Pubblicato in: Ven, Giu 22nd, 2012

MARIA LUISA TOTO: “LA VIOLENZA NON È UN DESTINO PER DONNE”

I REATI DI MALTRATTAMENTO IN FAMIGLIA/Il Centro Antiviolenza “Renata Fonte”, attivo sul territorio dal 1998 nasce dall’esigenza di dare una risposta alla posizione di coda del Salento circa la presenza di servizi di prevenzione e contrasto.

La carenza di una “casa-rifugio” a indirizzo segreto che garantisca ospitalità e protezione.

 

“Non vi è nulla al mondo paragonabile alla devozione di una moglie. I mariti non ne hanno idea”. Sono trascorsi più di cento anni da quando Oscar Wilde pronunciò questa frase, eppure, a giudicare dai dati sui femminicidi, sembra che da allora nulla sia cambiato. Dopo le 127 vittime del 2010 e le 137 del2011, afar veramente paura è l’impennata della violenza di genere che, nei primi cinque mesi del 2012, porta ad oltre 60 il numero di donne uccise in Italia. Prima misteriosamente scomparse, poi ritrovate morte. Donne vittime di raptus di follia, di aguzzini o, più semplicemente, incolpevoli martiri di relazioni all’apparenza tranquille. Giovani o anziane, appartenenti ad ogni ceto sociale, alcune persino in stato di gravidanza: il fenomeno della violenza di genere si esprime con un’identità trasversale in una realtà in cui l’immagine della donna emancipata contrasta fortemente con l’idea di donna sottomessa, schiava di una mentalità che non accenna a cambiare.

Esperti psicologi e osservatori antiviolenza concordano nell’analisi del profilo degli aggressori: “essi quasi mai agiscono per cause di natura patologica. La loro violenza è, piuttosto, determinata da ragioni di matrice culturale”. È quanto conferma Maria Luisa Toto, presidente del Centro Antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce. Il Centro, nato il 23 novembre 1998, è stato la risposta al rapporto nazionale del Ministero delle Pari Opportunità che, proprio in quegli anni, citava il capoluogo salentino come fanalino di coda per i servizi di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne e i minori. Da tempo afferente alla rete nazionale e presente nella mappatura del numero verde 1522, negli ultimi dodici mesi, il Centro ha ricevuto ben 720 richieste d’aiuto. Un dato reso noto nel Rapporto annuale 2011-2012 che conferma  quella che oramai è divenuta, anche a Lecce, una vera e propria “emergenza sociale”.

Una donna che vive nella spirale della violenza, combatte ogni giorno con il sentimento di paura, vergogna, senso di colpa e isolamento. “Ha paura di essere giudicata, di sentirsi dire ‘è colpa tua’, di non essere all’altezza del ruolo di donna, moglie e madre – spiega la presidente del Centro – ma, soprattutto, teme che le istituzioni non siano adeguatamente capaci di tutelarla congiuntamente ai suoi figli”.

Da qui l’esigenza di dotare il Centro Antiviolenza leccese di una “Casa Rifugio” ad indirizzo segreto che garantisca ospitalità e protezione alle donne che hanno voglia di riprendersi la propria vita e restaurare, almeno in se stesse, quel clima di serenità che si aspettavano da un matrimonio.

“Più volte – afferma la dott.ssa Toto – abbiamo esposto la necessità di adottare simili misure pratiche per andare incontro alle esigenze delle donne che vogliono sottrarsi alla violenza ma, fino ad oggi, la classe politica che regge il nostro territorio ha sempre ritenuto di secondaria importanza la creazione di una Casa Rifugio”. Un’ennesima disattenzione da parte delle Istituzioni che compromette il duro lavoro del Centro Antiviolenza. Una mancanza che, oltre a far aumenta la sfiducia, spinga il perché tra le donne che contattano il Centro ben il 35% usufruisce del sostegno psicologico senza però denunciare, e il 25% richiedere informazioni senza poi procedere alla presa in carico.

Negli ultimi 12 mesi una escalation di denunce…

I dati annuali del Centro  “Renata Fonte” – Rapporto 2011-12

  • 720 richieste di aiuto per reati di maltrattamenti in famiglia, di stalking e di violenza sessuale.
  • Nel nuovo anno, il Centro riceve dalle 2 alle 4 richieste d’aiuto al giorno.
  • Le donne che si sono rivolte al Centro hanno un’età compresa tra i 20 e i 60 anni, sono quasi tutte italiane, coniugate o comunque hanno un compagno italiano.
  • Il 95% di donne dichiara di avere subito violenza da parte del partner o ex partner e solo il 5% da parte di conoscenti o estranei.
  • Le forme di violenza sono nell’80% dei casi sia fisica che psicologica, nel 20% sessuale. È da sottolineare, però, che all’interno della relazione di coppia, un reato di violenza sessuale inizialmente non viene percepito come tale, ma piuttosto considerato come un dovere coniugale.

Con l’Università/Ricerca e collaborazione…Tirocini formativi presso la struttura 

Unire le forze verso un obiettivo comune. Questo l’imperativo alla base delle convenzioni tra il Centro Antiviolenza “Renata Fonte” e l’Università del Salento.

La prima, inerente il Corso di Laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche della facoltà di Scienze della Formazione, consiste in tirocini formativi presso il Centro. Un’iniziativa che si rinnova sin dall’aprile 2010 e continua a riscuotere grande approvazione da parte delle studentesse che, in qualità di osservatrici, affiancano gli esperti durante gli ascolti telefonici, i colloqui individuali di presa in carico, gli incontri con la psicologa, l’iter in tribunale e l’attività di prevenzione e sensibilizzazione presso le scuole. Il prossimo ottobre, saranno quasi 50 le ragazze che avranno la possibilità di fare esperienza presso il Centro.

Sul fronte scientifico si affaccia, invece, la convenzione stipulata con il Laboratorio di Anatomia Umana facente capo al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali (Disteba). È in questa sede che sta prendendo vita la prima ricerca italiana orientata a valutare le conseguenze che un atteggiamento violento ha sulla vittima dal punto di vista neuro-scientifico, dunque le ricadute sia a livello comportamentale che neurobiologico. Da qualche tempo, è in corso l’attività di osservazione di alcune utenti del centro che, in una seconda fase, verrà messa a confronto con lo studio effettuato su donne che non sono vittime di violenza.

Senza le Istituzioni/Manca una rete organizzata…Troppa dispersione degli interventi 

Ad oscurare il momento di piena soddisfazione per questo traguardo positivo contro la violenza, la scelta dell’Assessorato alle Politiche Sociali e Pari Opportunità della Provincia di Lecce di istituire nel capoluogo leccese un nuovo Centro Antiviolenza C.a.i.a., inaugurato poco meno di un mese fa. “La decisione della Provincia mi ha lasciata un po’ stranita”, dichiara Maria Luisa Toto, Presidente del Centro Antiviolenza “Renata Fonte”. E aggiunge: “A mio parere, sarebbe stato più opportuno valorizzare e rafforzare una struttura già presente e ben radicata sul territorio, anziché crearne una nuova”.

Parole, queste, che non celano l’amarezza di chi ha visto troppi occhi gonfi, troppi lividi e troppe lacrime a lungo nascoste. Parole di chi, da quattordici anni, opera sul territorio per tutelare chi è vittima di violenza. Parole che dovrebbero scuotere le coscienze di quanti, dall’interno delle Istituzioni, potrebbero fare tanto. Come ribadiscela Presidente del Centro, infatti, “è necessaria una maggiore collaborazione tra le istituzioni che permetta la creazione una rete organizzata per la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne; l’efficacia dell’intervento dipende, però, dal coinvolgimento di tutti: dalle Prefetture alla Forze dell’Ordine, dalla Magistratura ai servizi sociali e agli operatori sanitari”.

Serena Carbone

 

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