Marchi sulla pelle/Cresce nel Salento il popolo dei tatuati
RISCHI E INFEZIONI
I tatuaggi sono sempre più diffusi e molto spesso, chi intende aderire a questa moda, si rivolge ad un tatuatore di prima esperienza, sottovalutando i rischi e ponderando poco scelte che, col passare del tempo, potrebbero subire cambiamenti. Di norma, il tatuatore usa un’apparecchiatura che funziona più o meno come una macchina da cucire, con uno o più aghi che, pungendo ripetutamente la pelle, inseriscono minuscole gocce di pigmento colorato negli strati profondi della cute. Al di là delle considerazioni estetiche, che sono soggettive e personalissime in quanto influenzate dal gusto, ritengo che sarebbe opportuno, prima di effettuare il trattamento, accertarsi del metodo di lavoro del tatuatore cui ci si affida: è necessario, infatti, che sia una persona qualificata, un professionista che utilizzi strumenti monouso e sterili, che indossi i guanti e soprattutto che faccia uso di materiali che abbiano superato il controllo di certificazione. Bisogna tener presente, infatti, che trattamenti di questo tipo ci espongono a rischi gravi come infezioni (HIV, Epatite B e C), reazioni allergiche e granulomi. Complicazioni che potrebbero essere evitate, semplicemente prestando più attenzione.
Il tatuaggio comporta una modifica importante e duratura, tuttavia, oggi non più irreversibile grazie ai laser di nuova generazione. Da tempo, nel mio ambulatorio utilizzo il laser “q switched” con ottimi risultati sui trattamenti di rimozione di qualsiasi inestetismo cutaneo. Tecnicamente, l’attività di questo macchinario consiste nell’emettere un fascio di luce capace di disgregare selettivamente il pigmento colorato, preservando il tessuto circostante.
Dott. Luigi Coriciatti
Medico Chirurgo – Specialista in Dermatologia e Venereologia – Martano (Le)
















