Maglie/Torna a splendere la pala seicentesca
A Santa Maria delle Grazie…
Dopo un accurato restauro, è tornata sull’altare maggiore della Chiesa di S. Maria delle Grazie a Maglie la splendida pala d’altare seicentesca della Madonna con il bambino, S. Antonio Abate, S. Antonio da Padova, S. Basilio e offerente. La pala d’altare è un olio su tela di considerevoli dimensioni, e raffigura la Vergine con il Bambino benedicente, in gloria fra le nubi, nell’imago della Regina degli Angeli, con gli attributi dello scettro e della corona. In alto domina la composizione l’Eterno Padre benedicente, con la mano sinistra poggiata sul globo. Le tre sacre figure sono incorniciate da una serie di angeli fra nubi nell’iconografia gloriosa delle pale d’altare, secondo una tradizione visiva inaugurata nel ‘500 da Raffaello e Tiziano.
Inginocchiati in basso rispettivamente a sinistra S. Antonio Abate, con il tipico abito bianco e nero, a destra S. Antonio da Padova, riconoscibile dall’inseparabile giglio bianco e S. Basilio, in abiti vescovili con mitra e pastorale. Più in basso, in primo piano, di dimensioni minori, il giovane committente. Al centro sullo sfondo è raffigurato un paesaggio naturale con una piccola costruzione. Nella parte inferiore, al centro, tre angeli reggono il cartiglio con l’iscrizione originale, subito sotto altri due angeli sostengono un medaglione contenente la scena della nascita ambientata in un interno. Dopo il restauro sono emerse le scritte originali con la dedica nel cartiglio ‘Salvator Dr(O)S(O) S (E) (T)B Suosq’ Dicat Salute Virgo’ e sulla sinistra in basso ancora un riferimento alla committenza e al restauro di una antica immagine.
Allo stato attuale non è stato ancora effettuato uno studio scientifico per definire la paternità della tela che viene datata alla metà del XVII secolo, in relazione anche alla posizione originale sull’altare maggiore, finemente decorato dallo scultore Giovan Donato Chiarello da Copertino che lo realizzò datandolo al 1645. L’autore, ignoto, ha tante consonanze con il tardo-manierismo sviluppatosi in Puglia nel ricordo di composizioni analoghe dell’Imparato e del Finoglio, di cui ricordiamo un’analoga composizione nella chiesa del Gesù a Lecce. Il committente, identificato dal cartiglio in Salvatore Droso, fu generale sindaco di Maglie nel 1686-87 e sarebbe vissuto dal 1663 al 1731.
L’intervento di restauro è stato realizzato da Alessandra Muci, sotto la direzione della dott.ssa Caterina Ragusa della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici per le Provincie di Lecce, Brindisi e Taranto e commissionato dalla Confraternita di Maria SS.ma delle Grazie. A seguito di meticolose indagini diagnostiche condotte dal dott. Davide Melica e radiografiche realizzate dal dott. Piero Quarta Colosso, la restauratrice, coadiuvata da Lara Lozupone, Cristina Balsamo, Roberta Caputo, Mariaelena Buttazzo, ha seguito il protocollo scientifico per il restauro arrivando al consolidamento delle parti pittoriche in bilico, alla rimozione delle aggiunte non pertinenti e all’intelaiatura della pala, restituita al pubblico e ai fedeli nella sua bellezza ed integrità.
Maria Agostinacchio





















