L’esperto risponde/Chirurgia Estetica… Botulino, maneggiare con cura
La tossina botulinica (BoNT) è una neurotossina derivata dal batterio Clostridium botulinum. Si conoscono 7 diversi tipi di tossina botulinica, solo le BoNT di tipo A e B sono autorizzate per i trattamenti medici. Quando si parla di tossina botulinica è opportuno distinguere tra gli usi terapeutici della sostanza e quelli estetici. La BoNT-A è approvata in Italia per queste specifiche patologie: spasticità focale; deformità dinamica del piede equino dovuta a spasticità in pazienti pediatrici deambulanti con paralisi cerebrale, di età ≥2 anni; disabilità della mano o del polso dovuta a ictus; blefarospasmo; emispasmo facciale e distonie focali associate; torcicollo spasmodico; iperidrosi primaria persistente e severa delle ascelle che interferisce con le normali attività quotidiane ed è resistente al trattamento topico; temporaneo miglioramento delle rughe verticali, di grado da moderato a grave, tra le sopracciglia al corrugamento, negli adulti di età <65 anni, quando la gravità di tali rughe ha un importante impatto psicologico per il paziente.
Negli ultimi anni, la BoNT-A è stata utilizzata per un ampio spettro di indicazioni off-label cioè fuori indicazione terapeutica in ambito neurologico, dermatologico, gastrointestinale. Rientrano fra le controindicazioni all’uso di BoNT nella miastenia gravis. La tossina botulinica è nelle donne incinte e in allattamento è controindicata secondo le indicazioni della Food and Drug Administration americana (FDA). La BoNT è dotata di una spiccata attività neurologica ed agisce direttamente sulle giunzioni neuro-muscolari e penetra all’interno della cellula nervosa del sistema nervoso e agisce inibendo il rilascio dell’acetilcolina, impedendo la trasmissione dello stimolo nervoso e causando paralisi muscolare flaccida.
Uso della tossina botulinica A in medicina estetica
L’Aifa nel 2004 ha autorizzato l’uso estetico della tossina botulinica di tipo A con la seguente indicazione: “Temporaneo miglioramento delle rughe verticali, di grado da moderato a grave, tra le sopracciglia al corrugamento, negli adulti di età <65 anni, quando la gravità di tali rughe ha un importante impatto psicologico per il paziente”. Nonostante ciò, molti medici italiani utilizzano la tossina in modalità off-label (cioè fuori indicazione terapeutica) in altre condizioni da quelli approvate, in particolare a livello delle rughe perioculari e frontali.
Reazioni avverse da tossina botulinica in medicina estetica
Dall’analisi della letteratura disponibile, non è stato riscontrato alcun episodio di morte o pericoli gravi per la salute associati all’uso estetico della tossina botulinica, né effetti permanenti rilevabili clinicamente. Se utilizzata in modo appropriato, nel rispetto delle indicazioni approvate e delle dosi raccomandate, la BoNT-A determina una bassa incidenza di complicazioni con severità moderata. Una delle principali preoccupazioni correlate all’uso della BoNT-A è la diffusione della tossina stessa dai muscoli bersaglio a gruppi muscolari non interessati cioè adiacenti. La ptosi palpebrale, ad esempio,è una comune complicanza dell’iniezione della tossina nella parte superiore del viso ed è causata da un’eccessiva diffusione della tossina nel muscolo frontale. La parziale ptosi del labbro, invece, può essere causata dall’indebolimento del muscolo maggiore zigomatico a seguito d’iniezione di botulino nella regione perioculare per il trattamento delle rughe perioculari. Ptosi della palpebra e diplopia possono presentarsi quando la tossina diffonde sia al muscolo elevatore della palpebra sia ai muscoli estrinseci dell’occhio. Allo stesso modo, dolore all’occhio e occhio secco possono manifestarsi quando la tossina colpisce l’innervazione della ghiandola lacrimale attraverso il nervo petroso maggiore. Tra i casi di segnalazione di reazioni avverse totali si segnalano: cefalea, paralisi facciale focale, debolezza muscolare, disfagia, sindrome simil-influenzale e reazioni allergiche. Circa un terzo di questi pazienti presentava una sottostante patologia correlabile in qualche modo con la reazione sviluppata: ad esempio, un paziente con asma è andato incontro a compromissione respiratoria dopo iniezione di tossina A; un paziente con soffio cardiaco in anamnesi ha sviluppato un’aritmia dopo iniezione di BoNT-A. È bene farsi indicare dal medico i possibili effetti collaterali correlati con l’uso della BoNT-A.
Domenico M. Toraldo
















