Pubblicato in: Sab, Gen 11th, 2014

“L’esperienza più forte? Il salvataggio di un neonato durante l’alluvione di Sarno”

A colloquio con il Comandante del Distaccamento Aeroportuale di Brindisi, il Col. Pilota Andrea Aiello. 

Soccorso Aereo nel 1998/Ad un certo punto ci trovammo nella condizione di dover tirar su una mamma con un bimbo in fasce: una situazione di rischio potenziale. 

09

Pensammo subito di svuotare la borsa degli attrezzi, collocarvi dentro il bambino ed agganciarlo al verricello per farlo salire… 

Comandante, quali cam­biamenti sta riscon­trando rispetto a quan­do è entrato a far parte dell’Aeronautica?

Opero in questa Forza Armata da più di trent’anni e nel corso del tem­po vi sono stati tantissimi mutamenti, così com’è sicuramente cambiato il mondo dal punto di vista strategi­co. Durante e dopo la Guer­ra Fredda, sono sorti due schieramenti contrapposti, per cui gli obiettivi, la sen­sibilità e la sicurezza erano certamente diversi rispetto a quelli odierni: si sapeva da dove poteva provenire la minaccia e ci si organizza­va per fronteggiarla. Ora, con il cambiamento della situazione geostrategica mondiale, si vive nell’in­certezza riguardo alla provenienza dei pericoli per il Paese e le Istituzio­ni, per cui anche l’Aero­nautica Militare, come tutte le Forze Armate, si è adeguata.

1

Inoltre, pur non essendoci più la leva obbligatoria, vi sono va­lidi ragazzi che, vestendo la nostra divisa, compiono una vera scelta professio­nale lavorativa e, scevri da qualsiasi costrizione, sono ben coscienti di quanto vie­ne richiesto loro soprattutto per fronteggiare situazioni che minano la pace e la sicurezza. Infine, molto più di prima siamo proiettati oltre i confini nazionali per tantissime “missioni di pace”, prestando soccorso dove si riscon­trano eventi insurrezionali gravi o crisi che minacciano l’incolumità di popolazioni civili locali, dal Me­dio Oriente al Corno d’Africa fino all’Estremo Oriente, luoghi dove la nostra Forza Armata ha dato sem­pre un proprio impegnativo contri­buto.

Personalmente si è mai tro­vato in zone teatro di guerra?

Ho avuto l’onore di offrire il mio servizio in tanti scenari e contesti molto delicati.

8

Ho dato il mio apporto in Libano, nel 1995 ho fatto parte delle Nazioni Uni­te come “berretto blu” pilotando per un anno gli elicotteri italiani in zona di operazioni tra Libano e Israele e realizzando un’esperienza meraviglio­sa; poi, per volere del mio Paese, ho partecipato alle operazioni in Kosovo, all’emergenza in Albania e alle missio­ni in Iraq.

Colonnello, la recente premia­zione degli allievi dello Stage di Difesa Personale Corso interfor­ze di addestramento personale (Lop) sicuramente contribuisce ad arricchire il bagaglio di tan­ti giovani che si sono arruolati sotto le armi. Quant’è importante tale corso di addestramento dal punto di vista della professiona­lità e della preparazione alla vita militare?

Il riconoscimento è riservato all’allievo che termina il secondo sta­ge di difesa personale, che molto pro­babilmente sarà riconosciuto ufficial­mente e si inserirà nel novero dei corsi itinerari che la Forza Armata offre al proprio personale. È un corso in cui il militare viene abituato a difendersi anche senza le armi. Negli ultimi anni, lo sviluppo tecnologico dei sistemi di difesa e sistemi d’arma ha sempre di più visto il militare operare lontano dall’effetto reale delle sue stesse armi in cabina di pilotaggio, in sale ope­rative cabine di regie o con pulsanti da premere, oppure ancora con armi che hanno efficacia a distanza.

22

Il ri­appropriarsi della sicurezza personale da parte del militare, concretamente del singolo uomo o donna, servendosi del proprio corpo per la difesa dà una capacità in più rispetto al solo adope­rare le tecnologie o le varie tipologie d’arma e accresce anche quella che è la confidenza con i propri mezzi e la preparazione fisica. Si tratta di un’im­portante attività che avrà sicuramente sviluppi futuri anche a Brindisi.

Un pensiero per le vittime del Sar, l’elicottero precipitato in Francia al confine col Belgio dove hanno per­so la vita otto militari, di cui sette pugliesi di stanza a Brindisi…

Come ex comandate di quel repar­to, rilevo che alcuni di loro mi erano noti perché, come istruttore, ho avuto modo di seguirli direttamente.

Sar

Questi eroi hanno salvato centinaia e centi­naia di vite umane nel Salento come nell’Adriatico e la loro perdita ha generato una ferita che difficilmente potrà rimarginarsi nel normale corso del tempo, dovranno passare davvero molti anni. È anche giusto che il dolo­re rimanga perché non si può scordare quanto accaduto.

Un’esperienza che le è rimasta particolarmente nel cuore in que­sti anni?

Ho un ricordo stupendo del soccor­so aereo svolto per lungo tempo, spesso in condizioni meteorologiche critiche, pur di salvare vite umane. Nella me­moria si affollano tanti momenti, come quando durante l’alluvione di Sarno nel 1998, giunti sul posto alle prime luci dell’alba dopo una notte di volo, abbiamo iniziato a tirar su le persone che stavano sui tetti delle case circon­date dal fango. Portavamo in salvo prima gli anziani, poi le donne e i bam­bini… ad un certo punto ci trovammo nella condizione di dover tirar su con il verricello una mamma con un bim­bo in fasce: una situazione di rischio potenziale.

Foto1

Pensammo subito di svuo­tare la borsa degli attrezzi, collocarvi dentro il bambino ed agganciarlo al verricello per farlo salire… è stato così emozionante dall’alto vederlo soprag­giungere protetto all’interno del pacco come fosse un bellissimo dono e subito dopo salì anche la madre: un ricordo assolutamente indelebile. Tutta l’espe­rienza è stata un tocco di umanità così appagante che mi ha temprato e mi è rimasta nel cuore.

Pages: 1 2 3 4 5

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti