Marchi sulla pelle/Cresce nel Salento il popolo dei tatuati
SUL CORPO LE ESPERIENZE
DORINA, 31 anni. “Ho fatto il mio primo ed unico tattoo a 28 anni, dopo aver perso il mio bambino. Un aborto è sempre un momento delicato per una donna ma per me è stato ancora più difficile, lontana da casa, dall’affetto di una madre. Mi sentivo in colpa per non essere riuscita a portare a termine quella gravidanza e, soprattutto, detestavo il mio organismo da sempre troppo debole. Prima di allora avevo considerato i tatuaggi una moda del tutto priva di senso, una pazzia di cui prima o poi la gente arriva a pentirsi. A seguito di quell’esperienza, invece, ho come sentito il bisogno di incidere per sempre sulla mia pelle quello che forse non avrei mai potuto avere nella vita. Così ho tatuato l’immagine di un bimbo che dorme sul palmo di una mano”.
Un’immagine in cui tenerezza e nostalgia si intrecciano rendendo superflua ogni spiegazione. Un’immagine che indubbiamente, fra qualche anno, rapirà la curiosità del suo primogenito, nato appena due mesi fa.
PRO E CONTRO
TRACCE QUASI INDELEBILI
Il tatuaggio ci offre la possibilità di esprimere emozioni, rivivere ricordi sulla pelle e, in un mondo omologato, simboli e colori ti contraddistinguono. Il contro sta nel fatto che sono segni indelebili e invecchiano con noi. C’è però chi si rivolge a non professionisti, andando incontro ad una serie di rischi: in primis, pericoli per la salute dovuti ad attrezzature non adeguatamente sterilizzate, locali tutt’altro che igienici e mancanza di certificazione sui coloranti utilizzati; in secondo luogo, si rischia di ritrovarsi dei veri sfregi sulla pelle, cui i centri di dermatologia specializzati oggi riescono a porre rimedio, anche se con numerose sedute, una buona dose di dolore e costi non indifferenti. Come ogni settore, il tattoo segue le tendenze del momento dettate da calciatori, subrette, cantanti e vip in generale. In passato i tattoo più richiesti erano i tribali, oggi si cerca il tatuaggio realistico, vere a proprie opere d’arte. Ma a prescindere dal soggetto, chi viene da noi lo fa per fissare sulla pelle dei momenti, dei ricordi o magari un amore.
Il Tendenze Tattoo Studio, nasce nel 2004. Fui proprio io a spingere mia moglie Lory, appassionata di disegno e pittura, ad intraprendere quest’arte millenaria e lei, superando ogni limite e soprattutto superando lo stereotipo del tatuatore “uomo”, è riuscita a ritagliarsi un fetta di mondo. Una grande platea di appassionati hanno apprezzato il suo stile, i sui colori. Oggi, nonostante l’evento tragico che l’ha colpita – una leucemia fulminante che l’ha strappata alla vita lo scorso gennaio dopo soli tre giorni di malattia – il mio studio continua a vivere per continuare il lavoro di Lory, e per dare ai tanti appassionati di tatuaggi la possibilità di imprimere sulla propria pelle una traccia indelebile del proprio vissuto.
Andrea Quarta
Shop Manager Tendenze Tattoo – Veglie (Le)
















