Pubblicato in: Ven, Giu 6th, 2014

Leonardo Perrone da Trepuzzi…

Maestro di affreschi e di decorazioni murarie.

Il pittore Leonardo Perrone nacque a Trepuzzi (Le) il 20.04.1899. Dopo aver frequentato la bottega dello scultore Luigi Elia di Trepuzzi, frequentò la Scuola di Disegno della Società Operaia di Lecce, dove apprese le tecniche essenziali del mestiere. Tra i suoi primi lavori si annovera la decorazione di Villa Bianco di Trepuzzi. Questo lavoro, probabilmente, gli consentì di approdare a Milano, all’età di 18 anni, dove frequentò la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco, approfondendo la tecnica dell’affresco sotto la guida dei maestri Albertazzi, Grandi e Lavagnini.

Natività

Natività, Affresco, Ostuni-Ch. SS. Annunziata

Leonardo Perrone si trasferì, quindi, per motivi di lavoro in Lombardia; visse, infatti, a Saronno per circa dieci anni e poi si trasferì nella Città di Cardano Al Campo (Va), dove è documentata la sua presenza almeno dal 1951, quando restaurò per la chiesetta di San Pietro, una pala d’altare del sec. XVII raffigurante La Vergine con i SS. Apollonia e Francesco. Nella stessa cittadina, infine, ha lasciato, nella Parrocchiale dedicata a Sant’Anastasio, un dipinto raffigurante la Presentazione di Gesù al Tempio datato al 1971. Il Perrone si dedicò anche al restauro di dipinti, come nel caso degli affreschi del catino dell’abside della Cappella del Ricovero di Busto Arsizio, degli affreschi del Museo della “Società Studi Patri” di Gallarate e quelli di Ferno, sempre in provincia di Varese, di Bienate in provincia di Milano e quelli di Palazzo Bianco a Trepuzzi.

Calvario

Calvario, 1975, affreschi, Squinzano

Il Perrone fu versato anche nella ritrattistica; a lui si deve: il Ritratto di Guido Gozzano nella Sala Consiliare di Aglié (To); il Ritratto della Signora Metrangolo-Orlandi in Collezione Orlandi di Trepuzzi; il Ritratto di Franca e Anna Maria Bianco in Collezione privata; il Ritratto del padre e il Ritratto dei pronipoti Claudio e Giuliana che tutti fanno parte della collezione della famiglia Perrone. Leonardo Perrone, nonostante la lunga permanenza in terra lombarda, ha lasciato numerose tracce della sua arte anche nel Salento; a riguardo si devono ricordare: gli affreschi della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Squinzano; l’affresco raffigurante Santa Caterina d’Alessandria fra i dottori del Tempio nel presbiterio della Parrocchiale di Cellino San Marco; gli affreschi della chiesa nell’Istituto Santa Maria degli Angeli, delle Suore Stimmatine in Sandonaci; le decorazioni del soffitto e dei muri laterali della Parrocchiale dedicata a Maria SS. Assunta a Torchiarolo; gli affreschi del Calvario di Squinzano (oggi in pessimo stato di conservazione); gli affreschi raffiguranti la Natività e la Sacra Famiglia nel presbiterio della chiesa della Santissima Annunziata di Brindisi, che il Perrone realizzò nel 1929 e che una volta ricoperti da scialbature, sono stati riportati alla luce nel corso dei lavori di restauro realizzati nel 2003.

Santa Caterina

Santa Caterina d’Alessandria fra i dottori del tempio, Cellino-Ch. Matrice

Alcune opere di Leonardo Perrone furono esposte nel 1982 in Canada, in occasione di ben tre rassegne allestite alla Parete Gallery, in Work Villa, nel cuore di Toronto, al maestoso Columbus Center, nella stessa città, e al Montecassino Place di Donswiew (Ontario). A queste mostre parteciparono almeno venti artisti in rappresentanza dell’arte figurativa italiana.

Sacra Famiglia

Sacra Famiglia, Affresco, Ostuni-Ch. SS. Annunziata

Tra gli espositori si annovera, oltre al nostro Leonardo Perrone, il surrealista Salvatore Bini, Attilio Doria e Francesco Giuntini. Le tre rassegne furono oggetto di attenzione da parte di un folto pubblico e registrarono la presenza, fra gli altri, del ministro di Stato canadese On. Fleming, del Presidente della SIP prof. Pinto, dal Presidente della General Motors di New York e da altre personalità canadesi e italiane. Leonardo Perrone morì a Cardano Al Campo (Va) il 30.11.1985. Si deve ringraziare il professore Antonio Salvatore Elia che con un suo saggio del 1993, pubblicato sulle pagine de Lu Lampiune, ha perpetrato la memoria di questo artista salentino.

Giuseppe Mancarella

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