“L’esperienza più forte? Il salvataggio di un neonato durante l’alluvione di Sarno”
Alla luce della crisi economica che attanaglia il Paese, può dare qualche indicazione su come l’Aeronautica Militare sta affrontando l’attuale situazione e su quale futuro si prospetta?
La crisi economica ha avuto certamente un impatto nei confronti delle capacità operative della nostra Forza Armata, che pertanto sta razionalizzando ulteriormente le risorse e sta orientando i propri sforzi sulle capacità fondamentali della difesa aerea e del territorio, oltre ovviamente a cercare di riorganizzare gli enti e i reparti. Si è aperta così una “nuova era” che vede i comandanti dei vari distaccamenti territoriali divenire veri e propri manager di aziende locali allo scopo di sfruttare il più possibile le strutture che ogni reparto possiede alla ricerca di convenzioni con terzi per lo scambio di beni e servizi.
In questo contesto, Brindisi ne è un chiaro esempio: basti pensare alle tante attività che abbiamo avviato con altri enti che operano sulla base. Si assiste davvero ad una svolta epocale in cui al comandante viene anche richiesto un certo tipo di collaborazione attiva con altri partners esterni al fine di ottimizzare al meglio le risorse.
Come sono i rapporti tra l’Aeronautica Militare e le Amministrazioni locali?
Brindisi è una realtà molto particolare ed il nostro Distaccamento aeroportuale svolge un ruolo importantissimo nel tessuto sociale ed istituzionale della città. Siamo invitati e ben accetti in qualsiasi manifestazione che si svolga in ambito civile e comunitario, c’è una valida sinergia tra il nostro Distaccamento Aeroportuale con le Forze Armate presenti sul territorio come con altre Istituzioni e Corpi.
Questo, naturalmente, funge anche da stimolo per noi che viviamo e lavoriamo in questo contesto e risulta gratificante per chi svolge funzioni di comando nell’ente dell’Aeronautica Militare.
In occasione di allerta meteo per emergenza maltempo, qual è il ruolo della sua Forza Armata in questo settore?
L’Aeronautica Militare ha la responsabilità delle previsioni meteorologiche con i suoi sistemi e con il suo personale in Italia. Ormai in tutto il mondo ciò avviene attraverso modelli matematici che consentono previsioni certe quasi al 100% quando si tratta di anticipazioni al di sotto delle 48 ore, mentre al di sopra di tale periodo la previsione diventa progressivamente meno precisa e meno certa. Per spiegare, poi, ciò che sta accadendo in questi anni, bisogna mettere in relazione gli effetti delle previsioni con il territorio italiano che è morfologicamente e idrogeologica mante particolare; inoltre, l’uomo non è stato realmente lungimirante: ecco perché molto spesso i previsti eventi meteorologici di una certa intensità hanno un impatto diverso rispetto a tanti anni prima.
Da rilevare pure che oggi la meteorologia si mette prontamente a disposizione della Protezione Civile per la previsione dei danni che possono verificarsi sul territorio a causa di straordinari eventi atmosferici. Del resto, essa, come branca importantissima della scienza, nasce proprio per scongiurare calamità naturali e salvaguardare la vita umana attraverso la prevenzione di disastri naturali dovuti ad eventi meteorologici.
Colonnello, che tipo di collaborazione esiste con l’Onu?
I rapporti con l’Onu sono importantissimi, ne siamo alquanto onorati, ospitiamo il personale e ne siamo responsabili per la sicurezza, un compito piuttosto gravoso. Il Governo Italiano, firmando il “Memorandum of Understanding” con le Nazioni Unite nel 1994, ha di fatto affidato all’Aeronautica Militare della base di Brindisi la sicurezza degli operatori Onu. L’incarico di altissima responsabilità viene portato avanti ogni giorno con grande consapevolezza e, con ulteriore motivo d’orgoglio, sosteniamo un organismo universalmente riconosciuto che interviene in favore della pace e di popolazioni a rischio.
Concretamente, dobbiamo garantire un supporto logistico ed un’efficiente operatività; tramite la nascita dell’Atoc (Air Terminal Operation Center, un terminal per gestire voli militari e non) possiamo essere ancora più utili all’Onu, poiché sin da ora partirà da Brindisi ogni volo che porterà aiuti umanitari al mondo: il nostro coinvolgimento sarà a pieno titolo come supporto nella gestione e nell’imbarco del carico e di tutte le tipiche operazioni aeronautiche che siamo in grado di fornire in maniera del tutto autonoma. (1. Continua)



















