Pubblicato in: Ven, Mag 2nd, 2014

L’Emporio della Solidarietà/Un fascio di luce nel buio della Crisi

Tre anni di impegno intenso e fruttuoso per un gruppo di volontari della Comunità Emmanuel.

L’unione fa la forza. Po­tremmo dire che questo sia il motto dell’Empo­rio della Solidarietà del Consorzio Emmanuel di Lecce che da quasi tre anni opera per aiutare i più bisognosi. L’iniziativa è, infatti, inserita in una rete di servizi che cercano di dare risposta alle singole necessità: sostegno psico-sociale, segretariato sociale, collega­mento con i servizi formali ed informali del territorio.

Il progetto nasce ad opera di alcuni volontari che, riprendendo l’intuizione della Caritas diocesana di Roma che aveva già realizzato questo servizio nel 2009, presenta il progetto di un Empo­rio della Solidarietà al Consiglio Diret­tivo della Comunità Emmanuel che lo accoglie con entusiasmo.

EMPORIO

Nasce così la struttura in un capannone di 500 mq al 4 km della S. P. Lecce-Novoli. L’empo­rio si presenta come un vero e proprio supermercato con casse automatizza­te, carrelli, scaffali ed insegne dove le famiglie bisognose, dopo aver esposto regolare richiesta che deve poi essere accolta e registrata, possono gratuita­mente recarsi per fare la spesa tre giorni alla settimana con una Card, simile ad una carta di credito a scalare.

Al fine di rendere i nuclei mag­giormente autonomi ed integrati, gli interventi sono però offerti per un pe­riodo di tempo limitato, ovvero 3 mesi prorogabili ad altri tre. Infatti, scopo principale dell’Emporio è porsi come strumento per evitare la cronicizzazio­ne del disagio e agevolare così il supe­ramento della crisi. Per capire meglio lo spirito dell’iniziativa, come funziona l’Emporio Solidale e quali gli obiettivi raggiunti a distanza di tre anni dall’a­pertura, siamo andati a colloquio con il Responsabile del progetto, Salvatore Esposito.

Dott. Esposito, qual è l’essenza dell’Emporio Solidale?

Lo spirito dell’emporio non nasce per dare la spesa al povero, ma consiste nell’accendere un faro sulla condizione socio-economica di questo territorio martorizzato, nel responsabilizzare le Istituzioni e nel richiamare all’interno di una rete tutti gli animi buoni, perché si realizzi una collaborazione che si è in parte creata ma che stiamo cercando ancora di consolidare.

Perché è importante creare e man­tenere una rete di solidarietà?

Per monitorare sprechi, sovrappo­sizione di servizi, ritardi di servizi. Uno strumento per intraprendere questa strada è offerto dalla telematicizzazio­ne dei dati. Abbiamo messo a disposi­zione un software con una password che permette di essere aggiornati in tempo reale su quello che accade in termini di erogazione di servizi in modo che tutte le parti della rete possano leg­gere i dati e si possano mettere insieme le diverse specificità a favore degli ul­timi evitando che ci siano situazioni di spreco come quello di buttare beni nei cassonetti.

Lo spreco alimentare è un pro­blema dovuto non solo alla maleducazione sociale, ma anche ad un eccesso di servizi o una cattiva organizzazione di essi.

Si butta il cibo anche perché molti erogatori di servizi socialmente utili, come le parrocchie, ad esempio, non sono ancora organizzate a trascrivere su un data- base nome e cognome di chi usufruisce del pacco donato.

In che modo il monitoraggio contri­buisce ad aiutare le famiglie in dif­ficoltà lavorativa?

L’emporio ha messo a disposizione degli sportelli per il lavoro. Attraverso colloqui alle famiglie che vengono a chiedere aiuti , si cerca di capire quali possano essere le necessità impellenti ed eventualmente poi grazie al micro­credito istituire delle piccole attività ar­tigianali commisurate a quelle che sono le possibilità dei soggetti per reinserirli nel mondo del lavoro. Si tratta di spor­telli che erogano una serie di servizi ma soprattutto che tengono in piedi la rete solidale di distribuzione attraverso il segretariato sociale.

EMPORIO SOLIDALE 1

L’Emporio ha anche un’importan­za esplorativa…

La sua importanza è essere un esempio del nuovo modo di porre aiuto perché assieme alla spesa si restituisce la dignità. Poter fare la spesa con una card, toglie dall’imbarazzo dell’elemo­sina, e si da la possibilità alle persone di sentirsi rispettate, ascoltate, amate.

L’obiettivo di sensibilizzazione sociale è stato raggiunto?

La gente è molto sensibile ai pro­blemi sociali perchè culturalmenete è votata alla solidarietà. Quello che manca è un minimo di regole comuni che tutti, anche coloro che erogano servizi a favore degli ultimi non do­vrebbero sentirsi esenti dal rispettare, anzi, a maggior ragione per una que­stione etica, morale, dovrebbero poter dimostrare a chi dona come vengono impiegati i propri lasciti per sopras­sedere alle giuste perplessità comuni. L’Emporio insiste in questa direzione. Vi è un programma di tracciabilità, vi­sibilità, trasparenza, rendicontazione, che funziona come in un normale su­permercato. Basta andare su facebook per verificare personalmente tutte le registrazioni documentate. Nel 2012 abbiamo pubblicato il bilancio sociale stampato in 24.000 opuscoli di 52 pag. l’uno che abbiamo distribuito con il Quotidiano.

Ci sono delle attività in programma per i prossimi mesi?

Come Emporio e come Comunità Emmanuel siamo cofondatori di una nuova rete a livello nazionale che si è consolidata un po’ di mesi fa, di cui fanno parte Associazioni importan­ti. Lo scopo di questa rete è quello di condividere aspetti comuni, ognuno secondo la propria specificità nel pro­prio territorio, per riappropriarsi della cittadinanza, dei quartieri, mettendo in moto tutta una serie di attività mirate a ciò. Nei prossimi mesi, ogni città por­terà delle attività con eventi speciali, come contributo all’iniziativa naziona­le di solidarietà e gestione della crisi.

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