardelli che, comunque, no ha accettato piacevolmente la sostituzione) ha determinato quella scossa necessaria ed indispensabile per rimettere in sesto il risultato e la partita. Niente. E d’altra parte Miccoli, dopo circa un mese e mezzo d’assenza, non poteva dare più di quel che ha dato. Quindi, niente gol e niente “miracolio”. Ed il Lecce, ancora una volta, è stato costretto ad abbassare il capo ed a subire una scon­fitta che, speriamo, non pesi molto sul destino futuro dei giallorossi. Dunque, il Lecce si è … fermato a Caserta e, parafrasando il titolo del noto libro di Carlo Levi (“Cristo si è fermato ad Eboli”), c’è da sperare che l’intoppo, in questo primo scontro-play off con una delle tre-quattro migliori for­mazioni del nostro girone, non finisca per essere significativo di una preoccupante incapacità dell’attuale Lecce nell’affron­tare con autorevolezza sfide di un certo spessore. Fino ad ora, il Lecce aveva fatto bene con le grandi e perduto con le piccole. A Caserta si è invertita questa tendenza. La speranza di tutti i tifosi e gli addetti ai lavori leccesi è che possa essersi trattato di una giornata storta di tutta la squadra. E di nient’al­tro. D’altra parte, per capire qualcosa di più sullo stato di salute del Lecce non possiamo (e non dobbiamo) far altro che aspettare l’esito delle partite contro Juve Stabia, Salernita­na, Benevento e Foggia, tutte formazioni d’altra classifica e valide collaudatrici – diciamo così – delle speranze, in chiave play off, della formazione giallorossa.

Umberto Verri

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