Mangiare come natura crea è meglio
A colloquio con Francesco De Pascali, titolare del negozio leccese “Come Bio Comanda”.
Aumentano i negozi di prodotti biologici. Il loro valore di mercato in Italia è stimato intorno ad un milione di euro, con una tendenza a crescere, che ultimamente non è mai scesa sotto il 20%. Infatti, se immettiamo pesticidi, insetticidi e prodotti chimici nel cibo, la nostra recta ratio ci fa intuire che, poi, queste sostanze si riscontreranno nel nostro organismo; se indosseremo abiti sintetici, la pelle stenterà a traspirare; se alleveremo i polli ed altri animali per natura erbivori o frugivori con alimenti a base di carne e farine improprie, essi si ammaleranno e, di conseguenza, anche noi. Abbiamo, pertanto, intervistato Francesco De Pascali, un esercente di prodotti provenienti da tutti i monasteri italiani e, anche biologici, nel negozio leccese “Come bio comanda”, in via Palmieri n. 30.
Cosa sono i cibi biologici?
Per definizione provengono dall’agricoltura biologica, quel sistema di lavorazione della terra, dal seme al prodotto immesso nel mercato, che non utilizza agenti chimici di sintesi nelle varie fasi di coltivazione, trasformazione e stoccaggio. In essa sono vietati diserbanti, fungicidi, fertilizzanti, coloranti e conservanti non naturali, cioè prodotti in laboratorio. Gli alimenti bio hanno una preparazione, in cui devono essere rispettati determinati e definiti parametri.
Come si riconoscono i prodotti biologici?
Da un’etichetta, che, nei supermercati, permette di distinguerli. Hanno minore presenza di nitrati e l’assenza delle sostanze tossiche utilizzate nelle colture tradizionali, potenzialmente cancerogene e che possono scatenare allergie e causare intossicazioni, come la diossina. Inoltre nei cibi biologici sono presenti livelli più alti di minerali e vitamina C.
Quali organismi in Italia garantiscono la biologicità dei prodotti?
Libera Terra, Compagnia italiana anche per vegetariani (usano soia controllata, italiana, non importata dalla Cina, quindi si ha la conferma che non siano Ogm), Ccpb (Consorzio controllo prodotti biologici), Codex, Ecocert, Imc, Qc&1, Associazione suolo e salute, Aiab, Bioagricoop, Bios.
Esistono prodotti biologici di tipo animale?
Sì, perché gli animali vengono nutriti con sostanze prive di additivi o altro. L’agricoltura convenzionale, purtroppo, miscela antibiotici al foraggio per prevenire eventuali malattie del bestiame, con il risultato di rendere più resistenti alcuni ceppi di batteri, trasmessi poi all’uomo. Anche gli antibiotici somministrati ai vitelli rimangono presenti nella carne e, spesso, finiscono negli omogeneizzati e nelle bistecchine, con cui si cerca di assicurare una crescita sana ed armonica ai bambini.
Che senso ha l’eliminazione della chimica, quando l’aria è inquinata?
È vero che ci sono campi in cui i prodotti non vengono trattati con elementi chimici ( diserbanti, conservanti, fertilizzanti, insetticidi) tossici, ma un altro conto è che vengano inquinati dall’aria. Inoltre, sono pericolosi i pesticidi: alcuni sono molto nocivi.
Come leggere le etichette dei prodotti biologici?
Ogni etichetta deve obbligatoriamente riportare la sigla dello Stato in cui è prodotto, il nome, il marchio e il codice dell’organismo di controllo, gli estremi dell’autorizzazione ministeriale, il nome, il codice e l’indirizzo del produttore e il codice del prodotto. Una foglia verde con le stelle o un coniglio sull’etichetta garantiscono che sia bio al 100% insieme con il certificato biologico Icea, per controllare che non ci siano additivi chimici nel prodotto. Noi trattiamo i frutti di Libera, associazione di persone, che hanno recuperato le terre confiscate alla mafia. Ad esempio, a Mesagne essa produce il vino, l’olio, alcuni tipi di farina, conserve.


















