Pubblicato in: Sab, Ott 11th, 2014

L’esperto risponde/Chirurgia Estetica… Botulino, maneggiare con cura

La tossina botulinica (BoNT) è una neuro­tossina derivata dal batterio Clostridium botulinum. Si cono­scono 7 diversi tipi di tossina botulinica, solo le BoNT di tipo A e B sono autorizzate per i trattamenti medici. Quando si parla di tossina botulinica è opportuno distinguere tra gli usi terapeutici della sostanza e quelli estetici. La BoNT-A è approvata in Italia per queste specifiche patologie: spasticità focale; deformità dinamica del piede equino dovuta a spasticità in pazienti pediatrici deambulanti con paralisi cere­brale, di età ≥2 anni; disabilità della mano o del polso dovuta a ictus; blefarospasmo; emispasmo facciale e distonie focali associate; torcicollo spasmodico; iperidrosi prima­ria persistente e severa delle ascelle che interferisce con le normali attività quotidiane ed è resistente al trattamento topico; temporaneo migliora­mento delle rughe verticali, di grado da moderato a grave, tra le sopracciglia al corru­gamento, negli adulti di età <65 anni, quando la gravità di tali rughe ha un importan­te impatto psicologico per il paziente.

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Negli ultimi anni, la BoNT-A è stata utilizzata per un ampio spettro di indicazioni off-label cioè fuori indica­zione terapeutica in ambito neurologico, dermatologico, gastrointestinale. Rientrano fra le controindicazioni all’uso di BoNT nella miastenia gravis. La tossina botulinica è nelle donne incinte e in allattamento è controindicata secondo le indicazioni della Food and Drug Administration americana (FDA). La BoNT è dotata di una spiccata attività neurologi­ca ed agisce direttamente sulle giunzioni neuro-muscolari e penetra all’interno della cellula nervosa del sistema nervoso e agisce inibendo il rilascio dell’acetilcolina, impedendo la trasmissione dello stimolo nervoso e causando paralisi muscolare flaccida.

Uso della tossina bo­tulinica A in medicina estetica

L’Aifa nel 2004 ha autorizzato l’uso estetico della tossina botu­linica di tipo A con la seguente indicazione: “Temporaneo mi­glioramento delle rughe vertica­li, di grado da moderato a grave, tra le sopracciglia al corruga­mento, negli adulti di età <65 anni, quando la gravità di tali rughe ha un importante impatto psicologico per il paziente”. Nonostante ciò, molti medici italiani utilizzano la tossina in modalità off-label (cioè fuori indicazione terapeutica) in altre condizioni da quelli approvate, in particolare a livello delle rughe perioculari e frontali.

Reazioni avverse da tossina botulinica in medicina estetica

Dall’analisi della letteratura disponibile, non è stato riscon­trato alcun episodio di morte o pericoli gravi per la salute associati all’uso estetico della tossina botulinica, né effetti permanenti rilevabili clinica­mente. Se utilizzata in modo appropriato, nel rispetto delle indicazioni approvate e delle dosi raccomandate, la BoNT-A determina una bassa incidenza di complicazioni con severità moderata. Una delle principali preoccupazioni correlate all’u­so della BoNT-A è la diffusione della tossina stessa dai muscoli bersaglio a gruppi muscolari non interessati cioè adiacenti. La ptosi palpebrale, ad esempio,è una comune com­plicanza dell’iniezione della tossina nella parte superiore del viso ed è causata da un’ecces­siva diffusione della tossina nel muscolo frontale. La parziale ptosi del labbro, invece, può essere causata dall’indeboli­mento del muscolo maggiore zigomatico a seguito d’inie­zione di botulino nella regione perioculare per il trattamento delle rughe perioculari. Ptosi della palpebra e diplopia posso­no presentarsi quando la tossina diffonde sia al muscolo elevato­re della palpebra sia ai muscoli estrinseci dell’occhio. Allo stesso modo, dolore all’oc­chio e occhio secco possono manifestarsi quando la tossina colpisce l’innervazione della ghiandola lacrimale attraverso il nervo petroso maggiore. Tra i casi di segnalazione di reazio­ni avverse totali si segnalano: cefalea, paralisi facciale focale, debolezza muscolare, disfagia, sindrome simil-influenzale e reazioni allergiche. Circa un terzo di questi pazienti presen­tava una sottostante patologia correlabile in qualche modo con la reazione sviluppata: ad esempio, un paziente con asma è andato incontro a compro­missione respiratoria dopo inie­zione di tossina A; un paziente con soffio cardiaco in anamnesi ha sviluppato un’aritmia dopo iniezione di BoNT-A. È bene farsi indicare dal medico i pos­sibili effetti collaterali correlati con l’uso della BoNT-A.

Domenico M. Toraldo

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