…Ma i libri non scompariranno mai
La Biblioteca Digitale a Lecce/A colloquio con Valeria dell’Anna: coinvolte nel sistema quaranta realtà.
Il Sistema bibliotecario della Provincia di Lecce (SBN) è nato nel 2005 con l’obiettivo di superare la frammentazione delle strutture bibliotecarie esistenti nel territorio e si iscrive in un progetto più grande di livello nazionale che coinvolge oltre alle biblioteche, istituti di ricerca ed enti locali. Nel Salento le biblioteche coinvolte nel progetto sono complessivamente quaranta e costituiscono un “polo” eterogeneo per dimensioni e tipologia.
Le funzioni del Centro Sistema sono svolte dalla Biblioteca Provinciale “Nicola Bernardini” che si occupa dell’attività di coordinamento dei servizi bibliotecari delle istituzioni aderenti alla rete. Nel tentativo di rendere più agevole lo scambio di informazioni la Bernardini è diventata capofila di un programma chiamato “biblioteca digitale”.
Il progetto “biblioteca digitale” è stato finanziato dalla Regione Puglia e rientra in un contesto più ampio che riguarda il potenziamento e l’implementazione dei servizi del polo SBN della Provincia di Lecce. Oltre alla Bernardini sono state coinvolte altre cinque biblioteche del polo/ sistema: la Comunale di Nardò, la Comunale di Maglie, la Comunale di Galatina, La Caracciolo di Lecce ed infine l’Arcivescovile Innocenziana di Lecce.
Le misure adottate consistono nella digitalizzazione di testi che così trasformati possono essere più facilmente consultabili sia in sede sia attraverso un portale internet. La responsabile della biblioteca digitale Bernardini, la dott.ssa Valeria Dell’Anna, ci ha illustrato il progetto.
Dott.ssa Dell’Anna, la biblioteca digitale è già attiva?
Riguardo alla visione dei testi in sede, essa non è ancora in atto, ma presto e solo nella Bernardini, verranno disposti degli schermi che consentiranno di sfogliare virtualmente le pagine digitalizzate. Per quanto riguarda la digitalizzazione su internet, invece, è già possibile consultare alcuni documenti in tutte le loro parti (dalla copertina all’ultima pagina) sul portale www. internetculturale.it.
Da chi è gestito il portale?
Si tratta di un sito gestito dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico, Istituto afferente al Ministero per i beni di attività culturale dove vengono raccolte collezioni provenienti da tante biblioteche nazionali e che a sua volta si relaziona con altri progetti europei. Il sito rispetta una serie di standard molto rigorosi che consentono lo scambio dei dati. Tutte le operazioni devono essere condotte da personale specializzato e supervisionate dal Ministero. Già dall’home page si può accedere all’elenco di tutte le collezioni.
Qual è la mission del portale culturale?
Obiettivo primario di Internet culturale è promuovere la conoscenza del patrimonio delle biblioteche italiane offrendo approfondimenti culturali sulle collezioni di testi attraverso risorse digitali e multimediali, dedicati alla letteratura, alla scienza, alla musica, ecc..; si propone come punto di riferimento per quanti sono portatori di interessi nel mondo del libro.
Quale tipologia di testi è stata preferita dalla Biblioteca Bernardini per la digitalizzazione?
La scelta è ricaduta sulla collezione di opere scritte da autori salentini o comunque edite nel Salento da stampatori locali, primo fra tutti Pietro Micheli, tipografo che ha lavorato a Lecce nel 1600. Oppure testi antichi posseduti dalle nostre biblioteche, indipendentemente dal loro luogo di edizione e da chi li ha scritti. L’altra tipologia è costituita da periodici locali richiesti soprattutto dagli studiosi autoctoni per lo studio del territorio. Sul portale culturale i nostri giornali confluiranno in una collezione più ampia che raccoglie tutti i giornali pugliesi.
Ritornando alle attività del progetto da ultimare, quanti documenti mancano da digitalizzare?
Anche se la scansione delle opere è pressoché ultimata, la collezione sul portale non è completa poiché occorre ancora lavorare per caricare le immagini e soprattutto per estrarre le chiavi di ricerca al fine di permettere agli utenti di accedere il più facilmente possibile.
Da dove nasce la scelta di digitalizzare i testi antichi e i periodici locali?
La scelta nasce da una serie di considerazioni. Innanzitutto per la facilità d’accesso, per permettere a studiosi di tutto il mondo di consultare i documenti senza dover necessariamente recarsi fisicamente a Lecce in biblioteca. In secondo luogo, per un’esigenza di conservazione. In questo modo i libri vengono preservati, conservati in luoghi sicuri e nello stesso tempo rimanere fruibili. “Ovviamente”, ci rassicura la dott.ssa Dell’Anna, “luoghi sicuri non significa che i libri scompariranno dalle biblioteche e per chi lo vorrà continuerà ad esistere il mezzo tradizionale di consultazione”.
Fatima Grazioli

















