Liturgie/Passione e Morte, verso la grande Veglia
I segni della Settimana Santa: Il Triduo pasquale per fare memoria, riflettere e pregare con il Mistero.
L’ultima Domenica di Quaresima, chiamata dal Messale: “Domenica delle Palme e della Passione del Signore”, è caratterizzata dalla commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e dalla lettura del racconto della Passione secondo gli Evangelisti sinottici. La Quaresima, si protrae sino al Giovedì Santo mattina; la celebrazione della sera, in quel giorno, apre il Triduo Pasquale che è costituito dal Venerdì santo, Sabato santo e Domenica di Pasqua. Il Sacro Triduo della Passione, Morte e Resurrezione del Signore, è il centro di tutto l’anno liturgico. Suggeriamo subito, per il Gruppo Liturgico delle Parrocchie, due importantissimi e preziosi sussidi. Il primo è: “Lettera circolare della Congregazione sulla preparazione e celebrazione delle feste pasquali” della Congregazione per il culto divino. Si può trovare in internet; il secondo sussidio è a cura di don Daniele Piazzi: Preparare e celebrare il Triduo pasquale, riti, Letture, Canti, Monizioni, Commenti; ed. Queriniana, 2008 seconda edizione. Questo sussidio aiuta a vivere bene i riti del Santo Triduo, a prepararli, renderli belli e coinvolgenti per le nostre assemblee. Nella Domenica delle palme, si benedicono rami di palma o d’olivo nella memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, sono due piante significative: la palma fruttifera e l’olivo benefico il cui frutto tonifica, nutre e risana.
Nelle regioni ove queste piante non si hanno vengono benedetti altri sempreverdi come il bosso profumato o mortella. Si celebra la regalità del Messia Gesù, reale e salvifica: Egli è il Re mite che viene a prendere possesso della sua città donando la vita. Dove ne permane l’uso anche per disposizione dei Vescovi, dalla V Domenica di quaresima si possono velare le croci e le immagini; le croci restano velate sino alla celebrazione della Passione del Signore il Venerdì Santo, le immagini sino all’inizio della Veglia Pasquale.
IL Giovedì Santo, nella Messa che commemora la Cena del Signore, dopo l’omelia, viene compito un gesto significativo che ripropone il donarsi di Gesù: è la lavanda dei piedi che in questa Eucaristia è un altro modo per spiegare quello che Gesù fece quella sera e comandò a noi suoi discepoli di fare in sua memoria, il dono di sé. La lavanda dei piedi è un altro modo per spiegare l’Eucaristia, la Cena in cui Gesù anticipò il suo sacrificio sulla croce. Nel Venerdì Santo, la Chiesa accompagna Gesù, ora per ora, con la preghiera dei Salmi nella Liturgia delle Ore; poi celebra la sua Passione. Questa Azione liturgica della Passione è solennissima e rivela la Gloria della Croce con la proclamazione del racconto della Passione secondo Giovanni, la lettura del Terzo Canto del Servo, la preghiera universale.
L’adorazione della Santa Croce e la Comunione al Santissimo Corpo e Sangue del Signore custodito solennemente nei luminosi Altari della Reposizione e adorato, costituiscono la seconda e la terza parte della celebrazione. Questa Liturgia della Passione è il centro del Venerdì Santo e di gran lunga è più importante del pio esercizio della Via crucis che è pure raccomandabile in ora opportuna. Alla sera, i fedeli sono invitati a sostare presso la Croce dinanzi alla quale ci si genuflette in questo giorno e sino alla Veglia pasquale come dinanzi al tabernacolo. Il Sabato Santo mattina si possono compiere per i Battezzandi, i riti immediatamente preparatori al Battesimo e, nella Notte più Santa di tutte le notti, veglieremo alla luce del Cero pasquale, ascoltando la Parola, facendo memoria del Battesimo, battezzando i nuovi credenti in Gesù e partecipando ai Divini Misteri dell’Eucaristia. È la Pasqua del Signore! Creazione nuova, spartiacque della storia.
Cristina Cruciani
















