Lega Pro/Moscardelli Gol. Il Bomber ritrovato
A colloquio con l’attaccante Italo -Belga, capocannoniere giallorosso.
Continua ad essere un Lecce dal rendimento altalenante. Buono e produttivo nelle gare interne, quasi nullo nelle partite in trasferta. Un Lecce dal doppio volto, insomma. Che ha confermato questa doppia “maschera” anche nell’ultima partita, domenica scorsa, in casa dello Juve Stabia, concludendo la sfida con le “Vespe” dell’ex Caserta in perfetta parità: 1-1. Ancora niente vittoria esterna, quindi, ma solo un altro pareggio (il terzo in cinque gare lontano dal “Via del Mare”), dopo quelli conseguiti a Matera ed a Castellamare di Stabia. Dunque, è un Lecce che continua ad andare avanti, fuoricasa, a passi lenti. Ed in queste partite esterne, quasi sempre, unico mattatore è stato Davide Moscardelli, goleador di razza, dal luglio scorso in forza al Lecce dopo aver calcato palcoscenici di serie A e B. Ultima tappa, prima dell’arrivo nel Salento, in quel di Bologna, dove ha disputato 9 partite, partendo quasi sempre dalla panchina, riuscendo a segnare appena un gol. Prima di giocare a Bologna, aveva vestito le maglie del Chievo ( 66 presenze, dieci gol e tutti molto belli), Piacenza, Triestina e Cesena. Insomma, un girovago del pallone. Ma chi è Davide Moscardelli? è il primo calciatore italiano a nascere in Belgio, a Mons, 34 anni fa. Cresciuto in una famiglia spesso in difficoltà, orfano di padre e con la madre casalinga. “E così, non avendo un familiare di riferimento – raccontano le cronache – Moscardelli riesce a trovare la figura paterna in una scopa, dalla quale apprenderà il corretto bon ton e l’abilità sopraffina a spazzare i pavimenti. Un incidente con un barbone radioattivo, lo fa diventare un supereroe a 9 anni: gli cresce infatti una superbarba, dotata di volontà propria. Si dedica, così, alla lotta al crimine, ma non trovando né un costume adatto né una vera e propria utilità alla sua superbarba decide di cambiare mestiere e di diventare calciatore, facendosi allenare dalla sua scopa paterna”. Vita romanzata? Nient’affatto. è storia vera che lo stesso Moscardelli ci ha confermato.
Ma si sa: da cosa nasce cosa. E così, dopo un periodo di gavetta lontano dall’Italia giocando in squadre di poco conto, viene notato, scelto e selezionato da alcuni osservatori della Maccarese (formazione dilettantistica romana), dove rimane per alcuni stagioni. Quindi, il salto di categoria: prima a Trieste e poi a Cesena e, nel 2008, a Piacenza, dove realizza la sua più prolifica stagione: 77 gare, 22 gol. Quindi, il passaggio nel calcio che conta: dapprima alla corte del Chievo e l’anno scorso in forza al Bologna. Infine, nel luglio scorso l’arrivo nel Salento, ingaggiato per il Lecce dal ds Antonio Tesoro. “Ho scelto Lecce per la sua gente,per i suoi gloriosi trascorsi calcistici, per il programma ambizioso in chiave futura, per la grande simpatia che mi ha subito legato alla famiglia Tesoro. Ed oggi, dopo poco più di tre mesi, mi sento onorato e felice di aver preferito Lecce ad altre squadre anche di categoria superiore. I tre gol di fila? Spero possano essere i primi di una lunga serie. Avevo detto, dopo Messina, che avrei preferito non segnare pur di non perdere la partita. Ora, sono felice di aver contribuito con i miei due gol alla vittoria contro la Casertana ed all’importante pareggio contro la Juve Stabia”. Un bomber ritrovato, dunque. “Mi trovo bene qui a Lecce e posso giocare sia come prima punta, sia sulla fascia. Sto raggiungendo la forma migliore e, quindi, son convinto che potrò dare ancora molto al Lecce, rendendo così felici i suoi sostenitori che, ci tengo a dirlo, mi hanno accolto con affetto e grande simpatia. Spero tanto, attraverso i miei gol, di poter ricambiare tutte queste manifestazioni d’amore”. Insomma, Davide Moscardelli è davvero un personaggio speciale che i tifosi giallorossi hanno battezzato come lo ‘Che Guevara’ del gol. E da noi, oltre a giocare ed a segnare gol (tre di fila nelle ultime tre partite: l’ultimo contro la Juve Stabia), Moscardelli sta proseguendo, con l’aiuto della moglie, a dare impulso alle sue attività extra sportive, realizzando il “Flybeard store”, un brend d’abbigliamento sportivo. E non solo. Ed in tutto il Salento è scoppiata la Moscardelli-mania, fatta di acquisti di magliette di calcio, T shirt, palloni, teli di mare, scarpe, telefonini e via dicendo. Nei giorni scorsi è nata una maglietta con la scritta: Moscardelli, very important bomber. Ed è già un grande successo.
Umberto Verri
















