Pubblicato in: Ven, Set 6th, 2013

“Lo stile è l’uomo”/Parole volgari? No, grazie

Senza assolu­tamente venir meno alla tolleranza e al dialogo, è necessario un sussulto contro il pericolo d’inerte accettazione di scelte prive di riferimenti fondamen­tali. Occorre un rinnovato impulso ideale, soprattutto quando, con supponen­za autoreferenziale, si propongono modelli e stili di vita che nel nome della libertà e del relativismo propugnano cambiamenti che eludono l’impegno di un autentico carico di responsabilità nei confronti dell’intera comunità.

accademia crusca

Nel nome del rispetto verso tut­ti, è doveroso fare attenzio­ne ai valori profondi della società, per non scadere progressivamente verso il degrado delle fondamentali peculiarità culturali, civili ed etiche. Sono tante le forme di decadenza del lessico sempre più volgare e scurrile, ormai ampia­mente diffuso senza limiti nelle trasmissioni televisive e in tanti altri media. Non è tanto questione di turbarsi o sdegnarsi da sprovveduti per le parolacce e le trivia­lità quanto di rilevare che lo sfoggio di un linguaggio spregiudicato, del quale magari ci si compiace con arroganza, costituisce mancanza di un livello mi­nimo di bon ton nei rapporti interpersonali.

manzoni

Al di là delle varie e legittime opzioni, il necessario riguardo reciproco deve formare il cuore di ciascuno ed emer­gere in ogni colloquio. Si potrebbe ricordare la cura medievale per la scelta del volgare della capitale toscana, il compito dell’Ac­cademia della Crusca di accompagnare criticamen­te, sin dal Cinquecento, l’evoluzione dei vocaboli della lingua italiana, la preferenza del Manzoni di scrivere con cura nel vivo idioma fiorentino, l’attuale compiacenza per la valo­rizzazione e la rinnovata vitalità del dialetto… Certa­mente c’è un lessico speci­fico nei vari ambiti culturali e sociali con il tipico gergo che racconta tipologie di particolari esperienze, come ad esempio avviene in ambito scientifico, sporti­vo e giovanile.

buffon

Chi avalla il linguaggio volgare, magari tenendo presente che il turpiloquio fa aumentare l’audience televisivo, si appella all’efficacia che esso ottiene facendo leva sull’emotività eccitata, sulla spontaneità della comuni­cazione, su un ostentato atteggiamento camerate­sco. È certamente normale che si usi un gergo speci­fico, multiforme, secondo diversi filoni espressivi, ma è, comunque, imprescindi­bile non scadere nell’ir­ruenza, nell’intolleranza e nella volgarità. “Lo stile è l’uomo”, soste­neva il Buffon. 

Adolfo Putignano

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