Marchi sulla pelle/Cresce nel Salento il popolo dei tatuati
TRA MODA E CATTIVO GUSTO
LUIGI, 36 anni. “Ho quasi il 50% del corpo tatuato e lavoro in banca. La società è cambiata e, fortunatamente, non esiste più quell’antipatico parallelismo tra tattoo e delinquenza. Qualcuno parla di moda, altri di cattivo gusto. Insomma, ognuno ha la sua opinione, ma nessuno crea più ghetti. Per me i disegni sul corpo sono sempre stati affascinanti ed ho intenzione di farne altri… non per entrare nel Guinness World Record, ma semplicemente perché mi piacciono. Mi identificano e mi danno la certezza di essere unico: se hai solo un tatuaggio, per quanto personalizzato possa essere, correrai sempre il rischio di trovarne un doppione sulla pelle di qualcun altro; se ne hai tanti, invece, è assolutamente impossibile trovare un altro essere umano che abbia l’insieme dei tuoi stessi tatuaggi. È una combinazione unica di gusti ed esperienze che ti rende inimitabile”.
















