Lega Pro/Pagliari allo specchio: poche parole…
Breve ritratto del nuovo Tecnico Giallorosso subentrato a Franco Lerda. Domenica primo derby a Barletta.
Filosofo? Pragmatico? Concreto? Uomo di pace? Sembra avere tutte queste “qualità” Dino Pagliari, il nuovo tecnico del Lecce subentrato da due settimane all’esonerato Franco Lerda. Pagliari, 57 anni, marchigiano, appena assunto dalla famiglia Tesoro ha inteso cambiare diverse regole che, fino a quel momento, avevano disciplinato la vita del Lecce. Regole non accettate da tutti, tanto che nello spogliatoio, più volte, s’era sviluppato un forte fuoco di ribellione (quasi un vulcano) contro mister Lerda, allenatore bravo ma dal carattere permaloso. Per non dire, sospettoso. Da due settimane, cioè dal momento dell’arrivo sulla panchina del “barbuto” tecnico marchigiano, in casa Lecce si sono riaperte le porte del sorriso. E se ancora non si è vista all’opera una squadra completamente diversa da quella guidata da mister Lerda, si sono cominciati a scorgere segnali di novità che hanno prodotto un pareggio (2-2) contro il Vigor Lamezia ed una vittoria (2-1) contro la Lupa Roma dell’ex giallorosso Cucciari. Ed in questo “nuovo” Lecce si sono intravisti soprattutto i primi segni caratteristici di mister Pagliari, un uomo dalle mille sfaccettature e per i tifosi il tecnico che dovrà realizzare i sogni e le speranze di promozione diretta in B. Non solo un allenatore, dunque, ma spesso Dino Pagliari è un personaggio che preferisce la realtà – come ha dichiarato al suo arrivo a Lecce – alla fantasia. “Questo Lecce – ha aggiunto – è in grado di trasformare le capacità di adattamento dei singoli nel ruolo di elementi di qualità e valore. Come dire che esistono tutte le componenti per far bene. Anche se per riuscirci, dovremo usare più la pietra leccese dello storico barocco”. Perle di saggezza, insomma, da parte di mister Pagliari che, con simile espressione, ha voluto significare una realtà inconfutabile: “i campionati e le partite si vincono sul campo, lottando dal 1° al 90° minuto e non con il calcio parlato e rancoroso”. Fisico possente, occhiali da vista, barba e capelli folti e lunghi, mister Dino Pagliari (nel Salento, a Casarano, per una stagione 1996 -1997 come vice di Cadregari), prima di approdare sulla panchina del Lecce ha occupato quella del Ravenna, dove nel 2006-2007, ha vinto il campionato di Lega Pro e ultimamente quelle di Lanciano e Pisa dove è stato esonerato lo scorso campionato.
Personaggio di grande carisma, non ha mai sopportato molto i giornalisti ai quali non ha rilasciato (e continua a non rilasciare) lunghe interviste. Pur quasi sempre al centro della scena, Pagliari ha il carattere dell’uomo schivo, il quale davanti ai microfoni “non dirò mai una bugia o una mezza verità”. Piuttosto preferisce non rispondere. “Ciò che non è stato fatto bene dalla squadra – ha dichiarato domenica scorsa al termine di Lecce – Lupa Roma – lo esamineremo tra di noi, nel chiuso dello spogliatoio”. Difficile anche il rapporto con i medici della società dai quali non ha mai amato interventi troppo incisivi. Molto spesso mister Pagliari – così raccontano coloro che lo conoscono molto bene – è stato portatore di metodi personali, definiti da qualcuno addirittura “omeopatici”, e non sempre coerenti con i sistemi adottati dai medici sportivi”. Sarà vero? A Pisa giurano che è andata così. E simile atteggiamento gli avrebbe creato grossi problemi. Un personaggio, dunque, tutto o quasi da scoprire. Su un obiettivo, però, mister Pagliari ha una grande chiarezza di idee: “Speranze di promozione diretta in B svanite per il Lecce? Nient’affatto. Il campionato è ancora molto aperto. E non lo dico soltanto io, ma la conferma viene dalla matematica. Pertanto, nostro primario obiettivo sarà quello di pensare a far bene partita dopo partita, cercando di vincere in modo da evitare che i problemi si accumulino l’uno all’altro, diventando poi insormontabili”. Un tecnico dalle idee chiare, dunque. E per lui, domenica, ci sarà la prima prova del derby regionale. All’orizzonte, infatti, Barletta-Lecce, con inizio alle ore 16. Sarà la 21a supersfida fra le due squadre pugliesi e la tradizione sembra dare una mano alla squadra barletta, finora vincitrice di 10 gare sulle 20 disputate (4 invece le vittorie e sei i pareggi del Lecce). Un duro test, quindi, per il Lecce che dovrà fare di tutto per bloccare la veemente corsa del Barletta, vincitrice delle ultime cinque partite.
Umberto Verri
















