Pubblicato in: Sab, Ott 19th, 2013

…Ma i libri non scompariranno mai

La Biblioteca Digitale a Lecce/A colloquio con Valeria dell’Anna: coinvolte nel sistema quaranta realtà.

Il Sistema bibliotecario della Pro­vincia di Lecce (SBN) è nato nel 2005 con l’obiettivo di superare la frammentazione delle strutture bi­bliotecarie esistenti nel territorio e si iscrive in un progetto più grande di livello nazionale che coinvolge oltre alle biblioteche, istituti di ricerca ed enti locali. Nel Salento le biblioteche coinvol­te nel progetto sono complessivamente quaranta e costituiscono un “polo” ete­rogeneo per dimensioni e tipologia.

Le funzioni del Centro Sistema sono svolte dalla Biblioteca Provincia­le “Nicola Bernardini” che si occupa dell’attività di coordinamento dei servi­zi bibliotecari delle istituzioni aderenti alla rete. Nel tentativo di rendere più agevole lo scambio di informazioni la Bernardini è diventata capofila di un programma chiamato “biblioteca digi­tale”.

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Il progetto “biblioteca digitale” è stato finanziato dalla Regione Puglia e rientra in un contesto più ampio che ri­guarda il potenziamento e l’implemen­tazione dei servizi del polo SBN della Provincia di Lecce. Oltre alla Bernar­dini sono state coinvolte altre cinque biblioteche del polo/ sistema: la Comu­nale di Nardò, la Comunale di Maglie, la Comunale di Galatina, La Caracciolo di Lecce ed infine l’Arcivescovile Inno­cenziana di Lecce.

Le misure adottate consistono nella digitalizzazione di te­sti che così trasformati possono essere più facilmente consultabili sia in sede sia attraverso un portale internet. La re­sponsabile della biblioteca digitale Ber­nardini, la dott.ssa Valeria Dell’Anna, ci ha illustrato il progetto.

Dott.ssa Dell’Anna, la biblioteca digitale è già attiva?

Riguardo alla visione dei testi in sede, essa non è ancora in atto, ma presto e solo nella Bernardini, verran­no disposti degli schermi che consenti­ranno di sfogliare virtualmente le pa­gine digitalizzate. Per quanto riguarda la digitalizzazione su internet, invece, è già possibile consultare alcuni docu­menti in tutte le loro parti (dalla co­pertina all’ultima pagina) sul portale www. internetculturale.it.

Da chi è gestito il portale?

Si tratta di un sito gestito dall’Isti­tuto Centrale per il Catalogo Unico, Istituto afferente al Ministero per i beni di attività culturale dove vengono rac­colte collezioni provenienti da tante bi­blioteche nazionali e che a sua volta si relaziona con altri progetti europei. Il sito rispetta una serie di standard mol­to rigorosi che consentono lo scambio dei dati. Tutte le operazioni devono es­sere condotte da personale specializza­to e supervisionate dal Ministero. Già dall’home page si può accedere all’e­lenco di tutte le collezioni.

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Qual è la mission del portale cul­turale?

Obiettivo primario di Internet cul­turale è promuovere la conoscenza del patrimonio delle biblioteche italiane offrendo approfondimenti culturali sul­le collezioni di testi attraverso risorse digitali e multimediali, dedicati alla letteratura, alla scienza, alla musica, ecc..; si propone come punto di riferi­mento per quanti sono portatori di in­teressi nel mondo del libro.

Quale tipologia di testi è stata preferita dalla Biblioteca Bernar­dini per la digitalizzazione?

La scelta è ricaduta sulla collezione di opere scritte da autori salentini o co­munque edite nel Salento da stampatori locali, primo fra tutti Pietro Micheli, tipografo che ha lavorato a Lecce nel 1600. Oppure testi antichi posseduti dalle nostre biblioteche, indipenden­temente dal loro luogo di edizione e da chi li ha scritti. L’altra tipologia è costituita da periodici locali richiesti soprattutto dagli studiosi autoctoni per lo studio del territorio. Sul portale cul­turale i nostri giornali confluiranno in una collezione più ampia che raccoglie tutti i giornali pugliesi.

Ritornando alle attività del pro­getto da ultimare, quanti docu­menti mancano da digitalizzare?

Anche se la scansione delle ope­re è pressoché ultimata, la collezione sul portale non è completa poiché oc­corre ancora lavorare per caricare le immagini e soprattutto per estrarre le chiavi di ricerca al fine di permettere agli utenti di accedere il più facilmente possibile.

Da dove nasce la scelta di digita­lizzare i testi antichi e i periodici locali?

La scelta nasce da una serie di con­siderazioni. Innanzitutto per la facilità d’accesso, per permettere a studiosi di tutto il mondo di consultare i docu­menti senza dover necessariamente re­carsi fisicamente a Lecce in biblioteca. In secondo luogo, per un’esigenza di conservazione. In questo modo i libri vengono preservati, conservati in luo­ghi sicuri e nello stesso tempo rimanere fruibili. “Ovviamente”, ci rassicura la dott.ssa Dell’Anna, “luoghi sicuri non si­gnifica che i libri scompariranno dalle biblioteche e per chi lo vorrà continuerà ad esistere il mezzo tradizionale di con­sultazione”.

Fatima Grazioli

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