Pubblicato in: Ven, Lug 11th, 2014

Letture d’Estate/Libri da sfogliare sotto l’ombrellone

Una serie di proposte editoriali per la Stagione 2014. I consigli di alcuni professionisti e di un sacerdote.

È estate. Le città si svuotano e si ripopolano le località balneari o di villeggiatura. Tra lo sciabordare della risacca ed il profumo di salsedine, sotto la canicola o il refrigerio degli ombrelloni, si riscopre il solluchero di momenti di relax e meditazione a contatto con la natura. Con la gradita compagnia di un buon libro. Scrollandosi il carapace invernale “dello stress, delle consegne che ogni mansione comporta e più concentrati nel piacere della lettura”, come afferma la prof. di Lettere Rosa Maria Dell’Erba e anche suor Lucia delle Figlie di S. Paolo, “il tempo c’è sempre per eser­citare il cervello: la lettura è puntualmente utile ed il caldo aiuta”. Centellinare o divorare un libro “è come viaggiare: apporta sempre nuove cono­scenze, arricchisce”è il parere dell’avv. Gabriella Scarpino. Gli impegni familiari e pro­fessionali fomentano sovente tensioni che un po’ si stempe­rano d’estate e predispongono l’animo e la mente alla scoper­ta di nuove soluzioni e inusitati orizzonti. “Un libro serve a capire il mondo, ma anche se stessi, i propri sentimenti e stati d’animo. Svolge, quindi, anche un’azione introspettiva” secondo il medico Sandro Rima. Insomma, leggere “apre la mente” ribadisce l’Assessore Loredana Capone. Così si esprime l’on. Rocco Palese: “Il libro è buono sempre, non solo d’estate, quando, probabilmente, si predilige un libro più scorrevole, leggero, di proprio gradimento, ma la lettura è sempre auspicabile. Forma, significa acquisizione di sapere, maturità, apprendi­mento. Qualsiasi cosa come conoscenza, informazione e cultura è un contributo alla crescita dell’individuo stesso”.

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Un buon libro regala un “baga­glio” di nozioni che ci si porta in ogni momento e circostanza, lascia ricordi imperituri. “La bontà di esso dipende molto dallo spirito del lettore – pro­segue l’ass.re Capone – se egli cerca argomenti di riflessione e se gli permette di perseguire gli obiettivi che si era prefissati all’inizio della lettura. Poi, ognuno ama un suo genere letterario. L’importante è che stimoli la curiosità, che lasci qualcosa nella mente e nel cuore”. E dalle opinioni si passa ai consigli. Il Sacerdote don Carlo Santoro indica un ampio ventaglio di possibilità di scelta: libri di spiritualità, introspezione e biografia come quelli di J. Braz De Aviz, di H. Hurnar, di E. De Luca e, in particolare, “Quel gabbiano sono io… esperienze di un cappellano di bordo” di G. Bettoli. La prof. Dell’Erba pone all’attenzione “La mia Londra” di S. Agnello Horn­by, una descrizione di essa vi­ sta da un osservatorio inedito. Non è né una guida turistica né un libro storico. È la Londra di chi vi ha vissuto da giudice minorile, con lo sguardo sui problemi legati alla società londinese, che quasi mai emer­gono nei classici della lette­ratura odeporica, per esempio quello dei minori. Lo stile è giornalistico. La scrittrice palermitana, trapiantata a Lon­dra, ha già steso il suo romanzo d’esordio: “La mennulara” e altri suoi libri sono incentrati sulla cucina di un tempo, traen­do spunto dai ricettari della sua famiglia aristocratica siciliana. “Io consiglierei sempre un libro di spiritualità – dice suor Lucia – è appena uscito “Dov’è il tuo tesoro” di G. Mataraz­zo. Costo 16.30 euro. È la ricerca del senso di sé con la preghiera ed esercizi spirituali, dallo stile molto semplice, un vademecum di preghiera”. Un altro libro da lei consigliato è “Nasser: da clandestino a cittadino” di L. Zanardini, l’esperienza di un egiziano, che negli anni ’80-90 è arriva­to presso le nostre coste, poi si è trasferito al nord, è cresciuto, si è realizzato e inserito bene nella società, pur con tanta sofferenza, mantenendo la sua identità”.

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L’avv. Scarpino propone un libro di qualche estate fa: è “L’ombra del vento” di C. Ruiz Zafòn. È un romanzo molto particolare, ricco di avventura, misteri, suspense, ma anche sentimenti, passioni, amicizie e lealtà e soprattutto di amore per i libri. Il tutto ambientato in un’atmosfera lontana nel tempo, che emo­ziona fino alla fine. “Un buon libro è “Il mondo di Anne” di G. Jostein – assevera il dott. Rima. -“È adatto per l’estate, perché identifica le nostre storie, ci forma, costruisce la nostra identità personale e collettiva, quindi ci fa partecipi di questo mondo, protagonisti e comprimari di esso; ci aiuta a penetrare nei meandri della no­stra psiche. Lo stile è narrativo molto semplice”. L’ass.re Ca­pone ama moltissimo i gialli, ma legge anche i classici. Per quest’estate consiglierebbe un libro di G. Garcìa Màrquez, il suo scrittore preferito: è il romanzo “Nessuno scrive al colonnello”, uno spaccato che mette in luce qualità dell’uomo veramente importanti. Si legge in poche ore e, come i romanzi brevi, ma intensi, lascia un segno profondo. “Non ho una particolare predi­lezione per un genere piuttosto che un altro – dice l’on. Palese: mi appassionano principalmen­te i libri di storia. Né consiglie­rei di leggere qualsiasi testo, perché non è solo memoria, ma anche insegnamento: tutti i libri di storia di R. Villari, in modo precipuo quella contem­poranea. Stilisticamente sono discorsivi, piacevoli. 

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