Libertà di scelta /Il pluralismo scolastico, un bene da difendere
La Scuola Paritaria in sofferenza…
La chiusura nel territorio salentino di diverse Scuole dell’infanzia, di ispirazione cristiana e che fanno riferimento alla Fism, impone un grido d’allarme sulle difficoltà di gestione, essenzialmente economica, di questi Istituti. La scelta genitoriale di iscrivere i figli ad una scuola di ispirazione cristiana indica una sensibilità ed una attenzione particolari alla ‘educazione personalizzata’ e ‘completa’ del bambino. Il progetto educativo di queste scuole è finalizzato all’educazione integrale della persona, nell’ottica de “la missione della scuola” che è quella “di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello (Roma, Incontro del Santo Padre con il mondo della Scuola italiana, 10.05.2014). Il luogo naturale per la crescita e lo sviluppo dell’essere umano è la famiglia; il luogo privilegiato è la scuola.
Il primato educativo della famiglia prevede la libertà di scelta relativa alla tipologia di formazione. Questo diritto è garantito a livello comunitario e internazionale. Perché questo diritto sia esercitato occorre che vi sia una pluralità di istituti scolastici differenziati tra loro, non solo formalmente. Nella scuola pubblica italiana il legislatore (Leggi Bassanini e Legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3) ha inteso introdurre criteri di efficienza e funzionalità propri dell’impresa privata. Privatizzazione del pubblico impiego e autonomia scolastica vogliono porre in essere una equiparazione tra scuola pubblica e privata che risulta, di fatto, irrealizzabile. Una gestione manageriale e imprenditoriale della scuola pubblica hanno sempre un carattere pubblicistico. La finalità della scuola statale è sempre quella di un pubblico servizio: l’interesse collettivo, imposto dall’ordinamento, è regolato dal legislatore con meri scopi di pubblico interesse, predeterminati dettagliatamente, e che lasciano agli enti pubblici solamente la determinazione dei mezzi per raggiungerli. Una vera garanzia di pluralismo può diventare, allora, una realtà solo alla presenza di scuole paritarie con quei pregi di efficienza e funzionalità che un apparato burocratico, inevitabilmente, possiede in misura minore.
La pubblica istruzione deve assicurare, al pari di tutti gli altri pubblici servizi, un servizio pubblico per tutti, in modo omogeneo, uniforme e gratuito, senza alcuna discriminazione. Contemporaneamente diventa necessaria una struttura alternativa e complementare che renda più efficiente e meno dispendioso il sistema, con costi che ricadano sui soggetti interessati, secondo modalità di collaborazione tra pubblico e privato già attuate in altri settori della pubblica amministrazione.
Adeguati strumenti giuridici possono agevolmente inserire la scuola privata nel servizio pubblico, con un miglioramento di qualità delle prestazioni ed una riduzione della spesa pubblica. Uno Stato libero e democratico si basa sulla libertà di opinione e sul pluralismo. Il pluralismo scolastico presuppone una reale diversificazione di un Servizio educativo che valorizzi una concreta alternativa all’omogeneità di un servizio pubblico, che ha un apparato burocratico necessariamente unitario. L’attuale realtà italiana della scuola, con la scarsità delle scuole private e la loro onerosità, sicuramente non ottempera ai princìpi sanciti dalla nostra Costituzione.
Giuseppina Capozzi
Vice Presidente AGeSC – Lecce
















