Lega Pro/Lecce, scocca l’ora del ritorno di Miccoli
Dopo il ko di Foggia, sabato altro derby col Martina al “Via del Mare”.
Il ko di Foggia? Un black out imprevisto ed inatteso. Una brusca frenata che ha interrotto la corsa del Lecce verso la vetta della classifica. In parole povere, lo stop subito nel derby ha prodotto molto danno alla squadra di Lerda, costretta ad incassare due gol negli ultimi cinque minuti di gara e, fatto ancor più grave, ad interrompere la serie-sì di otto risultati che avevano fruttato 20 punti e l’ascesa fino al quarto posto della graduatoria. Adesso, dopo questa pesante batosta, la distanza dalla capolista Salernitana è passata da tre a sei lunghezze. E non basta. Per effetto della vittoria sul Lecce, il Foggia si è piazzato alle spalle dei salentini che, quindi, dovranno stare molto attenti a non farsi “soffiare” il quarto posto, indispensabile come il pane per poter disputare i play off. Dunque, per il Lecce la corsa verso la vetta si è interrotta a Foggia. Cos’è successo? Diverse le cause che, a nostro giudizio, hanno provocato la sconfitta. La principale? Gli errori di mira sotto rete dei bomber giallorossi. Ed in particolare, questa volta, del capocannoniere salentino Moscardelli. A Foggia, il barbuto attaccante ha sbagliato a più non posso, sprecando quattro limpidissime palle-gol. Soltanto in una circostanza non è stato aiutato dalla fortuna, visto e considerato che il suo tiro, imparabile, è andato a stamparsi contro la traversa. Per il resto, ha sbagliato lui e soltanto lui.
Dunque, solo gli errori di Moscardelli hanno determinato la sconfitta di Foggia?
“No, io aggiungerei anche qualche altra causa – ha commentato Massimo Alemanno, ex ds del Casarano, Nardò e altre squadre pugliesi – La squadra, ad esempio, ha prodotto poco gioco sulle corsie esterne. Sia Donida che l’esperto Mannini non sono stati all’altezza, specie nel secondo tempo, della loro riconosciuta bravura. Nel complesso, il reparto difensivo ha retto bene ai pochi assalti del Foggia. Meritano, infatti, una citazione positiva Martinez e Abruzzese, sempre attenti e precisi nel respingere gli attacchi foggiani”.
Cos’altro non è andato per il verso giusto nel Lecce di Foggia?
“A mio giudizio, si è avvertita notevolmente l’assenza di Sacilotto, un elemento capace di creare un’efficace ricucitura fra centrocampo ed attacco. Anche i due esterni alti Carrozza e Doumbia sono stati spesso costretti a scambiarsi di ruolo, sperando così di creare problemi ai propri dirimpettai. Ma più in generale, anche a Foggia, si è visto un Lecce che ha regalato un tempo, il secondo, agli avversari. Ed è questa una lacuna che una grande squadra non deve assolutamente avere”. È andato male il derby di Foggia e già un altro è all’orizzonte. Sabato prossimo al “Via del Mare”, con inizio alle ore 17, andrà in onda il secondo derby di Puglia: quello con il Martina Franca. Un derby insidioso. Fra l’altro, alla guida del Martina c’è un ex giallorosso, Salvatore Ciullo, un tecnico bravo e giovane. Inoltre, nella squadra martinese ci sono anche due altri ex: il giovane portiere Bleve ed il difensore Fabiano. Insomma, un derby nel derby. Che, però, il Lecce dovrà vincere per tornare a correre verso l’alto. Ora come ora fra il Lecce (quarto a quota 31 punti) ed il Martina (quint’ultimo con 14 punti all’attivo) c’è un distacco di ben 27 lunghezze. Un abisso. Almeno sulla carta. Sarà così anche sul campo? Staremo a vedere. Dunque, sta per scoccare l’ora del derby con il Martina, una sfida che torna ad essere giocata in C dopo ben 42 anni di assenza. Un derby avaro per il Lecce che, nelle quattro partite disputate contro i martinesi, ha ottenuto altrettanti pareggi. L’ultimo, al ‘Via del Mare’, per 1-1. Ma sabato, oltre all’ora “X” del derby, sta per scoccare anche l’ora del ritorno in prima squadra di Fabrizio Miccoli. L’impiego a tempo pieno del “Romario del Salento” è stato chiesto a viva voce dai tifosi presenti alla ripresa degli allenamenti settimanali. Una richiesta perentoria e vigorosa fatta dagli “ultrà” a mister Lerda. Il quale, dopo quanto è accaduto a Foggia, noi siamo più che convinti che non dirà di “no”.
Umberto Verri
















