Mangionello/Sculture d’autore tra arte sacra e profana
L’artista magliese e le sue creazioni…
Giuseppe Mangionello nacque a Maglie il 22 marzo1861 da Nicola e Ippazia Tau. Il barone Filippo Bacile di Castiglione, riguardo al vero cognome di questo artista, nei suoi Scritti varii di arte e di storia pubblicati nel 1915, asserì che fu lo stesso artista a cambiare il proprio cognome da Mangione in Mangionello per distinguersi da Giuseppe Mangione, artista originario di Soleto. I genitori del Mangionello, consigliati dal sacerdote Giovanni Portaluri, nonostante le loro modeste condizioni economiche, avviarono il figlio sulla strada degli studii classici. Il giovane lasciò intravedere ben presto la vocazione per gli studi artistici.
Mangionello, Busto a Giuseppe Rosi, 1912, Marmo, Roma-Gianicolo
Nel 1875 dimostrò le sue capacità artistiche eseguendo in rilievo, su di un pezzo di gesso, la figura di una Madonna. Dal 1875, pertanto, fu avviato alla scuola del maestro Paolo Emilio Stasi, insegnante di disegno nel convitto ginnasiale di Maglie, e poi, su consiglio dello stesso Portaluri, fu affidato alle cure del pittore Giuseppe Bottazzi in Diso. Il giovane artista, in seguito, fu inviato a Torino, dove frequentò la scuola di Belle Arti. Dopo circa due anni, spinto dal desiderio di ammirare le bellezze artistiche disseminate sul territorio nazionale, visitò alcune città italiane. I suoi viaggi lo portarono nella Capitale, dove prese dimora in Via Boncompagni al civico 192.
Mangionello, Apparizione Vergine ai Santi Fondatori Ordine Servi Maria, 1880,
Maglie-Sant. Addolorata
Durante il soggiorno romano realizzò una statuetta di bronzo raffigurante Petosiris; tale lavoro fu poi esposto nella Nazionale di Bologna del 1888. Nello stesso anno questa statua, raffigurante il celebre mago egizio inventore dell’Oroscopo, fu acquistata dal Ministero dell’Industria e Commercio, come riportato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia (Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, 07/11/1888, n° 262, p. 5294).
Mangionello G., Mago, 1885, bronzo
Incoraggiato dal successo ottenuto, prese parte a diverse mostre: l’Esposizione Universale di Parigi del 1889 (dove presentò la statua Mago, ottenendo una medaglia di bronzo); l’Esposizione di Monaco di Baviera del 1889; l’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891/1892 (dove presentò due statue di gesso: Preghiera al nume e Ovidio e Corinna e due statue di bronzo: Timonoy e Un Baccante e una Baccante); l’Esposizione Nazionale di Roma del 1893 (dove presentò la statua in bronzo Ecco il Re); la IV Esposizione di Belle Arti e Industrie Artistiche di Barcellona del 1898 (dove presentò la statua in bronzo Berenice); la II Esposizione Italiana di Pittura, Scultura ed Arti Applicate all’Industria di Pietroburgo (Russia) del 1902 (dove presentò la statua in bronzo Figura al vero); l’Esposizione Internazionale d’Arte di Buenos Ayres del 1910 (dove presentò la statua in bronzo Allegoria di Sibari) e l’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma del 1911 (dove presentò la statua in bronzo Busto). Oltre che come espositore, egli trovò anche modo di figurare come autore di monumenti e di ritratti privati. Nella Villa “Garibaldi” di Lecce, inoltre, si possono ancora ammirare i due busti raffiguranti l’agronomo Gaetano Stella (1888) e l’architetto e matematico Luigi Scarambone (1889).


















