Pubblicato in: Gio, Dic 18th, 2014

L’Infanzia di Gesù nei Vangeli di Matteo e Luca

Teologia Biblica…

I vangeli di Matteo e di Luca si aprono con due capitoli riguardanti l’infanzia di Gesù. Il racconto di Matteo comincia con la gene­alogia di Gesù (1,1-17) e si struttura attorno a cinque episodi, incentrati su altrettante citazioni bibliche denominate citazioni di com­pimento: la nascita di Gesù (1,18-25), la visita dei magi (2,1-12), la fuga in Egitto (2,13-15), la strage degli innocenti (2,16-18) e il ritorno dall’Egitto (2,19-23). Lo stile è schematico, ieratico, essenziale; gli episodi si susseguono in maniera serrata e in forma stereotipa; le nume­rose citazioni bibliche servono ad illustrare il compimento delle Scritture in Gesù. Il racconto di Luca si articola, invece, attorno a sette scene in cui si riscontrano due dittici, degli annunci e delle nascite: l’annuncio della nascita del Battista a Zaccaria (1,5-25); l’annuncio della nascita di Gesù a Maria (1,26-38); la vi­sita di Maria a Elisabetta (1,39-56); la nascita, la circoncisione e l’imposizione del nome a Giovanni (1,57-66); la nascita, la circoncisione e l’imposizione del nome a Gesù (2,1-21); la presentazione di Gesù al Tempio (2,22-40); lo smarrimento e il ritrovamento di Gesù nel Tempio (2,41-52). Lo stile è più familiare e colorito; la narrazione è più dinamica grazie al confronto tra la figura del Battista e quella di Gesù; la Scrittura è citata esplicitamente una sola volta (2,23), benché l’intera compo­sizione sia intessuta di reminiscenze bibliche al fine di approfondire il significato teologico degli eventi.

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Carpaccio, Fuga in Egitto, 1500-1510, National Gallery of Art, Washington

L’evidente differenza tra le due redazioni, l’abbondanza del meraviglioso che per aspetti diversi domina queste narrazioni, nonché l’assenza dell’infanzia nei vangeli di Marco e di Giovanni e nella predicazione più antica, pongono la questione del valore storico di questi racconti. Si tratta di racconti inventati, di storie edificanti o di fatti di cronaca?  Le risposte nel corso del tempo non sono state unanimi. D. F. Strauss (1835), che segnò l’avvio dell’uso sistematico del metodo storico-critico ai vangeli, definì questi episodi theolo­goùmena, ovvero racconti fittizi per esprimere verità di fede. R. Bultmann classificò questi racconti tra le “leggende”, ossia tra le nar­razioni religiose edificanti che utilizzano un linguaggio fantastico e mitologico. Molti altri studiosi hanno invece affermato la sostanziale storicità dei racconti, pur differenziandosi nel determinarne il grado. Tra questi vogliamo ricordare per autorevolezza Joseph Ratzin­ger Benedetto XVI, il quale ne L’Infanzia di Gesù (Rizzoli – Libreria Editrice Vaticana 2012) afferma: “Matteo e Luca – ciascuno nella maniera propria – volevano non tanto raccon­tare delle “storie”, bensì scrivere storia, storia reale, avvenuta, certamente storia interpretata e compresa in base alla Parola di Dio” (p. 26). Dunque, né invenzione né cronaca, ma una meditazione – alla luce della Scrittura – attorno ai dati tradizionali attendibili. 

Michele Giannone

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