Pubblicato in: Dom, Apr 21st, 2013

Legalità e senso dello Stato: principi fondamentali della democrazia

Dall’ultimo discorso di Borsellino/La Superprocura sogno di Falcone

“Oltre che magistrato, io sono testimone perché ho vissuto a lungo al fianco di Falcone. Egli cercò di ricreare in campo nazionale e con leggi dello Stato quelle esperienze del pool antimafia che erano nate artigianalmente senza che la legge le prevedesse e senza che la legge, anche nei momenti di mag­giore successo, le sostenesse.

Ayala-Falcone

 

Questo, a torto o a ragione, ma comunque sicuramente nei suoi intenti, era la superpro­cura, sulla quale anch’io ho espresso nell’immediatezza delle perplessità, firmando la lettera sostanzialmente critica sulla superprocura predisposta dal collega Marcello Maddalena”. 

IL PROFILO/DALLA MAGISTRATURA ALLA POLITICA… ALLA TESTIMONIANZA 

Giuseppe Maria Ayala è nato a Caltanissetta il 18 maggio 1945. Dopo la laurea in giurisprudenza, con­seguita all’Università degli Studi di Palermo, esercitò la professione di Sostituto Procuratore della Repub­blica, e fu Pubblico Ministero al primo maxiprocesso, diventando, poi, Consigliere di Cassazione. Venne eletto alla Camera dei Deputati nel 1992, poco prima dell’omicidio di Gio­vanni Falcone e Paolo Borsellino, diventando Deputato nelle file del Partito Repubblicano Italiano.

In seguito a Tangentopoli ed alla crisi del PRI, Ayala passò ad Alleanza Democratica, confermando il seggio alla Camera dei Deputati nel 1994. Dopo la scomparsa di AD aderì al proget­to dell’Unione Democratica di Antonio Maccanico con la quale fu eletto al Senato nel 1996 ma poi in corso di legislatura passò tra i Democratici di Sinistra, partito con il quale venne eletto Senatore nel 2001 fino al 2006.

Ayala1

Fu nominato Sottosegretario al Ministero di Grazia e Giusti­zia durante il Governo Prodi I, incarico riconfermato anche nei successivi Governi D’Alema I e II. Conclusa l’esperienza politica, rientrò in magistratura e, attual­mente, è Consigliere presso la Corte d’Appello dell’Aquila.

Nella sua esperienza letteraria ha scritto sempre sul tema della legalità pubblicando: La guerra dei giusti, con Felice Cavallaro, Arnoldo Mondadori editore, 1993. Chi ha paura muore ogni gior­no. I miei anni con Falcone e Borsellino, Mondadori, 2009. Troppe coincidenze. Mafia, politica, apparati deviati, giustizia: relazioni pericolose e occasioni perdute, Mondadori, collana Frecce, 2012.

Come un diario/Chi ha paura muore ogni giorno

L’appuntamento era fissato per il primo pomeriggio di venerdì 22 maggio all’aeroporto di Ciampino. Falcone, come spesso accade­va, mi avrebbe dato un passaggio per Palermo sul volo di Stato. In mattinata mi telefonò per avvertirmi di un cambiamento di programma.

Ayala

 

Francesca non si sarebbe liberata dal lavoro in tempo. “Gio­vanni, arrivare a Palermo sabato sera per ripartire lunedì mattina mi fa pensare che è meglio che io rimanga a Roma. Ti ringrazio, ci vediamo la settimana prossima”. Alle 17.59 di quel sabato cinque­cento chili di tritolo fecero scempio di cinque vite e della dignità di questo Paese. Avrei dovuto esserci. Gli debbo la vita. 

Pagine a cura di Christian Tarantino

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