Lega Pro/Solo vittorie nel fortino Giallorosso
Domenica alle 18 al Via del Mare arriva il Cosenza, terz’ultimo in classifica.
Primo botto esterno (e che botto!) per il Lecce, finora a secco o quasi nelle precedenti cinque gare giocate lontano dal “Via del Mare”. Disputando un secondo tempo superlativo è riuscito ad espugnare lo stadio di Salerno, vincendo per 3-1 ed infliggendo anche la prima sconfitta all’ex capolista Salernitana. Un Lecce semplicemente favoloso, impeccabile in ogni settore, preciso ed organizzato in ogni manovra, pratico e concreto sotto rete, insuperabile in difesa, produttivo a centrocampo. Insomma, un Lecce così bello non s’era mai visto. Anche se, per poterlo ammirare, venerdì scorso abbiamo dovuto aspettare il secondo tempo della supersfida contro la Salernitana. E sono stati 45’ di autentico spettacolo, completamente diversi da quella prima frazione di gioco in cui era stato in balia degli avversari che, oltre a passare per primi in vantaggio, avevano sviluppato eleganti fraseggi e buone manovre di gioco, mettendo costantemente alle corde il Lecce. Poi il riposo (un… benedetto riposo) e, quindi, il rientro in campo per il secondo tempo. Ed ecco il miracolo. Difatti, fin dal primo pallone giocato si è visto all’opera (grazie anche all’azzeccato cambio del bomber Della Rocca al posto di uno spaesato Donida, colpevole sul gol del vantaggio salernitano) un Lecce pieno di rabbia e di energia. Un Lecce che dal “4-3-3” era passato ad un “4-2-4” e poi ancora al “4-4-2” ma sempre deciso a far valere il suo migliore tasso tecnico e tattico e, perciò, pronto a dare battaglia senza esclusione di colpi al quotato avversario. Un atteggiamento di sfida che ha premiato subito il coraggio di Lerda e dell’intera squadra leccese dapprima con l’assegnazione del calcio di rigore (trasformato da Carrozza) e poi con la realizzazione di altre due reti, messe a segno rispettivamente da Sacilotto e da Doumbia. Un gran bel Lecce, insomma, capace di mettere a nudo, diciamo così, tutte le sue qualità tecnico-tattiche che, ad onor del vero, non sono affatto poche e di scarsa rilevanza. Una prova provata? Il secondo tempo di Salerno, nel corso del quale è stato possibile fare un paragone fra le due formazioni entrambe costruite per vincere il campionato. E, senza ombra di dubbio e senza alcuna partigianeria, possiamo affermare che fra il Lecce e la Salernitana (la quale, fra parentesi, ancor oggi sovrasta i giallorossi di un punto nonostante il ko di venerdì scorso), esiste un profondo solco di valori tecnici e tattici.
Ad esempio, gli attaccanti del Lecce hanno evidenziato qualità che gli omologhi della Salernitana non hanno messo in mostra. E stesso dicasi per centrocampisti e difensori. In parole povere, il Lecce è stato superiore in tutto e per tutto alla Salernitana. Anche se per far conoscere questi suoi notevoli pregi ha dapprima dovuto ricevere un grosso “ceffone” e poi reagire con il piglio della squadra-big. Grande Lecce, dunque. “Ma anche grande coraggio – ha commentato Mimmo Renna, il tecnico leccese che, dopo 27 anni di C, è riuscito nella stagione ’75-76 a conquistare la promozione in B – da parte di Franco Lerda. Il tecnico torinese ha osato forte mandando in campo, ad inizio ripresa, un Lecce a quattro punte. Un atto di coraggio notevole che ha prodotto subito i frutti sperati. Difatti, il Lecce da pulcino impaurito si è trasformato in un gallo ruspante, riuscendo a mettere soggezione ad un avversario che, dopo il rigore realizzato da Carrozza, è caduto in una crisi profonda di gioco, finendo per essere in completo assoggettamento da parte del Lecce. E alla fine, la mia ex squadra ha vinto con pieno merito”. E adesso? “Niente, dovrà solo continuare ad essere il Lecce del secondo tempo di Salerno. Ed un Lecce come quello potrà imitare il mio Lecce e conquistare la serie B”. Applausi senza limiti, dunque, al Lecce del primo boom esterno. Ma gli stessi applausi vorremmo ripeterli domenica prossima 2 novembre, al termine della gara contro il Cosenza, in programma alle ore 18, allo stadio “Via del Mare”. Oltretutto, quella contro i calabresi, terz’ultimi in classifica con 7 punti all’attivo frutto di una vittoria, 4 pareggi e 5 sconfitte, sarà la prima partita che il Lecce disputerà di domenica al cospetto della propria tifoseria. La speranza di tutti è che possa essere anche una domenica di grande festa.
Umberto Verri
















