Lega Pro/Lecce-Reggina: sfida ad alta tensione
Gara d’altri tempi. Tante volte in Serie A Derby del Sud. Al Via del Mare tornano gli ex Cozza e Di Mchele.
È un Lecce che continua a stentare. Ci eravamo un po’ illusi dopo la sofferta vittoria sul Barletta e, professando ottimismo, pensavamo che, già dalla trasferta di Matera, avremmo visto il vero Lecce. E, quindi, una vera squadra. Illusioni naufragate nella città dei Sassi, dove a stento Moscardelli e compagni sono riusciti a conquistare un piccolissimo punto, forse utile per la classifica, ma non certo gratificante per una tifoseria esasperata e delusa. Insomma, il pari contro la formazione materana è stato un brodino, come suol dirsi, in attesa di tempi migliori.
I PERCHÈ DELLO SCARSO RENDIMENTO
Questa settimana tentiamo noi di “spiegare” il nuovo Lecce. In passato, abbiamo affidato questo compito ad esperti tecnici o ad ex giocatori giallorossi, i quali hanno fornito giudizi edulcorati e quasi sempre improntati all’ottimismo. Chi ama qualcuno o qualcosa si comporta proprio come si sono comportati i nostri interlocutori. Stavolta, l’analisi sui “mali” di questo nuovo Lecce ci impegniamo noi a metterli a nudo. E puntualizziamo subito che la nostra sarà una disamina serena e priva di accuse campate in aria. Un’analisi di ciò che sta andando o non sta andando in questo nuovo Lecce che, fin dall’inizio della preparazione, ha calamitato le attenzioni di tutti gli “addetti ai lavori”, finendo per essere considerato la squadra migliore della categoria. Ed allora, cosa non sta funzionando nel Lecce visto all’opera nelle prime tre partite della stagione? Le osservazioni da fare sono di varia entità. La prima, e quindi la più importante, è costituita dalla pochezza offensiva di una squadra che, dando uno sguardo ai componenti l’organico, annovera quattro-cinque “bocche di fuoco” invidiate da tutti. Giocatori dal blasone e nobiltà calcistica che rispondono ai nomi di Miccoli, Moscardelli, Della Rocca, Carrozza, Doumbia e via dicendo non li ha nessuna altra squadra di Lega Pro. Quindi, un Lecce di grandi bombers che dovrebbero garantire gol a grappoli. Invece, dopo 270’ di gioco, i salentini hanno messo a segno due reti; una con l’attaccante Della Rocca e l’altra con il mediano-centrocampista Papini. Troppo poco: siete d’accordo?
LE LACUNE DI ATTACCO E CENTROCAMPO
Dunque, fino ad oggi, è stato un Lecce dalle polveri bagnate. Ma perché? I motivi del flop che stanno collezionando i vari Miccoli, Moscardelli, Doumbia sono di diversa natura. Il principale è collegato all’assoluta mancanza di palle-gol a favore degli attaccanti. Ora come ora, infatti, Moscardelli, Della Rocca o lo stesso Miccoli (che pure sta giocando pochissimo) per avere successo debbono “crearsi” da soli le occasioni da gol, visto e constatato che dai centrocampisti non ricevono palloni giocabili e sfruttabili. Manca, quindi, in questo nuovo Lecce un centrocampista capace di produrre palle-gol e produrre manovre tali da far sfruttare agli attaccanti. E questa è una lacuna che, a nostro giudizio, non può essere considerata colmata con l’arrivo di Felipe Gomes. L’ex perugino è in possesso di qualità diverse da quelle del centrocampista-faro. Insomma, se mister Lerda che si sta affannando a fare esperimenti di natura tattica (4-4-2 o 4-2-3-1 o ancora 3-5-2) per far giocare bene il Lecce dovrà cambiare registro fin dalla prossima gara interna con la Reggina, in programma venerdì pv alle ore 20.45 al “Via del Mare”, se non lo farà, addio speranza di dare una “quadratura” efficace alla squadra. Abbastanza ordinato (e tale si è dimostrato anche a Matera), invece, il reparto arretrato, dove i vari Caglioni, Martinez, Abruzzese, Lopez ed altri si stanno comportando discretamente, evitando al Lecce di collezionare mortificanti sconfitte.
ARRIVA LA REGGINA DEGLI EX
Tre partite giocate così e così, ma venerdì sera il Lecce avrà la grande occasioni di un riscatto completo. Al “Via del Mare”, come detto, verrà a giocare la Reggina degli ex Cozza e Di Michele, due beniamini che hanno lasciato segni “profondi” nel cuore dei tifosi giallorossi. La Reggina, al pari del Lecce, è considerata una candidata alla promozione in B. Fino ad oggi ha stentato, proprio come il Lecce, conquistando quattro punti frutto di una vittoria ed un pareggio. Soprattutto sta bruciando forte in tutti i componenti la squadra calabrese la sconfitta interna rimediata con il Messina. Un duro colpo che Di Michele e soci vorranno cancellare, ottenendo una vittoria-rilancio in casa di una diretta concorrente al salto in B.
Umberto Verri
















