Pubblicato in: Sab, Gen 11th, 2014

“L’esperienza più forte? Il salvataggio di un neonato durante l’alluvione di Sarno”

Alla luce della crisi economica che attanaglia il Paese, può dare qualche indicazione su come l’Aeronautica Militare sta affrontan­do l’attuale situazione e su quale futuro si prospetta?

La crisi economica ha avuto cer­tamente un impatto nei confronti delle capacità operative della nostra Forza Armata, che pertanto sta razionaliz­zando ulteriormente le risorse e sta orientando i propri sforzi sulle capaci­tà fondamentali della difesa aerea e del territorio, oltre ovviamente a cercare di riorganizzare gli enti e i reparti. Si è aperta così una “nuova era” che vede i comandanti dei vari distaccamenti ter­ritoriali divenire veri e propri manager di aziende locali allo scopo di sfruttare il più possibile le strutture che ogni re­parto possiede alla ricerca di conven­zioni con terzi per lo scambio di beni e servizi.

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In questo contesto, Brindisi ne è un chiaro esempio: basti pensare alle tante attività che abbiamo avviato con altri enti che operano sulla base. Si assiste davvero ad una svolta epocale in cui al comandante viene anche ri­chiesto un certo tipo di collaborazione attiva con altri partners esterni al fine di ottimizzare al meglio le risorse.

Come sono i rapporti tra l’Aero­nautica Militare e le Amministra­zioni locali?

Brindisi è una realtà molto partico­lare ed il nostro Distaccamento aero­portuale svolge un ruolo importantissimo nel tessuto sociale ed istituzionale della città. Siamo invitati e ben accetti in qualsiasi manifestazione che si svol­ga in ambito civile e comunitario, c’è una valida sinergia tra il nostro Di­staccamento Aeroportuale con le For­ze Armate presenti sul territorio come con altre Istituzioni e Corpi.

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Questo, naturalmente, funge anche da stimo­lo per noi che viviamo e lavoriamo in questo contesto e risulta gratificante per chi svolge funzioni di comando nell’ente dell’Aeronautica Militare.

In occasione di allerta meteo per emergenza maltempo, qual è il ruolo della sua Forza Armata in questo settore?

L’Aeronautica Militare ha la re­sponsabilità delle previsioni meteorologiche con i suoi sistemi e con il suo personale in Italia. Ormai in tutto il mondo ciò avviene attraverso modelli matematici che consentono previsioni certe quasi al 100% quando si trat­ta di anticipazioni al di sotto delle 48 ore, mentre al di sopra di tale periodo la previsione diventa progressivamente meno precisa e meno certa. Per spiega­re, poi, ciò che sta accadendo in questi anni, bisogna mettere in relazione gli effetti delle previsioni con il territo­rio italiano che è morfologicamente e idrogeologica mante particolare; inol­tre, l’uomo non è stato realmente lun­gimirante: ecco perché molto spesso i previsti eventi meteorologici di una certa intensità hanno un impatto diver­so rispetto a tanti anni prima.

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Da rile­vare pure che oggi la meteorologia si mette prontamente a disposizione della Protezione Civile per la previsione dei danni che possono verificarsi sul terri­torio a causa di straordinari eventi at­mosferici. Del resto, essa, come branca importantissima della scienza, nasce proprio per scongiurare calamità na­turali e salvaguardare la vita umana attraverso la prevenzione di disastri naturali dovuti ad eventi meteorologici.

Colonnello, che tipo di collabora­zione esiste con l’Onu?

I rapporti con l’Onu sono impor­tantissimi, ne siamo alquanto onorati, ospitiamo il personale e ne siamo re­sponsabili per la sicurezza, un compi­to piuttosto gravoso. Il Governo Ita­liano, firmando il “Memorandum of Understanding” con le Nazioni Unite nel 1994, ha di fatto affidato all’Ae­ronautica Militare della base di Brin­disi la sicurezza degli operatori Onu. L’incarico di altissima responsabilità viene portato avanti ogni giorno con grande consapevolezza e, con ulteriore motivo d’orgoglio, sosteniamo un or­ganismo universalmente riconosciuto che interviene in favore della pace e di popolazioni a rischio.

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Concretamen­te, dobbiamo garantire un supporto logistico ed un’efficiente operatività; tramite la nascita dell’Atoc (Air Termi­nal Operation Center, un terminal per gestire voli militari e non) possiamo essere ancora più utili all’Onu, poiché sin da ora partirà da Brindisi ogni volo che porterà aiuti umanitari al mondo: il nostro coinvolgimento sarà a pieno titolo come supporto nella gestione e nell’imbarco del carico e di tutte le tipi­che operazioni aeronautiche che siamo in grado di fornire in maniera del tutto autonoma.  (1. Continua)

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