Legambiente: pesticidi nel piatto
L’incidenza di gravi malattie è vistosamente aumentata e spesso la causa si attribuisce all’alimentazione e all’inquinamento dell’aria.
Cosa mangiamo? Cosa respiriamo? È ormai una domanda ricorrente visto che l’incidenza di gravi malattie è vistosamente aumentata e spesso la causa si attribuisce all’alimentazione e all’aria inquinata. L’utilizzo eccessivo di ormoni e fitofarmaci nella coltivazione e negli allevamenti sono la diretta conseguenza di un mercato che chiede grandi quantità di prodotti dall’aspetto perfetto.
Legambiente ha presentato un rapporto “Pesticidi nel piatto 2012”, che indaga sulla presenza dei residui delle sostanze chimiche impiegate in agricoltura sugli alimenti che portiamo ogni giorno sulle nostre tavole lanciando così un vero e proprio allarme relativo alla presenza di multi residuo nei cibi e agli effetti dello stesso sulla salute. Sulla base dei dati forniti dagli uffici pubblici regionali competenti, dall’Arpa e dalle Asl, nel 2012, ortofrutta e vino risultano regolarmente contaminati con basse percentuali in quanto la presenza di campioni contaminati da pesticidi apparirebbe stabile o in leggero calo. Una notizia a prima vista rassicurante ma è necessario tenere conto però, dell’incremento del numero di sostanze chimiche diverse presenti contemporaneamente in uno stesso campione.
Ciò può avere luogo in quanto risulta al momento assente una regolamentazione apposita riguardante l’impiego simultaneo di più principi attivi e la rintracciabilità di diverse sostanze chimiche su di uno stesso prodotto alimentare. La legge relativa ai residui di fitofarmaci sugli alimenti si basa al momento sui singoli residui e non tiene conto della presenza del multi residuo, cioè del quantitativo di residui differenti tra loro che possono essere presenti su di uno stesso alimento.
Vi sono numerosi casi di prodotti ortofrutticoli e derivati contaminati da 7, 8 e addirittura 9 principi attivi differenti, in un composto che nessuno ha mai studiato e analizzato e che potenzialmente potrebbe essere molto dannoso per la salute dei consumatori e per l’ambiente. Purtroppo queste sostanze hanno effetti nocivi a livello endocrino e sono potenzialmente cancerogeni. Come sempre un inversione di rotta può avvenire solo con l’impegno di ogni singolo. È importante rispettare una sana e corretta educazione alimentare che promuova il consumo di alimenti secondo la loro stagionalità e la ricerca di prodotti a km.0, possibilmente biologici.
















